Alcune opportunità strutturali emergenti secondo Franklin Templeton


Non è passato molto tempo da quando gli emergenti erano generalmente guidati dai prezzi delle materie prime, crollati quindi tra il 2007 e il 2015 e che hanno portato alla bancarotta molti Paesi in via di sviluppo. Ma dal 2015 in poi vi sono stati importanti cambiamenti. Come spiega a Funds People Chetan Sehgal, director of Portfolio Management - Franklin Templeton Emerging Markets Equity, “Vediamo diverse opportunità strutturali nei mercati emergenti. Il contesto è migliorato principalmente grazie al rialzo dei prezzi, ma anche per lo sviluppo delle società tecnologiche in queste aree. Società come Alibaba, le quali svolgono ‘retailing’ per clienti cinesi attraverso le loro piattaforme, hanno iniziato a crescere di dimensione cavalcando questo forte trend. Queste ragioni rappresentano un motivo valido per credere che i mercati emergenti vivranno una crescita con base secolare piuttosto che ciclica, e ciò rappresenta un’ottima opportunità per noi”, afferma il manager.

Quindi lo sviluppo tecnologico e il rialzo dei prezzi delle commodities, secondo Sehgal, hanno sicuramente supportato questi mercati. “Crediamo che il 2018 vedrà diversi miglioramenti sparsi per tutta la regione emergente. Ovviamente sarà difficile ripetere i rendimenti del 2017, ma l’anno in corso rappresenta certamente una sfida stimolante per questi investimenti, e crediamo che gli emerging market siano il posto giusto in cui bisogna investire con base strutturale. Non è una questione ciclica, ma di investimenti tecnologici a lungo termine”, sostiene l’esperto. 

Sehgal prende come esempio quello delle macchine elettriche, che a suo parere rappresentano un grande trend futuro. “Molte persone iniziano già a interessarsi a questi mezzi, e notiamo che i più grandi produttori dei relativi componenti sono situati in Asia. C’è un grande shift verso questi Paesi, e lato nostro vogliamo cogliere le opportunità che si presentano in questi mercati investendo in modo strutturale e strategico”.

Secondo l’esperto, l’anno in corso sarà tuttavia molto diversificato in termini di opportunità di investimento a livello geografico. “Vediamo un miglioramento dei prezzi dei metalli base, e ora siamo più orientati ad investire in America Latina, puntare sull’oro e anche sulla Cina. Quello attuale è quindi un buon anno, ma sicuramente i rendimenti saranno inferiori a quelli del 2017. La classe media in questi Paesi è in netta crescita, e ciò porta a maggiori consumi da parte della popolazione. Ad oggi, siamo investiti in società del settore dei consumi, come ad esempio Unilever. Infine, tornando alla tecnologia, molti mercati emergenti non sono più lo specchio di quelli sviluppati, ma sono mercati indipendenti e all’avanguardia nel settore. Ci sono molte vicende che stanno cambiando il mondo, e crediamo che gli emerging market ne siano protagonisti”, afferma il gestore.

La sostenibilità che vince

L’asset manager statunitense si è sempre contraddistinto per le expertise del suo team dedicato ai mercati emergenti. Un team che si concentra nel selezionare società attraverso un approccio bottom-up a lungo termine, ricercando titoli con valutazioni ad oggi ragionevoli sostenibilità a lungo termine negli utili. “In virtù di questa filosofia sottoponiamo le aziende, in tutto il mondo, a particolari test di screening. Con più di 20 uffici a livello globale, Franklin Templeton vanta una forte conoscenza delle realtà locali, il che offre un grande valore aggiunto al nostro processo di investimento nel ricercare nuove opportunità. Ogni team locale, costruito ad hoc per ogni specifico mercato, condivide poi la propria analisi con il team globale”, spiega Sehgal. 

Il processo di investimento è stato rivisto nell’ottobre del 2015 quando, invece di guardare solo ai singoli Paesi, Sehgal e il suo team hanno anche iniziato a focalizzarsi maggiormente sui settori quali energetico, metalli base, tecnologico, internet, semiconduttori e farmaceutico. “Dal momento che molti segmenti di mercato sono diventati globali rispetto al passato, abbiamo implementato dei cambiamenti nel processo di ricerca e separato il team di analisti da quello dei portfolio manager. Dal punto di vista del processo in sé abbiamo sempre compreso l’importanza della sostenibilità, della governance e degli aspetti sociali. I mercati emergenti stanno diventando sempre più importanti, e i rispettivi governi prestano molta attenzione anche all’aspetto della sostenibilità, come ad esempio la Cina con l’inquinamento, o l’India, dove uno dei principali progetti del governo è quello di supportare la popolazione offrendo i servizi di base, che al momento scarseggiano. Siamo ottimisti sugli emergenti grazie alle riforme dei governi di questi Paesi”, afferma il portfolio manager. 

A detta dell’esperto, storicamente, questi Paesi sono sempre stati problematici e volatili, ma oggi assistiamo a un notevole miglioramento che ha interessato anche il sistema bancario, in passato tra le principali cause di crisi in Indonesia, America Latina, Russia, ecc. Per Sehgal, oggi il sistema bancario è più affidabile, più capillare e meglio regolamentato. “Come società siamo ottimisti e crediamo che bisogna guardare ai mercati emergenti con base strutturale. Bisogna comprenderne il potenziale a lungo termine e sfruttare la volatilità per cogliere maggiori opportunità di investimento. Gli investitori hanno la percezione che i mercati emergenti abbiano un elevato rischio, ma nel lungo termine non è così alto come si possa pensare”, sostiene.

Per l’Italia

Ad oggi, le soluzioni che da Franklin Templeton reputano di maggior interesse per gli investitori italiani sono proprio focalizzate sui Paesi emergenti, dove vengono proposti investimenti nell’azionario con un approccio globale, come il Templeton Emerging Markets Fund, e investimenti nell’obbligazionario ma con un bias su emissioni in valuta locale, come il Templeton Emerging Markets Bond Fund. “In aggiunta, stiamo crercando di convincere i clienti ad aumentare le posizioni nei fondi liquid alternative, soprattutto a causa dell’aumento della volatilità. Il Franklin K2 Alternative Strategies Fund (triplo rating ABC Funds People: Preferito dagli Analisti, Blockbuster e Consistente) è il prodotto che sembra meglio rispondere a queste esigenze di diversificazione e riduzione dei rischi azionari”, conclude il manager.

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