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Asset management: arrivano i nuovi professionisti del futuro


Tratto dalla rivista numero 27 Funds People – sezione Business.

Che futuro si prospetta per i professionisti che puntano a una carriera lavorativa nel settore del risparmio gestito? Guardando ai recenti cambiamenti tecnologici o normativi è sempre più evidente come il mondo lavorativo dell’asset management si stia evolvendo. Non solo portfolio manager o responsabili di strategie d’investimento, dunque. In seno alle fund house adesso arrivano sempre più profili innovativi esplicitamente orientati alla rivoluzione digitale. 

Si chiamano data scientist, impact manager, UX designer, esperti di compliance o cybersecurity. Che si tratti di un passo in avanti sostanziale per i processi organizzativi delle società che operano nel risparmio gestito lo dice a chiare lettere Paolo Galvani, fondatore e presidente di Moneyfarm, società nata proprio nell’epoca digitale. “Credere di gestire un’azienda attiva nel risparmio gestito con gli stessi organici del passato è un’utopia”. Ne è convito anche Riccardo Lamanna, country head Italy di State Street Global Services. “Senza dubbio l’evoluzione tecnologica pone il settore degli investimenti di fronte a sfide senza precedenti, non solo in termini di capacità di innovare le infrastrutture a servizio della catena del valore dei servizi finanziari, ma anche attraverso la ricerca di figure professionali in ambiti molto distanti da quelli considerati tradizionali per l’industria. Sia a livello di operations che di dipartimenti IT servono nuove figure, che vanno dagli esperti di cybersecurity ai data scientist ai manager della digital transformation, per creare quella che abbiamo definito una internal data analytics powerhouse”.

La differenza principale con un asset manager tradizionale è che, ad esempio, in Moneyfarm “consideriamo funzioni core tutte quelle che servono allo sviluppo della tecnologia e del prodotto”, dice Galvani. “Stiamo parlando del team di ingegneristici o di quelli che sviluppano il prodotto, che per noi hanno la stessa importanza nella gerarchia operativa dei team di consulenza e di gestione (parliamo di figure come data scientist, ingegneri, UX designer, product manager)”. 

La quinta rivoluzione

Finora, probabilmente, non si conoscono ancora molti dei ruoli e dei job title di domani, ma sono già diverse le società di gestione che si stanno attrezzando per quella che in molti chiamano quinta rivoluzione industriale. Schroders, ad esempio, è tra le pioniere in fatto di big data e dati alternativi. Già nel 2014 ha fondato la Data Insights Unit. “Per comporre il team, abbiamo assunto data scientist, data consultant e ingegneri di data science da settori esterni al mondo della finanza”, dice Mark Ainsworth, head of Data Insights and Analytics. “Avvalersi di data scientist come parte del processo d’investimento è una prassi relativamente nuova e in crescita e Schroders l’ha estesa per includerli e renderli parte integrante dei team di investimento esistenti. All’interno di Schroders ciò ha portato alla creazione di un’altra figura intermedia tra un data scientist e un professionista degli investimenti: l’impact manager. Questa figura professionale aiuta a tradurre e modellare il lavoro prodotto dal data scientist per trarre da questo le idee più rilevanti e importanti, perché possano essere utilizzate dagli investitori”, continua l’esperto. 

“Le persone che ricoprono questo ruolo hanno un background da analisti o vengono dal mondo dell’asset management e hanno una passione per la data science e per le tecniche innovative. Ciò li rende ben equipaggiati per utilizzare la loro esperienza con il fine di aiutare a creare un ponte tra i data scientist di Schroders e gli investitori”. Figure altamente specializzate operano anche nella piattaforma di NN Investments Partners, che ha creato un team dedicato all’Automated Intelligence Investing. “Questa squadra si occupa d’investimento fattoriale, operando trasversalmente rispetto a diverse asset class, esplorando al contempo fonti di dati alternative e l’implementazione di tecniche d’intelligenza artificiale nei mercati azionari”, afferma Valentijn van Nieuwenhuijzen, CIO della società olandese. 

“Il team è guidato da Rani Piputri, nominata nel settembre 2018. Nel suo ruolo, la professionista si occupa dell’estrazione di premi comportamentali dai mercati finanziari attraverso l’implementazione di strategie adattive basate sui dati e incentrate in gran parte sulla ricerca fattoriale e su tecniche legate all’intelligenza artificiale”. Questa squadra è in essere alla più ampia piattaforma Responsible Investing & Innovation, che guida l’agenda strategica attorno alla tecnologia, ai dati, all’analisi comportamentale e all’investimento responsabile. 

Data, reporting e non solo

Per stare al passo coi tempi, anche Candriam dal gennaio 2016 ha lanciato una propria IT digital strategy. “Oggi la strategia di Candriam sotto questo profilo si è evoluta ulteriormente e si chiama Candriam#Next. A gennaio è stato annunciato l’avvio di una collaborazione con IBM volta a implementare un programma RPA (Robotics Process Automation), una forza lavoro virtuale che interagisce in modo intelligente con le applicazioni, automatizzando i processi e consentendo ai dipendenti di focalizzarsi su incarichi che richiedono maggior valore aggiunto. Inoltre, sempre da gennaio, per semplificare e potenziare l’archiviazione dei propri dati, ha lanciato un programma Data & Reporting, basato su una tecnologia data lake”, spiega Pierre Ernst, COO di Candriam e membro del Comitato strategico del Gruppo. 

L’investimento nella tecnologia si è chiaramente tradotto nell’aggiunta di nuove figure professionali: si è creata la funzione di IT Digital & Innovation, di global head of IT & Digital, di chief data officer (CDO) e anche di global head of Investiment Engineering. Parallelamente, Candriam ha indirizzato i propri sforzi anche verso la creazione della funzione IT Security, in particolare in materia di cybersecurity. Infine, nell’ottica di equipaggiarsi adeguatamente in vista di un quadro normativo in continua evoluzione, Candriam ha rafforzato il proprio team dedicato alla compliance.

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