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Andrea Pennacchia (IWBank PI): “il risparmio è un veicolo per costruire il futuro”


IWBank Private Investments, in collaborazione con l’istituto di ricerca Demia, ha condotto una ricerca intitolata “il futuro è oggi”, con l’obiettivo di analizzare tre punti essenziali: l’attitudine alla proiezione nel lungo termine, l’apertura alla consulenza finanziaria da parte dei risparmiatori di diverse fasce d’età e tracciare l’identikit del ‘consulente ideale’. Andrea Pennacchia, direttore generale di IWBank PI, spiega il titolo dell’indagine: “da un lato si riferisce alla constatazione che c’è una tendenza a guardare il futuro da vicino, cioè non si riesce a proiettarsi più in là nel tempo (soprattutto tra i millenials); dall’altro il significato è strettamente finanziario, per una buona pianificazione finanziaria è necessario iniziare il prima possibile. Abbiamo considerato l’importanza dei comportamenti virtuosi di oggi per la costruzione del benessere futuro”.

L’indagine ha coinvolto 1.500 investitori italiani, uomini e donne provenienti da tutto il territorio nazionale, appartenenti alle fasce d’età dei Baby Boomers (i nati tra il 1944 e il 1964), della Generazione X (i nati tra il 1965 e il 1983) e dei Millennials (i nati tra il 1984 e il 1993), caratterizzate da differente grado di stabilità economica, indipendenza rispetto alla generazione precedente, ecc…, ma accomunate dalla disponibilità di un patrimonio da poter investire di almeno 10.000 euro e da obiettivi riassumibili in quattro pilastri comuni: il mantenimento del tenore di vita, il benessere familiare, la sicurezza economica e il supporto alla salute. Pennacchia aggiunge: “Nessuno di questi bisogni può essere soddisfatto senza una pianificazione finanziaria di lungo termine”.

Si è trattata di un’analisi qualitativa e quantitativa, da cui è emerso che l’81% degli intervistati sostiene che risparmiare è il modo migliore per affrontare con serenità il futuro, il 64% ritiene che la pianificazione finanziaria a lungo termine sia importante, solo il 27% crede che la pianificazione finanziaira sia facile. Pennacchia sottolinea però che “tra coloro che hanno già un consulente finanziario all’interno del campione raddoppia la percezione di facilità della pianificazione finanziaria”.

La difficoltà del proiettarsi nel futuro è uno dei principali temi vincolanti, questo è infatti un elemento che si ripercuote nel presente. L’obiettivo della ricerca è di stimolo interno. Abbiamo reso il campione più consapevole su alcune stime sociodemografiche, sull’inflazione e dati previdenziali, e questo ha portato successivamente ad un cambiamento dei comportamenti. Infatti, 7 intervistati su 10, se sollecitati a riflettere sul futuro, si dichiarano convinti che ‘risparmiare di più e in modo continuativo sia una ricetta che può garantire a se stessi un tenore di vita adeguato in futuro”, aggiunge.

“La consapevolezza attiva i comportamenti virtuosi, come una significativa apertura alla consulenza finanziaria: 6 italiani su 10 concordano ‘sulla necessità di essere affiancati da un professionista che possa essere di supporto ad una pianificazione di medio-lungo periodo’, riconoscendo, nella figura del consulente finanziario, uno degli elementi chiave per superare il presente e proiettarsi nel lungo termine. Lo pensano in particolare gli appartenenti alla Generazione X, che si trovano in una fase di assunzione di responsabilità verso i propri figli e verso la terza fase di vita”, spiega il direttore generale.

L’indagine ha pertanto posto le basi per fare un identikit dell’consulente finanziario ideale “I Millennials, mostrano una chiara preferenza per un professionista con un’età compresa tra i 35 e i 45 anni e gradiscono la possibilità di contattare il consulente in varie modalità e anche al di fuori dai normali orari di lavoro. La Generazione X invece ha in mente un modello di consulente più tradizionale: oltre all’approccio sartoriale riferito al profilo rischio/rendimento, risulta premiante l’indipendenza dell’offerta (‘architettura aperta’) e la disponibilità a incontri a domicilio, dopo i primi contatti in sede, per ottimizzare i tempi. Questo target, inoltre, si attende da un consulente finanziario preparazione e formazione continua, certificata e verificabile. Un’offerta realmente multi-marca e una buona dose di proattività e tempestività in caso di repentini cambi di scenario nei mercati sono le caratteristiche chiave indicate dai Boomers”, afferma Pennacchia.

“Tra i canali principali di individuazione del professionista a cui affidarsi, vi sono il passaparola e la relazione con la propria Banca, oltre a una scelta autonoma realizzata attraverso internet o incontri di presentazione. Inoltre la progressiva diffusione della tecnologia nel campo della pianificazione finanziaria è valutata positivamente da 8 intervistati su 10, sia perché in grado di accrescere il livello di autonomia del cliente, sia per il supporto al lavoro del consulente. Cruciale però è sottolineare come quasi 2 intervistati su 3 riconoscano alla tecnologia un ruolo integrativo e non sostitutivo della relazione umana, elemento considerato irrinunciabile.

Pennacchia conclude con questi messaggi chiave: “Il risparmio è l’unico veicolo per costruire il futuro, ma la pianificazione non è semplice; il rendimento è un fattore importante per il cliente, ma non può essere l’unico motore della costruzione del portafoglio; la fiducia e la relazione sono gli elementi cardine tra cliente e consulente”.

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