Ciganer (T. Rowe Price): "La produttività condurrà il Giappone alla crescita"


Produttività e forza lavoro sono i punti chiave su cui si è focalizzata l’Abenomics negli ultimi anni con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e incoraggiare gli investimenti. Sono già stati fatti notevoli passi avanti in questo ambito, con l’ottimizzazione degli standard di governance, la creazione di un nuovo framework di controllo e iniziative governative (leggi, politiche, investimenti in infrastrutture, incentivi per le aziende) che hanno mirato ad ottenere una forza lavoro più inclusiva e dinamica. “Da un lato l’ampia riforma strutturale sta contribuendo a creare un contesto di lavoro più flessibile, dall’altro le imprese stanno invece investendo in nuovi sistemi e tecnologie per incoraggiare pratiche di lavoro più smart ed efficienti”, spiega Archibald Ciganer, gestore del fondo T. Rowe Price Japanese Equity di T. Rowe Price che nel 2019 si è aggiudicato il rating Consistente Funds People.

Il rallentamento della produttività giapponese si spiega con la natura inflessibile che ha caratterizzato da sempre il mercato del lavoro nipponico. Per tradizione e cultura i posti di lavoro venivano generalmente considerati permanenti, creando una competitività limitata, poche possibilità di avanzamento e quindi pochi incentivi a cambiare posto di lavoro. I limiti legali sono stati rimossi, tuttavia ci sarà bisogno di tempo prima che tale mentalità venga superata, i benefici di una maggiore dinamicità sono già visibili. Inoltre il Primo Ministro Shinzo Abe ha posto l’attenzione anche su Womenomics, programma volto a rendere più semplice il rientro nella forza lavoro per le donne, come punto focale della sua agenda economica. Il grafico mostra il successo che tali politiche stanno avendo. La percentuale di donne con un’occupazione ha raggiunto un livello record (72%) a settembre 2019, soprattutto se confrontato con il 67% statunitense. Un gap in continua crescita negli ultimi 5 anni. “C’è ancora molto da fare. Per esempio, il divario salariale in Giappone resta uno dei più ampi al mondo e molte donne decidono di lavorare part-time, incoraggiate da un contesto fiscale che penalizza le famiglie con redditi più elevati”, commenta Ciganer.

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Fonte: Analisi di T. Rowe Price su dati di FactSet Research Systems Inc.

Nel settore privato c’è un numero crescente di imprese che investe nel capitale umano e fisico e lancia soluzioni innovative per sostenere la produttività. Molte società stanno investendo per esempio nell’automazione e nell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di ottimizzare i processi produttivi. “Pur essendo ancora ad una fase iniziale, se questa tendenza dovesse continuare e crescere nei vari settori, l’impatto sulla produttività giapponese potrebbe essere significativo, soprattutto nel settore dei servizi”, aggiunge il gestore.

Secondo Ciganer un segmento tecnologico particolarmente interessante è quello dei software per l’industria dei servizi, come la Robotic Process Automation (RPA). Si tratta di una tecnologia in grado di parlare, leggere, condurre transazioni e automatizzare lavori basati su una serie di processi. “Sebbene venga utilizzato sempre più in tutti i settori, i business maggiormente orientati ai processi, come banche, compagnie assicurative, utility e telecomunicazioni sono le società che hanno adottato questo tipo di tecnologia in misura maggiore. Visto il suo potenziale, questa tecnologia potrebbe avere un grande impatto sulla produttività giapponese", analizza l'esperto.

Il Giappone deve comunque far fronte alle sfide demografiche di lungo termine ed è di cruciale importanza il miglioramento della produttività.  A tal fine, gli sforzi per aumentare la partecipazione alla forza lavoro stanno dando i loro frutti. Possiamo già vedere una dinamica positiva all’opera, con il settore privato che investe in nuove tecnologie, guidando una ripresa smart della produttività nel settore dei servizi. “La combinazione degli sforzi del settore pubblico e privato potrebbe dare un significativo impulso alla produttività giapponese, contrastando le sfide demografiche e aprendo la strada a una crescita potenzialmente sostenibile a lungo termine”, conclude il portfolio manager.

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