Asia la nuova frontiera sono i dividendi


Nell’universo eterogeneo formato dai mercati emergenti, l’Asia sembra la più attrezzata per resistere ai movimenti della volatilità scatenati dalla politica monetaria americana. Buona parte della debolezza dei mercati emergenti è da attribuire alla decisione della Federal Reserve di frenare le iniezioni di liquidità all’economia Usa. Molti investitori, quando i tassi si sono abbassati negli Stati Uniti, hanno cercato rendimento negli emerging market. 

Ora che i tassi americani si stanno rialzando (il Tbond a 10 anni è passato dall’1,8% al 2,8%) e si susseguono le notizie di instabilità intorno al mondo, gli operatori stanno tornando nei porti più sicuri (il cosiddetto fly to safety), comprando obbligazioni americane e mollando quelle delle zone in via di sviluppo. Tutto questo ha effetto anche sulle economie emergenti. Vendendo i bond di quelle zone gli investitori di fatto, trasformano i profitti in dollari. Ma liberandosi di valuta emergente e comprando il biglietto verde, il valore della prima si deprime, mentre quello del secondo aumenta. Tutto questo ha degli effetti a cascata. Le importazioni per gli stati in via di sviluppo, ad esempio, costano di più e questo, a sua volta, fa aumentare l’inflazione. Un elemento che non piace alla gente e che preoccupa i politici, soprattutto quando si avvicinano delle elezioni. 

Senza contare che molti paesi emergenti hanno emesso obbligazioni denominate in valuta straniera, quindi diventa più costoso ripagarle. In una situazione del genere, i mercati emergenti più sviluppati (quelli cioè che hanno un sistema normativo affidabile, un sistema bancario maturo e un mercato del reddito fisso credibile) sono quelli meglio equipaggiati per far fronte a una crescita della volatilità. E i più credibili, da questo punto di vista, sono quelli dell’Asia. Strategicamente, in una situazione del genere, sembra vincere lo stock picking. 

Dando un’occhiata ai rendimenti realizzati dai fondi di investimento specializzati sull’Asia venduti in Italia, salta fuori che la performance migliore l’ha avuta un prodotto come il Templeton Asian Smaller Companies Fund (rating Morningstar pari a quattro stelle), gestito dal 2008 da Mark Mobius (soprannominato il decano dei mercati emergenti). Il fondo investe principalmente in azioni emesse da piccole società (quelle cioè con una capitalizzazione di mercato pari a circa 2 miliardi di dollari) situate, o che conducono attività significative, nei paesi emergenti dell’Asia. All’altro capo dello spettro si colloca HSBC GIF Asia ex Japan Equity A Acc (rating Morningstar due stelle), gestito dal 2003 da Husan Pai. Gli investimenti del fondo, in questo caso, pur essendo ampiamente diversificati dal punto di vista dei singoli paesi della regione e per quanto riguarda i settori sono comunque concentrati su società medio-grandi. 

Ma sarà vera gloria? Fra chi investe in Asia c’è spesso la convinzione che il concetto di crescita superi in importanza tutti gli altri parametri di valutazione e che gli asset che mostrano growth nel breve termine in qualche modo meritino di essere trattati a multipli più alti rispetto agli altri. Un concetto che dovrebbe spaventare gli investitori che hanno un orizzonte di lungo periodo. La storia, peraltro, dimostra il contrario. 

Durante la crisi finanziaria affrontata dall’Asia alla fine degli anni ’90 (e più di recente con la crisi finanziaria globale), i quality asset sono stati quelli che si sono comportati meglio. Senza contare che il gestore (e più in generale qualsiasi tipo di investitore) deve sempre domandarsi quanto la crescita (o la crescita di quella particolare società) sia sostenibile nel tempo. Nel suo libro The intelligent investor Benjamin Graham (considerato il padre del value investing) osserva che le perdite maggiori si registrano non quando si compra la qualità a un prezzo eccessivo, ma quando si acquistano asset mediocri a quello che, a prima vista, sembra un buon prezzo. 

