Aifi: un fondo di fondi per chi investe nel Paese e crea posti di lavoro


Una crisi economica senza precedenti in Italia e nel mondo, questa è la situazione che le nostre imprese si trovano ad affrontare oggi e le misure messe in campo dal Governo vanno bene, ma prima o poi esauriranno la spinta. Il Consiglio Direttivo di AIFI, riunitosi oggi, ha prioritariamente affrontato il tema di come supportare le imprese in questa difficile fase economica che è destinata a perdurare per lunghi mesi ancora. 

La proposta del Consiglio Direttivo è quella di costituire un Fondo di Fondi dedicato alla sottoscrizione di fondi di private capital capaci di ricapitalizzare le imprese. È infatti necessario avviare nuovi fondi che, seguendo definiti indirizzi di politica industriale e gestiti dai professionisti del settore, possano velocemente far arrivare alle imprese i capitali necessari per il rilancio, facendo perno su tale dotazione e almeno altrettanti capitali raccolti sul mercato.

Troppe aziende sono in crisi di liquidità, sono eccessivamente indebitate, pur avendo ancora un grande valore intrinseco e un potenziale in grado di realizzare buoni risultati. Nei mesi a venire dovremo affrontare una generalizzata sottocapitalizzazione delle imprese che ne impedirà gli investimenti, ma investire è necessario per uscire dalla crisi e per conservare e salvare posti di lavoro. La liquidità finora prevista dal Governo è sotto forma di prestiti, dunque debiti che le aziende dovranno rimborsare insieme a quelli pregressi.

Serve un fondo di fondi dedicato alle imprese e in grado di rilanciarne la produttività e l’occupazione.“Il Fondo di Fondi sarà un nuovo soggetto temporaneo e a capitale prevalentemente pubblico, che aiuterà il sistema ad assorbire l’eccesso di indebitamento favorendone la ricapitalizzazione” dichiara il presidente AIFI Innocenzo Cipolletta, “Questo potrebbe essere avviato attraverso il Patrimonio Rilancio del Mef che è proprio indirizzato alla ricapitalizzazione delle imprese”. 

Per accedere a una platea larga di Pmi sarebbe però necessario rivedere il dispositivo di legge che limita l’impegno a imprese con un fatturato superiore a 50 milioni e rendere possibile una soglia più bassa (30 milioni) per gli investimenti indiretti, come sono quelli di un Fondo di Fondi. Il Consiglio AIFI sollecita, inoltre, che una parte di questo Fondo sia riservato al segmento del turnaround con l’obiettivo di rafforzare e dare spessore agli operatori specializzati che già vi operano consentendo, nel contempo, anche l’avvio di nuovi gestori. 

Da tempo AIFI promuove il segmento del turnaround investing, costola dell’associazione che vede operatori nazionali ed internazionali impegnati in un complesso mestiere a fianco degli imprenditori e di chi guida l’impresa a trovare le migliori strade di sviluppo.

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