Anima SGR: “Come muoversi sui mercati in attesa delle politiche fiscali”


Durante il mese di settembre sia la BCE che la Federal Reserve hanno rafforzato la linea accomodante già intrapresa per supportare sia la crescita economica che l’inflazione. Da un lato, la BCE ha varato un pacchetto di misure articolato, ponendo l’accento sugli effetti collaterali dei tassi negativi. Dall’altro, la Fed ha tagliato i tassi di 25 punti base per la seconda volta dopo il primo taglio di luglio senza però fornire indicazioni per il futuro prossimo, mostrando un approccio maggiormente flessibile e relativamente meno interventista.

“Il vero nodo da sciogliere nei prossimi mesi sarà l’evoluzione del quadro macro a livello globale”, dicono gli esperti di Anima SGR. “I consumi tengono, ma il settore manifatturiero continua a rimanere debole, senza contare i rischi derivanti dal rallentamento del commercio globale. La disputa sui dazi tra Stati Uniti e Cina, a distanza di più di un anno e mezzo, non si è infatti ancora risolta”. Da considerare, poi, anche i fattori geopolitici, come la tensione tra USA e Iran dopo l’attacco militare via droni a uno dei principali giacimenti di petrolio sauditi.

Il blocco della produzione di 5,7 milioni di barili di greggio al giorno ha fortemente impattato il prezzo del petrolio: “Riteniamo che, anche in presenza di un rapido ripristino della produzione, un premio al rischio più elevato sia associato alla quotazione del greggio vista l’incertezza geopolitica. E un prezzo del petrolio più alto rappresenta un elemento di preoccupazione in più per le prospettive della crescita globale già minacciata dalla trade war”, spiegano dalla SGR.

Quello che stiamo vivendo, dunque, è un periodo di transizione in cui “le politiche monetarie, pur continuando a sostenere la crescita economica, sembrano assumere un atteggiamento più attendista e al contempo le politiche fiscali non sono ancora protagoniste”. Anzi, sottolineano gli analisti, la loro entrata in scena sarà sicuramente graduale sebbene non si possano escludere eventi in grado di accelerare tale percorso come la recessione tecnica in Germania, un’hard Brexit, o il necessario intervento da qui a sei mesi da parte dell’amministrazione Trump affinché si producano effetti positivi sulla crescita prima delle elezioni del 2020

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Lo scenario di riferimento resta dunque di difficile lettura, alla luce di diversi fattori di incertezza sul fronte geopolitico e macroeconomico. In questo contesto, all’interno dei portafogli, si mantiene un approccio volto al contenimento dei rischi e focalizzato su una gestione tattica e selettiva.

Per quanto riguarda il mondo obbligazionario, la società ha innalzato il giudizio sui titoli governativi italiani come conseguenza del pacchetto di misure varato dalla BCE e di un atteggiamento più conciliante dell’Unione verso il nuovo governo italiano. Resta negativo, invece, il giudizio sulle obbligazioni governative core in euro le cui valutazioni non sono interessanti mentre per quanto riguarda le obbligazioni societarie gli esperti si mantengono cauti. “i rendimenti delle emissioni investment grade sono modesti e il rischio idiosincratico in ambito high yield è aumentato”.

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Sui mercati azionari europei, la view degli analisti è positiva sui settori alimenti e bevande, IT, telecomunicazioni e utilities. Giudizio neutrale su healthcare e sul settore assicurativo, negativo sul comparto automobilistico e finanziario. “Abbiamo incrementato le posizioni, trasversalmente ai settori, su diversi titoli che presentano profili difensivi con ottima generazione di cassa e dividendi interessanti e potenzialmente crescenti (utilities, infrastrutture, trasversalmente ai settori titoli ad alto dividendo. Il posizionamento viene mantenuto di neutralità”, sottolineano.

Giudizio neutrale anche sul mercato azionario americano ed emergente. Negli USA l’economia si mostra più forte rispetto al resto del mondo sviluppato e l’inflazione core superiore superiore alle attese (+2,4% su base annua in agosto, rispetto a +2,2% del mese di luglio) ma restano i timori legati alla guerra commerciale, che sta incidendo sulla stagione degli utili, a cui vanno aggiunti quelli relativi alla procedura di impeachment. Infine, gli analisti di Anima SGR confermano il sovrappeso sul Giappone “alla luce di valutazioni attraenti, posizionamento scarico degli investitori e graduale ma continuo miglioramento della corporate governance”.  

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