Anima SGR, la fase 2 in Italia


Dopo una prima fase di elevata volatilità a causa dell’emergenza sanitaria innescata dalla diffusione del Covid-19, nelle ultime settimane si è assistito ad un rally dell’azionario. Ora gli investitori, dopo il lockdown forzato, sono focalizzati sulla fase 2, la graduale ripartenza, a livello globale, delle attività produttive e sul ritmo della ripresa.  

Anche per i mercati finanziari si è aperta una sorta di fase 2. Dopo la discesa molto repentina e violenta dei mesi di febbraio e marzo, in concomitanza con la diffu­sione a livello globale dell’emergenza sanitaria per l’epi­demia di Covid-19, nelle ultime settimane il contesto sembra essersi fatto un po’ più disteso: la volatilità è scesa e i mercati, se pur con alti e bassi, si sono avviati su un sentiero di normalizzazione.

"Gli investitori, infatti, dopo il periodo di lockdown e shutdown forzato per contenere i contagi, sono ora principalmente concentrati sulla graduale riparten­za delle attività produttive. La fase 2 si intensificherà, via via, tra mag­gio e giugno, a condizione che l’epidemia rimanga sotto controllo: ad oggi, a contribuire ad un miglioramento del sentiment, sono stati i riscontri sempre più convin­centi di un calo dei contagi in molti Paesi sviluppati. Senza dimenticare il supporto delle autorità moneta­rie e fiscali fin dall’inizio dell’emergenza, mai così fon­damentale come in questo momento per sostenere le economie", spiega Anima SGR.

Interventi monetari e fiscali

La BCE in occasione del meeting del 30 aprile, ha un po’ deluso le aspettative non incrementando il PEPP (Pan­demic Emergency Purchase Programme), il nuovo pro­gramma di QE da 750 miliardi di euro, annunciato per fronteggiare l’emergenza economica innescata dal Co­ronavirus, ma ha introdotto un altro piano di rifinanzia­mento delle banche. Sul fronte delle politiche fiscali, nell’Eurozona, c’è già stato un allentamento dei vincoli derivanti dal Patto di Stabilità e Crescita e l’accordo su un pacchetto di mi­sure da 540 miliardi di euro per dare una risposta con­giunta allo shock economco. Inoltre, è in fase di studio un recovery fund, destinato ad essere finanziato median­te strumenti innovativi con la discussione focalizzata sulla possibilità di fornire aiuti a fondo perduto piutto­sto che finanziamenti.

"A riprova che interventi di questa portata sono dav­vero fondamentali, nelle ultime settimane, il flusso di dati macro è stato fortemente negativo per quanto ri­guarda sia l’economia reale sia gli indicatori di fiducia delle imprese (soprattutto nei servizi), confermando le attese circa una profonda contrazione della crescita nel I e II trimestre di quest’anno. In base all’ultimo World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, nel 2020, il PIL reale scenderà del 3% a livello globale (con un possibile rimbalzo del 5,8% nel 2021), del 5,9% negli Stati Uniti e del 7,5% in Area Euro". Si tratta però di valori su cui vi è ancora molta incertezza, dal momento che persino la BCE stima il calo dell’economia europea per il 2020 in un intervallo assai ampio, compreso tra il 5% e il 12%. La Commissione Europea, ancora, ha pre­visto un crollo del PIL dell’Ue del 7,4%, affermando che si tratta della recessione economica più profonda della sua storia. 

Italia: determinante monitorare la ripartenza

"La view sui BTP (e in generale sui titoli periferici) è neutrale, ma declinata in maniera tattica: l’azione e la retorica della BCE dovrebbero limitare le pressioni al rialzo sugli spread e pertanto fasi di debolezza posso­no essere sfruttate nel breve come opportunità di ac­quisto", ritiene Anima SGR.

Spread Btp/Bund 10 anni (punti base)

btp

Fonte: elaborazione ANIMA su dati Bloomberg.​

Per l’Italia il segno lasciato dal Coronavirus sembra es­sere ancora più pesante, dal momento che il FMI stima un calo della crescita nell’ordine del 9,1% (si veda il Gra­fico 3), con il rapporto debito/PIL a fine 2020 al 155,5% e il rapporto deficit/PIL all’8,3%; nel 2021 il Pil dovreb­be crescere del 4,8%. La Commissione Ue per il nostro Paese stima un crollo del Pil del 9,5% e un aumento del rapporto tra debito e Pil dal 134,8% del 2019 al 158,9% di quest’anno. Numeri pienamente coerenti con il crol­lo del PIL del 4,7% nel I trimestre riportato dall’Istat, la contrazione più profonda registrata dal 1995 (dall’inizio del periodo di osservazione dell’attuale serie storica). Nel frattempo, a sorpresa, in quanto la decisione era attesa per il prossimo 10 luglio, l’agenzia Fitch ha de­classato il rating sovrano italiano portandolo a BBB-, ultimo gradino prima del livello non-investment grade, con outlook stabile. 

La dinamica dei conti pubblici, dunque, pone degli in­terrogativi sulla loro sostenibilità nel medio periodo. "Si ritiene che quest’ultima sarà garantita solo in presenza di costi di finanziamento relativamente bassi, al mo­mento garantiti dall’azione incisiva della BCE. La pro­fondità della recessione ha comportato, del resto, una drastica revisione delle priorità aziendali con in primis la tutela della salute dei dipendenti, seguita dalla difesa della stabilità finanziaria con la conseguente revisione/ cancellazione di dividendi/buyback. Guardando, quindi, alle prospettive dei vari settori, alcuni risultano pro­fondamente colpiti (finanziario, consumi discrezionali, energetico, industriali), mentre quasi tutti i comparti più difensivi subiscono ricadute più neutrali (telecomu­nicazioni, utilities) e in alcuni casi addirittura positive (farmaceutico e tecnologico)".

Pertanto, nelle prossime settimane, sarà fondamenta­le monitorare gli effetti della Fase 2, cominciata uffi­cialmente il 4 maggio, e le misure adottate da parte del governo italiano, già intervenuto con il decreto Cura Italia, decreto Liquidità e in arrivo un nuovo decreto di maggio, per supportare l’inevitabile rallentamento della crescita economica. "Tuttavia, vista la scarsa visi­bilità su una serie di aspetti, è altamente probabile che la ripresa dei mercati, così come quella dell’economia reale, rimarrà soggetta a vuoti d’aria che esigono pru­denza e tatticismo nella loro gestione. Questo induce attualmente ad adottare un approccio cauto in ter­mini di esposizione complessiva del portafoglio; si sta inoltre lavorando per creare un margine di liquidità che consenta una maggiore flessibilità in presenza di un ul­teriore storno di mercato". 

Pil Italia verso Area Euro​tre

Fonte: Bloomberg. IMF, Weo Aprile 2020.

Società

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