Asia, la grande favorita dall’accordo commerciale


Dopo due anni di guerra commerciale, Stati Uniti e Cina firmano la tregua. La Fase uno, tuttavia, non dissipa i dubbi dei mercati. Il tono degli asset manager internazionali, infatti, è di sostanziale scetticismo. A sottolinearlo è anche Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners, ricordando che “in molti hanno interpretato quest’accordo come un sostanziale acquisto cinese di soia americana e poco altro”. Tuttavia, secondo l’esperto della SGR, questa visione è senz’altro riduttiva e sono almeno tre i fattori che rendono questa tappa dell’accordo fondamentale.

“Il primo è la soia stessa”, spiega lo strategist, “non solo per il suo valore commerciale intrinseco ma anche per quello politico nella misura in cui la soia americana è prodotta in Stati che potrebbero risultare decisivi nell’appoggiare o meno una rielezione di Trump e per i mercati è importante sapere se sarà o meno lui il prossimo presidente degli USA”.  

Il secondo aspetto riguarda la riduzione dei dazi stessi. “È vero che i dazi esistenti verranno ridotti di poco ma non ne verranno introdotti di nuovi e non aleggerà più sui mercati l’idea che la guerra dei dazi possa continuare all’infinito”, aggiunge Fugnoli. “Questo darà un po’ di fiducia in più a chi deve investire in Cina e, in generale, in tutto il resto del mondo”.

Il terzo fattore, poco sottolineato ma importantissimo, è la stabilizzazione e addirittura il rafforzamento della moneta cinese, il renminbi, secondo alcuni in indebolimento ormai cronico e che invece è tornato forte, “certamente per una volontà politica cinese di voler mostrare questa forza a Trump in cambio di un accordo non troppo sfavorevole per la Cina”, continua l’esperto

Borse asietiche, bond cinesi

La stabilità del cambio cinese e anzi la sua tendenziale forza fa sì che dal punto di vista dell’investitore europeo l’investimento in Cina diventi molto meno rischioso di quello che poteva apparire fino a qualche mese fa, con opportunità di guadagno anche sulla valuta.

“L’Asia offre ottime possibilità per chi investe dall’Europa. Le sue Borse, anche se si sono riprese di recente, sono ancora su livelli di valutazione relativamente bassi”, sottolinea Fugnoli. L'area viene da un anno molto negativo e con questa tregua ci sono le possibilità di una ripresa solida. “In particolare, i bond cinesi offrono rendimenti interessanti (sopra al 3% sulle scadenze a 10 anni) e per chi ha dollari sono un’interessante alternativa ai Treasury americani”.

Europa bene, Asia meglio

Anche l’Europa riceverà grandi benefici dalla tregua. “Il nostro continente commercia molto con la Cina e produce lì auto che vengono poi esportate negli USA”, ricorda lo strategist. Dal punto di vista degli investimenti, però, bisogna tenere conto che l’Europa dipende molto di più dalle esportazioni rispetto all’Asia e quindi un eventuale indebolimento del dollaro (che interesserebbe sia l’Europa che l’Asia che vedrebbero rafforzate le loro valute) sarebbe più di peso per il Vecchio Continente che non per l’Asia. “

“Siamo abituati a considerare la Cina un grande esportatore ma è anche un grande importatore, quindi la sua bilancia verso l’estero è in sostanziale pareggio. L’Europa, invece, è in forte attivo e una rivalutazione peserebbe di più su di lei. Per questo, in termini relativi quest’anno sarà probabilmente positivo per l’Europa grazie a quest’accordo commerciale ma l’Asia andrà ancora meglio”, conclude Fugnoli.  

Fonte: “Al 4° PIANO con Alessandro Fugnoli”, a cura dello strategist di Kairos.

Professionisti
Società

Notizie correlate