Anima SGR, qualcosa bolle in pentola


Sono due gli elementi che caratterizzano maggiormente il contesto di riferimento per i mercati in questa fase del 2017: da un lato una crescita robusta più o meno sincronizzata a livello globale e dall’altro un’inflazione contenuta che sta consentendo alle principali Banche centrali di mantenere un atteggiamento relativamente accomodante (pur essendosi avviate verso un graduale percorso di normalizzazione), facendo intuire che il loro supporto sia destinato a durare ancora per un po’ di tempo. 

Se a questo aggiungiamo anche una certa impermeabilità dei mercati finanziari al rischio politico nel corso dell’anno, “il quadro che emerge rimane molto incoraggiante e ci porta a pensare che continui ad avere senso rimanere esposti sulle asset class più rischiose, soprattutto sui mercati dell’area euro e giapponese, vista la loro maggiore ciclicità”, commenta Davide di Chio, investment advisory di Anima SGR, ribadendo una posizione condivisa più volte durante gli ultimi mesi dalla società di gestione.

Tra i principali rischi a breve che derivanti da questo quadro vi è sicuramente il dover far fronte a livelli di liquidità minori, dato che i principali istituti finanziari inizieranno ad acquistare di meno e dreneranno parte della loro liquidità dal prossimo anno. “Quando quest’ultima rallenta sul mercato velocemente è normale che si generino volatilità e un conseguente aggiustamento nei premi al rischio”, ricorda Claudio Casadei, portfolio manager multi asset & multi manager di Anima.

La scelta dei prodotti

In virtù di tutto questo, la società di gestione punta più che mai sui suoi ‘cavalli di battaglia’, in particolar modo la gamma Sforzesco-Visconteo e anticipa qualche novità. “Per il 2018 lanceremo ancora due fondi che completeranno l’offerta dei ‘prodotti di mezzo’, cioè quelli che si collocano a metà strada tra gli obbligazionari misti e i bilanciati, e che coprono le esigenze di moltissimi risparmiatori”, commenta Davide Gatti, responsabile divisione vendite di Anima SGR.

“Gli investitori sono alla ricerca di prodotti semplici dove si possa delegare il gestore, pur in presenza di un benchmark, a operare su diverse asset class per cercare di offrire rendimenti accettabili anche in un momento in cui i titoli governativi e le obbligazioni tradizionali (strumento principe attraverso cui i risparmiatori italiani hanno investito per decenni) non li stanno generando”, precisa Gatti.

Il responsabile vendite aggiunge poi che dalla SGR stanno lavorando per lanciare prossimamente un fondo che potrebbe servire soprattutto ai consulenti finanziari che vogliono costruire portafogli ben diversificati per i loro clienti. “Si tratta di un prodotto che investe sulla nella parte corta del segmento high yield, quindi in presenza di un rischio tasso molto contenuto e del rischi credito che, in questo tipo di asset class, è assolutamente presente”, spiega.

Tra gli altri prodotti che l’esperto ritiene possano rispondere al meglio alle esigenze dei risparmiatori c’è anche tutta la gamma di prodotti flessibili della casa. “Nonostante il nostro outlook molto favorevole per il futuro, con livelli di volatilità così contenuti non si può non pensare che i clienti si siano un po’ disabituati alle situazioni problematiche e qualora queste si riproponessero sarebbe il caso di affidarsi a chi può operare in piena libertà sui mercati”, conclude Gatti.

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