Assicurazioni alla prova della rivoluzione normativa


La normativa International Financial Reporting Standard 9 (IFRS9), la cui applicazione è prevista per il 2022, rappresenta il terzo pilastro della risposta del regolatore alla crisi finanziaria del 2008. Insieme a Solvency II e al binomio IDD – PRIIPS agisce tanto in materia di solidità del settore bancario e assicurativo che di trasparenza e determinerà una nuova modalità di contabilizzazione degli attivi volta, nella finalità ricercata dal regolatore, ad una più precisa previsione delle possibili perdite finanziarie. Più tutele dunque per l’investitore ma anche un aumento del grado di complessità per gli operatori con oneri da affrontare e nuove modalità di allocazione da ricercare in visto di un nuovo equilibrio tra ricerca di rendimento e stabilità finanziaria.

Prepararsi fin da subito

“Gli impatti saranno certamente importanti da un punto di vista organizzativo, contabile e di gestione dei flussi”, sottolinea Giorgio Pieralli, head of Illiquid Assets di Zurich Italia, “con conseguenze sia in termini di costi diretti che di aumento di utilizzo di risorse”. “L’entrata in vigore della nuova normativa IFRS9 pone un problema di consolidamento dei fondi ai quali noi partecipiamo, in particolare, per quanto riguarda la gestione degli illiquidi”, aggiunge. “L’indicazione quasi obbligata è quella di operare in ottica di consolidamento e la nostra decisione è dunque quella di rimanere su fondi gestiti da terzi ma a noi dedicati”, rivela. “Tra i lati positivi”, guarda il bicchiere mezzo pieno Marco Romani, head of Investment Advisory di CNP Partners. “la IFRS9 spingerà all’identificazione di quelli che sono gli effettivi margini di profitto e perdita, permettendo di avere più trasparenza e chiarezza”. “Sul lato investimenti resta tutto da definire e credo che soprattutto per la componente delle riserve matematiche a fronte dei premi sulle polizze vita rimanga maggioritario l’impatto di Solvency II nel determinare quelle che sono le scelte di allocazione”. Sebbene permangano punti di frizione, le due normative indirizzano, infatti, il settore nella medesima direzione, come testimonia il caso delle operazioni messe in campo da Amissima. “La nostra soluzione, già implementata, per far fronte al cambio di regolamentazione è la costituzione di veicoli ICAV in cui siamo gli unici investitori”, spiega Dario Lanticina, chief investment officer della compagnia assicurativa. “Questa operazione, messa originariamente in atto per maggiore controllo degli investimenti, dei veicoli e per una maggiore possibilità di analisi, si sta rivelando sufficiente anche in ottica IFRS9”, fa notare. “Partendo da Solvency II, e con le informazioni frammentarie allora disponibili sulla stesura di IFRS9, siamo quindi stati in grado di fare un investimento in ottica di consolidamento”, aggiunge.

Nuove soluzioni

Lo studio di nuovi veicoli di investimento e nuove modalità di allocazione è sollecitata dunque dall’attività del regolatore, promuovendo uno sforzo che oltre a coinvolgere le realtà assicurative interessa le case di gestione. “Tra le opzioni su cui lavoriamo stabilmente c’è l’implementazione in modalità Solvency friendly di soluzioni di investimento nelle aree dei mercati liquidi in cui è ancora possibile estrarre rendimento, come ad esempio il debito dei mercati emergenti”. “In questo specifico caso”, analizza nel dettaglio Stefano Colombo, responsabile Business Istituzionale di Legg Mason, “possiamo gestire un portafoglio che selezioni solo emittenti sovranazionali, con rating tripla A, soluzione che limita il consumo di capitale”. “è fondamentale”, conclude, “che la compagnia assicurativa e il gestore terzo instaurino un dialogo in cui siano esplicite le esigenze: spesso, considerando le richieste delle compagnie assicurative, l’utilizzo di strategie standardizzate risulta poco efficiente”.

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