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Antoine Lesné (SPDR ETFs): “Offriamo valore aggiunto combinando qualità e liquidità dei prodotti”


È ormai da qualche trimestre che, a livello macro, si nota una crescita sincronizzata sui principali mercati sviluppati ed emergenti. A tal proposito, Antoine Lesné, responsabile strategia e ricerca di SPDR ETFs (State Street Global Advisors) per l’area EMEA, ha spiegato a Funds People come l’Europa stia crescendo più rapidamente rispetto agli USA, dove nonostante le promesse di Trump, i mercati siano ancora in una fase di attesa sulla forte crescita del Paese da lui dichiarata. “A livello di valutazioni, soprattutto lato equity, si può tuttavia notare come queste siano molto costose negli USA rispetto al resto del mondo, Eurozona, Giappone o mercati emergenti. Ci sono quindi buone opportunità di allocation da cui trarre vantaggio, e le vediamo anche nell’Eurozona, regione che, a nostro parere, continuerà ancora a far registrare un’importante crescita”, spiega il manager. Sempre dal punto di vista delle valutazioni, secondo Lesné, un posizionamento tattico da cui trarre profitto è rappresentato anche dal Giappone.

“A livello settoriale, vi sono opportunità anche negli Stati Uniti, in cui vediamo un potenziale positivo nei settori ciclici, anche se al momento preferiamo soprattutto il segmento finanziario. Nonostante le valutazioni di queste società non siano affatto economiche, vediamo ancora del potenziale soprattutto grazie alle future prospettive della Fed”, aggiunge.

Ultimamente, dati i potenziali rischi in Europa dovuti alle varie elezioni che ci sono state, e che avverranno, il manager sottolinea come, a livello di volatilità, i mercati hanno tuttavia reagito abbastanza bene. “Grazie alla politica monetaria della BCE, vediamo una crescita nel credito europeo. Nel breve termine vi è un ambiente sfidante per il settore bancario, e si nota come la ripidezza della curva rappresenti un fattore importante per le banche europee. A nostro parere, il trend nell’Eurozona rimane quindi positivo dato che vi sono ancora margini di crescita”, afferma Lesné.

Il manager si sofferma poi sulle attuali dinamiche geopolitiche, situazioni queste che portano spesso a qualche tensione, le quali risulta difficile quindi prevederne la relativa evoluzione, dove tuttavia, a detta di Lesné, si possono prendere decisioni di investimento in parte protette nell’eventualità che certi eventi possano generare elevata volatilità.

L’esperto si concentra poi sulle politiche delle Banche centrali, affermando che, chiaramente, in questo contesto c’è la consapevolezza di proseguire verso la normalizzazione. A suo parere, bisognerà prima di tutto vedere come si muoverà la BCE, dove, parallelamente, la Fed ha tuttavia terminato il proprio QE già adesso, anche se gli effetti di queste azioni si inzieranno a vedere tra qualche mese. “La Banca centrale americana continuerà tuttavia ad alzare i tassi di interesse per avere maggiori drive di potere. Gli interrogativi sono maggiormente sull’Eurozona e sulla BCE, perché sembra che questa voglia mantenere dei tassi ad un livello basso per un periodo di tempo più lungo. C’è un chiaro impatto di queste azioni sulla curva e sulla duration almeno nel breve termine. Ciò dà modo di posizionarsi più tatticamente sulla curva nell’Eurozona”, spiega il manager, che trova questo un punto interessante ma non semplice, dato che rappresenta un qualcosa di positivo perché, a suo parere, gli investitori tornerebbero ad investire ancora una volta sul mercato obbligazionario.

Lesné spiega inoltre che il segmento degli ETF non è grande abbastanza per dare un panorama completo di ciò che accade nei mercati, ma guardando all’atteggiamento degli investitori ci si accorge che questi sono in attesa di un sell-off del mercato e che i tassi ritornino a livelli più alti. “L’impatto positivo delle azioni della BCE sta riportando interesse su alcuni tipi di società, come le insurance companies. In questo contesto, bisogna essere consapevoli del rischio duration, nel senso che un sell-off del mercato può creare delle opportunità in grado di ottenere excess return provenienti dallo spread del credito, sia dalla componente investment grade che high yield. Quest’anno, un’asset class obbligazionaria che sta facendo bene è quella degli emerging market, sia in local che in hard currency. La componente local rappresenta degli investimenti davvero interessanti. C’è tuttavia molto interesse anche per l’equity emergente, un’asset class che continua a crescere anche in termini di flussi”, afferma.

Opportunità italiana

“Il 2017 è iniziato con diverse elezioni in Europa, con il rischio populismo presente in diversi Paesi del continente, tra cui l’Italia. Nonostante ciò, le performance generali continuano il loro rally. L’Italia è certamente un Paese da tenere d’occhio, un Paese in cui gli investitori stanno concentrando maggiormente la loro attenzione. Dal punto di vista degli investimenti, in termini di benchmark, di prodotti, siamo più propensi a delle tipologie di indici protetti tramite futures, come ad esempio l’MSCI Italy. Se vediamo degli importanti flussi su un benchmark in Italia, in Francia o in Germania, ciò significa che gli investitori stanno acquistando la crescita e il potenziale rischio del relativo Paese”, spiega il manager.

Secondo Lesné infatti, gli investitori nutrono un particolare interesse per l’Italia, interesse dato anche per la dinamicità del Paese. A detta dell’esperto, nonostante ci siano molti aspetti dell’economia italiana da rivedere, i segnali dicono che gli investitori sono inequivocabilmente interessati a questo mercato. “Questo trend è più marcato sulla componente obbligazionaria, come dimostra l’acquisto di Btp, un prodotto che sta facendo registrare un restringimento dello spread col bund tedesco. Bisogna comunque tener conto di elementi di incertezza politica che caratterizzano il Paese in questo momento, come il populismo. Parte del rischio politico si è tuttavia ridotto, e gli investitori hanno mostrato di essere più positivi sul rischio Italia”, afferma.

Il team

Il team Strategy and Research EMEA SPDR opera in Svizzera, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia e, da inizio anno, anche in Spagna. L’idea della società è quella di essere presenti il più possibile nei mercati core europei. La squadra è composta da sei persone che operano su diverse asset class, con focus speciale nel fixed income, sui settori e sugli smart beta.Crediamo molto nella qualità dei prodotti, ma è anche fondamentale supportare i clienti nel miglior modo possibile. Crediamo quindi che una forte combinazione tra qualità del credito, liquidità dei prodotti e la possibilità di condivisione di idee sia un qualcosa più che positivo che da un valore aggiunto ai nostri investitori”, conclude l’esperto.

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