Alla base dell’idea di investire in qualità c’è il concetto di cercare di preservare il capitale nei momenti di maggiore volatilità. Un elemento che spesso (soprattutto quando le cose sembrano tornare alla normalità) non viene preso abbastanza in considerazione dal mercato. Tutto questo, però, non vuol dire ignorare la crescita. Ma chi investe nei mercati emergenti dell’Asia ha molte opportunità di andare a caccia di growth. Meglio quindi cercare quelle società che possono ridurre i rischi di veder evaporare il capitale investito. In quest’ottica va inquadrata la tendenza registrata nell’ultimo anno. Fra i 16 fondi lanciati nell’ultimo anno in Europa che investono nelle regioni emergenti dell’Asia ce ne sono diversi dedicati alle aziende che distribuiscono dividendi e con un focus preciso sulla qualità. Quando si investe, in generale e negli emergenti in particolare, è bene avere presente come posizionare un fondo all’interno delle proprie scelte di investimento. 

Secondo il Morningstar Analyst rating (che valuta i fondi sulla base di cinque pilastri che, secondo gli analisti, permettono di individuare i fondi in grado sovraperformare nel lungo periodo, tenendo conto anche del rischio), un fondo azionario asiatico, che diversifica sull’intero continente, dovrebbe avere un ruolo di “supporto” all’interno di un portafoglio più ampio e diversificato. Un prodotto che è invece specializzato su un singolo paese dell’area, dovrebbe essere considerato di nicchia, dato l’alto rischio che comporta.

 

Flussi e performance dei fondi che investono nell'Asia Pacifico (escluso Giappone) e sono distribuiti in Italia (ordintati per Morningstar Rating)
Fonte: Morningstar Direct.

Nome fondo

Flussi 2011

Flussi 2012

Flussi 2013

Investec GSF Asian Eq A Inc Grs USD

273

249

282

T. Rowe Price Asian ex-Japan Eq I

-48

177

134

Templeton Asian Smaller Co A Acc $

18

224

343

Willerequity Asia ex-Japan P

-4

7

-3

Templeton Asian Growth A YDis $

367

300

-1.969

Principal Asian Equity A Inc

-2

0

-4

Invesco Asian Equity C

-106

-45

110

Schroder ISF Asian Opp A Inc

-52

393

605

PineBridge Asia ex Japan Small Cap Eq Y

-1

4

2

Fidelity Asian Special Sits A-USD

-109

-433

-133

Schroder ISF Emerg Asia A

-590

-91

-528

Schroder ISF Asian Smaller Coms A

-16

6

50

Invesco Asia Consumer Demand A Acc

-170

-210

103

Fidelity Emerging Asia A-Acc-EUR

4

135

-168

Henderson Horizon Asian Growth A2

-5

-5

-5

Fidelity South East Asia A-USD

-403

-1.046

-1.457

MS INVF Asian Equity I

-211

-57

17

GS Asia Portfolio Base Inc

-8

-7

0

Eurizon Azioni Asia Nuove Economie

-20

-22

-42

Dexia Eqs L Asia C Acc

-53

-2

-42

UBS (Lux) EF Asia Opportunity (USD) P

4

-7

-6

Invesco Asia Opportunities Equity B

4

7

-35

Pictet Asian Equities Ex Japan-I USD

-169

-106

-58

JPM Asia Equity A (acc) - USD

13

-30

49

Vontobel Sustainable Asia (ex-Jap) Eq A

-35

2

2

HSBC GIF Asia ex Japan Equity A Acc

-65

-26

-136

Aviva Investors Asian Equity Inc B Acc

-23

-2

23

Nordea-1 Asian Focus Equity BP SEK

-25

-64

-26

Degroof Asia Pacific Perf Asia Pacific D

-227

-103

-21

Comgest Growth Asia Ex Japan USD Acc

-14

-165

-89

Abs Asia AM Emerging Asia Fd I/A USD

12

46

12

Pioneer Fds Asia (ex-Jap) Eq E EUR ND

-136

-42

-36

AZ Fd1 Emg Mkt Asia A-AZ Fd Acc

-42

-39

-40

BSI-Multinvest Asian Stocks A

78

-75

50

Parvest Equity Best Sel AsiaExJp C C

148

-8

30

Franklin Asian Flex Cap A Acc $

-4

-4

-2

Cap Int Emerg Asia Eq B

0

0

0

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