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Alessandro Allegri, Ambrosetti AM SIM: “La corretta direzione sarà offrire soluzioni alternative”


Abbandorare le abitudini d’investimento che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni ed affrontare nuovi paradigmi finanziari emergenti. Per Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti AM SIM, è proprio questa le sfida principale. “L’industria del risparmio gestito deve offrire soluzioni alternative”, dice l’esperto. Tanto più che negli ultimi decenni l’offerta si è focalizzata attorno alle obbligazioni. “Poco si è sviluppato su asset class differenti, come ad esempio azioni, valute, materie prime e soprattutto su tecnicalità maggiormente complesse come strategie di arbitraggio, multi-strategy, multifattoriali, long/short e via discorrendo. Occorre rafforzare le performance con un approccio più scientifico agli investimenti che permetta la misurazione di attese qualificate probabilisticamente e che consenta di decidere come investire in maniera maggiormente consapevole”. Insomma per Allegri serve una vera e propria rivoluzione nel mondo della finanza. “È la naturale evoluzione di un sistema che deve andare necessariamente a migliorarsi e che può affrontare con efficacia questo cambiamento, oggi, grazie alla tecnologia ed alla disponibilità di infiniti dati comportamentali sia in termini di osservazione delle abitudini dei consumatori che delle dinamiche più propriamente economico-finanziarie. Questa è la direzione presa dalle più innovative case di investimento mondiali che stanno proponendo sempre più soluzioni genericamente definite quantitative”.

Un diverso approccio

La società da oltre vent’anni si incentra su un approccio data driven. “I campi di applicazione sono trasversali. Il modello decisionale proprietario Evidence Based Performance Analisys® è applicabile su qualsiasi asset class finanziaria: singoli titoli azionari od obbligazionari, valute, indici, tassi, prodotti quali fondi, Sicav, ETF, ETC, derivati tra i quali spread fra diversi temi. Questo permette di proporre sia approcci intramarket che intermarket, bottom up e top down, risolvere tematiche in ambito di asset allocation, asset selection, ma anche market timing e, più in generale, valutazioni su singoli temi in tutti i casi con processo certificato”, spiega nel dettaglio. Con queste soluzioni, la percezione è stata una maggiore qualità del servizio, un rapporto tra investimento e ritorno migliorativo e una maggiore coerenza tra aspettative maturate e risultati ottenuti. “Tutto ciò in un mondo molto cambiato, nel quale i big data consentono di dedicare più risorse all’osservazione dei mercati finanziari e di ricavare maggiori vantaggi informativi in alternativa ad architetture teoriche molto elaborate”, sottolinea Allegri. D’altronde “la dichiarazione del numero uno del primo asset manager mondiale, BlackRock, va in questa direzione: oggi è più remunerativo investire in approcci genericamente definiti quantitativi per avere ritorni adeguati ai rischi piuttosto che in risorse umane che utilizzino capacità tradizionali”. 

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