Amiral Gestion: "Investiamo in modo determinato sull’Italia"


Essere in grado di evolvere pur rimanendo nel solco di una filosofia di investimento, il value investing, che impone estrema disciplina a rigore uniti alla capacità di scorgere il valore nascosto all’interno di un enorme universo di società in tutto il mondo. 

“La direttrice centrale”, spiega Francisco Rodriguez D’Achille, head of institutional business development di Amiral Gestion, asset manager internazionale nato nel 2003 e che conta oggi 4,2 miliardi di euro di masse in gestione e 45 dipendenti distribuiti nelle sedi di Madrid, Parigi e Singapore, “resta il value investing ma quello che ci ha insegnato la grande crisi finanziaria del 2008 è stato l’importanza di strutturare un meccanismo di critica costante al processo di investimento”.

Uno spartiacque che ha determinato per Amiral Gestion il passaggio da una filosofia deep valuead una quality value. “Al termine di quell’anno sono stati individuati 24 fattori qualitativi da monitorare costantemente”, rivela Rodriguez D’Achille. “Tale lista”, aggiunge, “viene revisionata ogni anno in un meeting plenario dei team responsabili del business developement, della gestione e dell’analisi in cui sono discusse tutte le novità che interessano i mercati e vengono decisi i parametri qualitativi da aggiungere alla lista esistente”. Oggi i fattori che si affiancano all’approccio value tenuti in considerazione in Amiral Gestion sono 35 e gli ultimi ingressi hanno riguardato la rivoluzione digitale e i criteri ESG

Tale capacità di adattarsi, di essere flessibili e di fare autocritica in modo costante si dispiega concretamente nel momento in cui viene proposto un nuovo titolo su cui investire. “Ogni volta che un analista ha un’idea nuova, la presenta all’intero team”, sottolinea Rodriguez D’Achille. “Ventiquattro persone che ascoltano e danno il proprio parere, senza che nessuno abbia un potere di veto. Sta a chi ha proposto l’esposizione raccogliere e assemblare in un giudizio complessivo tutti gli input ricevuti per arrivare ad una decisione definitiva”, sottolinea.

Per quanto riguarda la penetrazione nel mondo del risparmio gestito italiano le principali direttrici di sviluppo individuate dall’asset manager sono l’approccio alla fund selection, alle gestioni patrimoniali e all’universo unit linked. Le reti restano per ora in secondo piano, anche se, fa notare l’head of institutional business development, “il segmento retail, attualmente più complicato da avvicinare, può fornire un valore intangibile che è quello della diffusione e rafforzamento del brand”.

Relativamente alle migliori idee di investimento presenti sul mercato attualmente, “per gli investitori in grado di sostenere un certo grado di rischio”, dichiara Rodriguez D’Achille, “la nostra indicazione generale in questo momento è per una sovraesposizione ai mercati asiatici”. “Il nostro fondo globale”, specifica, “è in questo momento pesato per oltre il 50% su questa asset class, data la nostra convinzione che in Asia si trovino oggi le migliori valutazioni e le maggiori inefficienze di mercato”.

Per i profili più conservativi, invece, le parole d’ordine di Amiral Gestion sono flessibilità, diversificazione e selettività. “La nostra soluzione obbligazionaria globale, ad esempio, ha la caratteristica di essere unconstrained, in modo tale da mettere a leva la conoscenza profonda delle società e dei management maturata sull’equity anche nel campo fixed income. In questo modo si moltiplicano le opportunità come nel caso ad esempio di acquisto di prime emissioni con premio al rischio maggiorato su realtà su cui possiamo vantare una valutazione interna costruita negli anni”, conclude l’head of institutional business development di Amiral Gestion.

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