Analisi dei fondi multi-asset italiani consistenti


Quando un investitore si avvicina ai prodotti multi-asset lo fa con l’obiettivo di cogliere una parte significativa delle fasi di rialzo dei mercati azionari, limitandone la volatilità in quelle di ribasso. L’intenzione è quella di un investimento flessibile, che non si limiti ad un’asset class circoscritta, ma che abbia margine di manovra sul vasto universo di fondi investibile. Ed è proprio sulla categoria dei bilanciati che Funds People ha focalizzato la propria analisi, in particolare sui fondi italiani che vantano il rating Consistente Funds People

In totale, i fondi in questione sono 17, di cui sei rientranti nella categoria Morningstar di prudenti, cinque flessibili, quattro moderati e uno aggressivo. A livello di società, nove sono i prodotti che fanno parte della gamma offerta da Eurizon Capital SGR, tre appartengono ad Anima SGR, e uno rispettivamente ad Aletti Gestielle SGR, Azimut Capital Management, Etica SGR, Investitori SGR e Symphonia SGR.

Guardando ai rendimenti dei portafogli, notiamo come vi siano ben pochi segni negativi, tutti a un anno. Considerando un intervallo di tempo a tre anni, la top 3 vede primeggiare un aggressivo, un flessibile e un moderato. Il migliore è stato l’Eurizon Manager Selection MS 70, col +5,9% di performance, seppur il più volatile con standard deviation a tre anni pari all’8,1%. Seguono due fondi con doppio rating Blockbuster-Consistente, l'Eurizon Azioni Strategia Flessibile e l'Etica Bilanciato, rispettivamente col +5,5% e +5,2% di performance a tre anni rispetto alla media della categoria dei consistenti italiani, pari al +2,6%. L’Eurizon Azioni Strategia Flessibile è inoltre il prodotto che registra di gran lunga i migliori flussi netti in entrata della categoria oggetto di studio, YTD, a 1, 3 e 5 anni (tabella dei flussi netti).

Pertanto, sempre con intervallo di tempo a tre anni, la relazione rischio-rendimento vede favorito l’EIS Flexible Beta 2 (doppio rating BC), con performance pari al +3,7% e volatilità al 2,9%, alquanto contenuta rispetto alla media della categoria, pari al 4,6%.

 

A favore del rischio

I gestori dei fondi della gamma Eurizon Manager Selection MS, Luisella Calcante (responsabile del team), Emilia Martuscelli e Giovanni Petrillo, affermano come il ciclo economico mondiale rimanga ancora solido nonostante la maggiore volatilità degli ultimi mesi. “I tassi di interesse stanno salendo ma non in modo da intaccare l’espansione e l’inflazione è ancora molto contenuta. Pertanto, in questo contesto, ci sembrano ancora più favorevoli le attività a maggiore rischio come quelle azionarie rispetto a quelle obbligazionarie”, spiegano dal team.

A proposito del fondo prudente con doppio rating BC Funds People Eurizon Manager Selection MS 20, il secondo con maggior patrimonio nella categoria (1,04 miliardi di euro), dal team fanno sapere che, “per quanto concerne la componente obbligazionaria del portafoglio, la duration dei titoli governativi è leggermente sottopesata rispetto al benchmark. All’interno di tale comparto, abbiamo mantenuto un sovrappeso relativo sui titoli italiani, in particolar modo trentennali, mentre i titoli dei Paesi core e semi-core sono sottopesati. Nel portafoglio è anche presente un discreto posizionamento sui governativi americani, che non sono presenti nel benchmark. La componente azionaria è sovrappesata ma gli investimenti sono quasi tutti concentrati sul mercato statunitense, vista la buona crescita degli utili, con un marginale sovrappeso su quello giapponese. A livello settoriale il maggiore sovrappeso è ancora sul comparto tecnologico. Abbiamo anche messo in atto alcune strategie in funzione di copertura dei rischi nel caso dovessero ancora manifestarsi tensioni sui mercati, legate per esempio alla trade war o all’instabilità di alcuni Paesi emergenti. Abbiamo quindi costruito alcune posizioni di volatilità e valutarie (in dollari e yen) che in genere consentono di ammortizzare le perdite sulle asset class più rischiose nei momenti di turbolenza dei mercati”.

Claudia Collu, Mary Thomson e Luca Terruzzi, gestori dell’Etica Bilanciato, affermano che, per i prossimi sei mesi, sono ancora possibili episodi di volatilità sui mercati, sia azionari sia obbligazionari, a fronte di eventi geopolitici e/o economici; pertanto il fondo è costruito in maniera relativamente prudenziale rispetto al benchmark. “In termini di view macroeconomica, ci si aspettano performance azionarie migliori in Europa e in Giappone rispetto agli Stati Uniti, mentre sul fronte obbligazionario ci potrebbero essere delle frizioni sui titoli governativi europei dei Paesi periferici, anche a seguito di eventuali decisioni della Bce. Per quanto riguarda i corporate bond, questi saranno selezionati in funzione dell’andamento dei settori di appartenenza, oltre a considerazioni di bottom-up”, concludono dal team di gestione.

 

Soluzione multimanager

Tra i fondi di Anima SGR, invece, quello con miglior rendimento a 1, 3 e 5 anni è stato l’Anima Forza Equilibrato, rispettivamente col +3,2%, +3,9% e +5,8%. Francesco Moreschi, portfolio manager Multimanager della società e gestore del fondo, spiega come il prodotto sia un fondo di fondi bilanciato, gestito con stile multimanager, che prevede l’investimento in quote di fondi comuni e Sicav, permettendo così di puntare sulle migliori case d'investimento, diversificando sia per gestore che per strategia. 

“Il processo di selezione dei fondi avviene sulla base della tipologia di specializzazione/strategia di ogni asset manager, del relativo stile di gestione nonché delle caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto d’investimento. Grande attenzione viene data alla gestione del rischio. In particolare, considerando i numerosi fattori d'incertezza presenti nel contesto di mercato, nel mese di luglio l’esposizione sia in ambito azionario che obbligazionario era stata ridotta in termini assoluti, diminuendo al contempo il rischio, rispetto al benchmark, nella componente monetaria; dopo di che, a fine agosto, quest’ultimo è stato nuovamente incrementato, procedendo inoltre ad allineare al benchmark il rischio nella componente azionaria”, dice Moreschi.

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