AIFI chiede un corretto uso dello strumento “Patrimonio Rilancio” del Mef


Il consiglio direttivo AIFI vede la centralità del private capital per il rilancio del Paese e giustifica l’impiego di risorse pubbliche purché complementari e non prevaricanti al mercato.

Il presupposto fondamentale è che questi interventi siano per loro natura temporanei e, superato il momento di crisi, consentano, con meccanismi chiari e predefiniti, di ristabilire un appropriato equilibrio delle logiche del mercato e della concorrenza. Potrebbe essere utile, inoltre, una garanzia statale a beneficio degli interventi in capitale di rischio realizzati dai fondi di private capital; ciò favorirebbe l’afflusso di liquidità verso le pmi italiane.

Tra le altre best practice di mercato si ricorda il fondo di fondi, strumento utilizzato a livello internazionale per la creazione di veicoli misti, pubblico privato, destinati a specifici settori e a determinate categorie di intervento. Un loro vantaggio consiste nel supporto diretto all’attività di fundraising degli operatori che investono in economia reale permettendogli di moltiplicare, grazie all’effetto leva, le risorse per le imprese. Gli interventi diretti sono da limitare così da permettere al mercato di operare secondo le regole di competitività.

“Chiediamo al governo, infine, di attivarsi per una forte moral suasion verso casse di previdenza, fondi pensione e altri investitori istituzionali come le assicurazioni che, sempre a fronte di una forma di garanzia statale, possano dare in questo momento, attraverso i fondi di private capital, risorse utili alla ripartenza dell’economia Italiana”, afferma Innocenzo Cipolletta presidente AIFI.

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