Alfieri (J.P. Morgan AM): “È di fronte alla complessità che il consulente dimostra il proprio valore”


Il risparmio gestito e la consulenza finanziaria sono investite da un nuovo e imprevisto driver di cambiamento. L’emergenza sanitaria legata alla diffusione di Covid-19 ha impatti sull’intera catena del valore, andando ad accelerare alcuni dei fattori evolutivi già centrali per l’industria.

Tecnologia e sostenibilità

“Da tempo è in atto una rivoluzione tecnologica che interessa l’intera società così come tutti i settori produttivi. Il mondo finanziario e quello del risparmio possono apparire in ritardo rispetto ad altri comparti, ma la rivoluzione digitale è ormai un fattore caratterizzante per i piani strategici di asset manager e reti di consulenza”, spiega Lorenzo Alfieri, country head Italia di J.P. Morgan AM. “Innovazione tecnologica significa investimenti finanziari e dover ripensare al modo in cui i prodotti sono confezionati e presentati agli intermediari e di conseguenza anche ai clienti finali”, aggiunge.

“In questa evoluzione i dati sono diventati essenziali sia nella costruzione che nella gestione dei portafogli. La generazione di un numero sempre maggiore di informazioni porta inoltre alla necessità di creare una struttura che permetta un accesso immediato, contemporaneo e coerente da parte di tutti i team. Ciò comporta strutture molto potenti e nuove professionalità”, specifica Alfieri.

La tecnologia si combina, in un rapporto segnato da una pluralità di punti di contatto, con il secondo fondamentale driver di cambiamento individuato dal country head Italia di J.P. Morgan AM: la sostenibilità. Come costruire il proprio posizionamento, la propria offerta e come ripensare l’analisi fondamentale su società e Paesi sono i principali interrogativi che interessano oggi la gestione del risparmio, impegnata in un’attività informativa e formativa sia interna che esterna.

“Realtà fino a poco tempo fa non investibili devono essere analizzate perché rispondono a questo nuovi ambiti, in linea con le nuove normative e la richiesta dei consumatori”, rivela Alfieri, che sottolinea inoltre come la combinazione della spinta tecnologica e di quella relativa agli aspetti ambientali, sociali e di governance portino ad una modalità di comunicazione diversa sia nei confronti dell’intermediario che, conseguentemente, del cliente finale.

Il ruolo di case di gestione e consulenti

“È innegabile che i fattori di cambiamento di fronte a noi determinino una pressione su asset management e consulenza a più livelli”, afferma il manager. Modifiche alla catena del valore che riguardano struttura dei costi, adozione dei mezzi tecnologici, esigenze e aspettative dei clienti, fino ad arrivare agli aspetti normativi legati agli adempimenti in materia di trasparenza. “Sicuramente l’industria è oggi più complessa e richiede maggiore professionalità. Il consulente, in quanto professionista del risparmio, si colloca al centro di questa rivoluzione come punto di riferimento. Il trasferimento in modo chiaro e trasparente di informazioni sempre più complesse e articolate è la sfida che si trova di fronte, in particolare in questo momento di forte volatilità sui mercati. È necessario notare come questo permetta però di motivare in maniera forte la remunerazione richiesta al cliente”, è sicuro Alfieri.

Un’opportunità, dunque, oltre che una difficile prova con cui tutto il Paese è chiamato a misurarsi. “Portare il cliente a capire quali siano le proprie reali necessità e come soddisfarle in un orizzonte temporale ampio è il compito specifico della consulenza intesa come pianificazione finanziaria”, conclude Alfieri.

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