Asset management, venture capital, consulenza: fare business sul blockchain


Specializzazione e flessibilità. Queste le caratteristiche fondamentali necessarie per fare business puntando su una delle tecnologie a più alto potenziale di crescita che raccoglie ampie manifestazioni di interesse a livello globale e insieme è approcciata con grande prudenza da parte degli investitori.

“L’associazione diretta con il tema criptovalute”, spiega Francesco Abbate, amministratore delegato di Swiss Crypto Advisors, società con sede a Ginevra ma con anima italiana attiva nei plurimi campi del rapporto tra finanza e blockchain, “è estremamente riduttiva delle potenzialità di questa tecnologia che è direttamente applicabile ad una grande quantità di settori, dalla filiera del cibo all’industria, dai sistemi bancari alla logistica”. Una capacità di essere disruptive che Swiss Crypto Advisors ha direttamente testato a partire dalla propria fondazione nel 2017. Nata con l’obiettivo di fornire assistenza nel settore del risparmio gestito, la società si è adattata immediatamente alle diverse esigenze specifiche manifestate dal settore aggiungendo due ulteriori linee di business. 

Tre anime

“Siamo partiti pensando di fare solo fondi di investimento. Poi gli incontri con le aziende potenzialmente inserite nei nostri veicoli di investimento ci hanno portato a comprendere la loro necessità di avere consulenza specialistica. A partire da tale attività abbiamo sviluppato l’offerta venture capital. La nostra attività di consulenza viene remunerata, laddove il progetto è ritenuto valido, tramite ingressi nel capitale societario. Manteniamo un forte focus sull’attività di gestione di portafogli private equity concentrati su blockchain, elemento distintivo della nostra offerta rispetto alla maggior parte dei competitor in questo spazio”.

Rendimento e diversificazione

Il mondo a tassi zero e la difficoltà nell’individuare efficaci possibilità di diversificazione all’interno delle asset classes tradizionali sta portando sempre più investitori istituzionali e family offices a muoversi al di fuori degli spazi di allocazione considerati canonici. L’attenzione per l’universo blockchain è ai massimi livelli ma per queste realtà è spesso complicato capire come ottenere un’esposizione a cui sia associata una comprensibile strategia di controllo del rischio. “Molti clienti, in particolare il mondo family offices svizzero caratterizzato da un forte grado di sviluppo, iniziano ad avere la necessità di una piccola allocazione a questo tema, ma la barriera di comprensione è alta. Quello che cerchiamo di fare dal punto di vista concettuale è avere un focus molto forte sull’applicazione a livello di business e insieme costruire strutture solide e standard per rassicurare l’investitore in fase di accesso”. Swiss Crypto Advisors ha in tal senso messo a punto un fondo di venture capital di diritto lussemburghese, che ha un obiettivo di raccolta fissato a 100 milioni di euro e punta ad investire in circa 20 società operanti nel settore delle infrastrutture blockchain.

Fiducia sull’Italia

“I Paesi più avanzati per quanto riguarda il quadro regolamentare sono Svizzera e Inghilterra a livello europeo e gli Stati Uniti globalmente”, sottolinea Abbate. “La Confederazione Elvetica ha un framework legale estremamente coerente e un contesto caratterizzato da un alto livello di istruzione superiore e supporto all’impresa che attrae aziende da tutto il mondo nel campo della blockchain, comprese aziende italiane, con Ginevra e Zug come centri più importanti”, aggiunge. “Crediamo moltissimo nell’Italia, anche grazie all’intervento normativo degli ultimi mesi che sta indirizzando investitori istituzionali come i fondi pensione verso il venture capital. Ci aspettiamo che una buona parte degli investimenti arrivi dall’Italia”, conclude l’amministratore delegato di Swiss Crypto Advisors.

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