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Approccio unconstrained per liberarsi dalla dittatura del breve periodo


Tratto dalla rivista numero 29 Funds People - sezione Guru.

Come decidere tra growth e value in un mercato volatile, caratterizzato da politiche monetarie poco prevedibili nel medio periodo? Come trovare il giusto timing in un quadro in cui il sentiment, come dimostrato dai mesi conclusivi del 2018, ricopre un ruolo tanto rilevante nell’insorgere di profonde correzioni? L’approccio unconstrained di lungo periodo azzera la necessità di rispondere a queste domande, offrendo una modalità di investimento slegata dalla schiavitù del benchmark e del risultato a stretto giro. Questo il senso dell’argomentazione con cui Zehrid Osmani, head of Global Long-Term Unconstrained di Martin Currie, società del Gruppo Legg Mason, avvia una riflessione su quale sia l’atteggiamento più profittevole per esporsi all’attuale contesto azionario. 

Oltre alla volatilità e all’incertezza, i fattori che rendono attualmente vantaggioso un approccio unconstrained sono, secondo Osmani, la mancanza di inflazione e la paura, nettamente diminuita ma ancora presente, dell’arrivo di una fase recessiva. La prima si combatte ricercando società con potere nel determinare i prezzi nel proprio mercato, mentre la seconda andando a fondo dei bilanci per trovare le realtà più solide, in grado di resistere alle momentanee turbolenze dei mercati.

Guarire dalla miopia

“Negli anni ’60 e ’70 il tempo medio di detenzione dello S&P 500 era superiore ai cinque anni. Oggi è di dieci mesi. Questo è il segnale di quanto i mercati siano oggi focalizzati sul breve periodo. Gli investitori si concentrano sempre di più sui risultati trimestrali senza comprendere quella che deve essere a nostro avviso la vera finalità di un’allocazione pienamente definibile come investimento”. 

Un modo di gestire il risparmio definito da Osmani miope poiché in grado di mettere a fuoco esclusivamente ciò che è più vicino. Per curare questo male è sufficiente spostare l’orizzonte temporale. “La difficoltà lamentata all’interno dell’industria circa la fatica nel generare alpha, non è reale”, afferma. “Una volta selezionate realtà che possono vantare una posizione di leadership all’interno di un’industria sana, con forte capacità di determinare i prezzi all’interno del proprio specifico mercato e utili solidi e in crescita è solo una questione di tempo perché tutto ciò si rifletta nelle valutazioni”. 

Nowcasting

Un ulteriore caso di miopia da cui è affetto il mercato in questo momento è rappresentato, secondo Osmani, dalla sopravvalutazione della capacità predittiva dei Big Data, “an accident waiting to happen”, afferma l’head of Global Long-Term Unconstrained di Martin Currie. “La maggior parte dei data-set catalogati come Big Data fotografano la realtà senza dare dati qualitativi sufficienti per creare modelli economici in grado di fornire informazioni sugli andamenti futuri”, spiega. È la contrapposizione tra nowcasting, inteso come istantanea della situazione presente, e forecasting, previsione motivata di un trend e delle sue evoluzioni. All’interesse per i Big Data Osmani contrappone la solidità degli Smart Data, descrivibili come il frutto dell’analisi approfondita dei fondamentali economici utilizzando l’aumento della potenza di calcolo per ricercare nuove relazioni e nuove modalità di confronto. 

ESG e controllo del rischio

“Prendiamo molto seriamente la sostenibilità dei titoli che deteniamo in portafoglio, integrando lo screening ESG nello studio dei fondamentali societari svolto dai nostri analisti”. Tanto che all’interno dell’approccio all’investimento della società del Gruppo Legg Mason lo studio degli aspetti sociali, ambientali e di governance costituisce uno degli elementi fondamentali del controllo del rischio, come certificato da Principles for Responsible Investments (PRI), iniziativa indipendente sostenuta da UNEP Finance Initiative e UN Global Compact, che ha conferito a Martin Currie il rating di sostenibilità massimo. 

Un ulteriore aspetto di rischio tenuto in particolare considerazione nei portafogli dell’asset manager statunitense è quello legato all’accounting. “L’analisi contabile è per noi molto importante. Un aspetto spesso sottovalutato su cui spendiamo molto tempo ed energie poiché la storia ci insegna il potenziale dirompente in termini di distruzione di valore dei problemi contabili”, sottolinea Osmani.

What’s next?

“Poche volte nella storia ci siamo trovati di fronte a un mercato strutturato, sviluppatosi in modo costante per molti decenni, pronto per essere riconvertito completamente ad una nuova tecnologia sotto la spinta del regolatore”. L’esperto di Martin Currie non ha dubbi nell’indicare il primo e principale settore per potenziale di crescita nel prossimo futuro. L’universo delle auto elettriche si compone, infatti, di un ampio spettro di opportunità. “Prevediamo”, rivela Osmani, “una crescita annualizzata del comparto pari al +40% all’anno nella prossima decade, ma la modalità di esposizione deve essere studiata nei minimi particolari, evitando ad esempio il rischio determinato da scelte discrezionali dei consumatori”. 

“La nostra analisi dell’ecosistema e della catena del valore”, specifica, “mostra come tecnologia e connettività legate alle auto elettriche siano il miglior modo per partecipare alla crescita del settore poiché ogni società che vorrà produrre un veicolo dovrà interfacciarsi con le società leader in termini di innovazione”. Ulteriori settori dal grande potenziale ma da affrontare ricercando la giusta angolazione e mantenendo un orizzonte di lungo periodo sono, infine, genetica e cybersecurity.

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