Alternative fixed income, quando l’obbligazionario cambia veste


C’erano una volta le obbligazioni, strumenti a basso rischio in grado di assicurare all’investitore dei rendimenti, seppur non eccessivamente elevati, costanti nel tempo. Strumenti che da qualche tempo hanno cambiato volto a causa delle evoluzioni dei mercati, che ad oggi vedono delle oggettive difficoltà nell’ottenimento di performance interessanti nell’ambito del reddito fisso tradizionale. Ed è per questo che per una casa di gestione diventa fondamentale aggiornare in continuazione la propria gamma, per far fronte ai cambiamenti di mercato così come delle esigenze degli investitori, offrendo soluzioni che siano sempre “up to date” per l’attuale contesto. Come spiega a Funds People Marco Palacino, country head Italy di BNY Mellon IM, il quale sottolinea come, nonostante tutto, una buona percentuale del risparmio degli italiani sia comunque mantenuta nei bond. 

“Per chi, come BNY Mellon IM, ambisce a mantenere le prime posizioni rispetto alle migliori società di gestione in Europa, non si può trascurare l’obbligazionario, ragion per cui continuiamo a congeniare delle nuove soluzioni che si orientano nell’alternative fixed income. Stiamo infatti proponendo agli investitori istituzionali, e in seguito anche agli investitori individuali tramite le proprie gestioni patrimoniali, delle soluzioni che vadano a cogliere opportunità di rendimento nel debito privato, che per noi vuol dire segregated loan, direct lending, distressed debt. Si cerca di offrire una possibilità di pick-up, di rendimento chiedendo all’investitore una minore liquidità che non è tipica nel mondo obbligazionario tradizionale. Un premio per il rischio che offriamo in cambio di una minore liquidità in portafoglio”, spiega Palacino.

Dall’asset manager americano sono anche attivi su nuovi prodotti, come il lancio di una strategia focalizzata sulla mobility transformation, “un approccio global equity che abbiamo iniziato a lanciare in Giappone, raccogliendo 2,5 miliardi di dollari in pochissimo tempo, e che a breve attiveremo anche per le giurisdizioni europee. Cercheremo di individuare un’opportunità di lancio all’interno della nostra SICAV europea. Andiamo a focalizzarci quindi su quei temi fondamentali legati alle mobility come ad esempio le car battery, con una selezione di 40 titoli che rappresentano dei campioni nazionali e internazionali attivi in questo campo”. 

Per cui, dalla casa, oltre a confezionare opportunità di investimento in ambiti classici quali reddito fisso, e quindi alternative fixed income, vanno ad individuare anche quelle che sono le idee interessanti che, secondo il country head, cambieranno il modo di vivere, di pensare e di investire dei nostri tempi.

Ma quali sono le asset class su cui la società punta? “Nell’ambito istituzionale, stiamo raccogliendo maggiormente nel private debt, che va a selezionare opportunità di investimento nel mondo dei prestiti, dei loan emessi sul mercato primario (direct lending), così come syndicated loan, ovvero emessi sul mercato secondario. Opportunità di avere quindi rendimenti interessanti e collegati al tasso variabile. Per quanto riguarda invece la clientela privata e individuale, siamo molto attivi nell’ambito dei long/short, soprattutto azionario Europa. Il giocattolino si è rotto nei primi di febbraio, si è visto fin dall’inizio, non era uno storno momentaneo ma un cambiamento di trend, per cui si ritorna allaricerca fondamentale, al selezionare le aziende per poter guadagnare dai movimenti al ribasso, e non solo al rialzo. Abbiamo quindi un long/short equity con rendimenti positivi dell’1,80% a 12 mesi con volatilità contenuta, come nel caso del fondo con rating Blockbuster Funds People BNY Mellon Absolute Return Equity Fund”, afferma l’esperto. 

Sostenibilità

All’interno dell’offerta di BNY Mellon IM non manca certo l’attenzione all’investimento sostenibile. “Abbiamo deciso di porre ancora più enfasi nell’ambito dei fondi ESG, per cui al di là dei prodotti già esistenti, a breve avremo una strategia che investirà nel mondo del credito corporate bond europeo con degli screening ESG. Criteri che non sono semplici fattori di inclusione/esclusione, ma vanno anche a valutare la governance della società e come il business model sia stato costruito e gestito. Sotto questo punto di vista, c’è una domanda molto interessante che nasce in Europa e che vogliamo essere in grado di catturare”, spiega il manager, che aggiunge, “vi sono anche altri prodotti che nasceranno a breve sul mercato, anche collegati al real estate, dove comunque notiamo delle buone opportunità nell’ambito del real estate financing. BNY Mellon IM possiede delle boutique particolarmente attive sul segmento nel mercato americano, il quale è in una fase del ciclo leggermente superiore a quello europeo, per cui vogliamo importare le competenze maturate e metterle a disposizione del mercato e dell’investitore in Europa”.

In alcuni segmenti, dalla società si avvalgono quindi della ricerca real estate di alcuni partner qualificati, “ma essendo un Gruppo con 230 anni di storia, tendiamo ad internalizzare il più possibile in modo da poter controllare al meglio l’output destinato ai nostri investitori. Una catena del valore, quindi, sviluppata internamente”. 

Il team in Italia

Il team italiano è composto da nove professionisti che si dividono in tre sales manager, ciascuno focalizzato rispettivamente sugli investitori istituzionali, wholesales, e retail (questi ultimi contattati tramite i partner della casa tra le principali reti bancarie in Italia), sostenuti da due colleghi che si occupano della parte marketing ed eventi, un communication manager e due professionisti dedicati al relationship management. Infine, vi è un’ulteriore collega che dà un supporto a tutto il team.

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