AllianceBernstein, il nuovo focus sarà sugli obiettivi di investimento


“Data la vastità dell’offerta è sempre più difficile per fund selector e consulenti costruire dei peer group significativi, in particolare sulle asset class più alternative. È fondamentale far comprendere la singolarità di ogni strumento perché sia utilizzato in modo corretto, costruendo una forte credibilità attraverso obiettività e trasparenza e il maggior supporto possibile”. Andare oltre la performance, dunque, “un dato che”, sottolinea Massimo Dalla Vedova, director financial institutions di AllianceBernstein, “è immediatamente disponibile e può essere monitorato in tempo reale”. “Bisogna far capire cosa fa un determinato fondo, i punti di forza e le situazioni di mercato in cui può lavorare meglio rispetto ad altri”, aggiunge.

Formazione e trasferimento di conoscenza assumono, dunque, sempre maggiore importanza in un’ottica di soddisfazione delle esigenze della clientela. Esigenze di vita prima di tutto, a prescindere da una loro categorizzazione in esigenze finanziarie ed extra-finanziarie. “Abbiamo organizzato la nostra offerta in tre temi o obiettivi, abbandonando la distinzione per tipologia di fondo”, sottolinea il director financial institutions di AllianceBernstein. Generazione di reddito, protezione e high conviction, incentrata sulla ricerca di alpha, sono le tipologie individuate dalla casa di gestione statunitense, che rappresentano prima di tutto la descrizione di un approccio alla gestione del denaro riferibile alla specificità individuale e personale del cliente.

Un cambio necessario alla luce anche della sempre maggiore difficoltà nell’operare distinzioni geografiche e settoriali. “La localizzazione territoriale”, spiega Dalla Vedova, “ha un valore sempre meno certo, poiché cresce continuamente il numero di società che hanno sia la base di costi che di ricavi in tutto il mondo. Investire in Vodafone non significa investire nell’economia inglese, così come investire in Visa non significa solo investire nel settore tecnologico, come si potrebbe desumere valutando solo la collocazione all’interno dei benchmark”. “Anche sui tematici”, prosegue, “non mancano gli esempi, con il settore healthcare in cui sono classificate insieme aziende i cui utili possono dipendere da un’approvazione da parte di un ente di sanità pubblica, come nel caso della farmaceutica, o dalla ricerca e sviluppo in materia tecnologica, come nel caso della robotica utilizzata in ambito chirurgico”.

Da un punto di vista dei gestori attivi sarà perciò sempre più importante l’approccio olistico del team di gestione al singolo titolo, tanto azionario quanto obbligazionario. “Il rapporto rischio/rendimento idiosincratico è ormai centrale, considerando anche il fatto che la costruzione di portafoglio diventa sempre più articolata dato che risulta estremamente complicato ormai trovare asset realmente decorrelati”, afferma il  director financial institutions di AllianceBernstein. L’ultimo trimestre del 2018, periodo in cui tutti i comparti sono stati investiti dal rialzo della volatilità, sembra confermare in toto questa affermazione.

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