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A. Zorzi (Arca SGR): “Come navigare nel mare della liquidità”


Come ci si aspettava, nel mese di settembre le principali Banche centrali sono intervenute per sostenere le economie con la leva monetaria: la Fed con il taglio di un quarto di punto dei tassi ufficiali; la BCE riprendendo il QE, senza fissare questa volta una data di scadenza, e abbassando ulteriormente il tasso sulle riserve parcheggiate (-0,5%). “Manovre, queste, che nei prossimi mesi daranno un ampio sostegno di liquidità ai mercati, lasciando ai gestori professionali il compito di ragionare sul giusto approccio”, commenta Alberto Zorzi, vice direttore generale Direzione Investimenti di Arca SGR.

“La BCE è consapevole che queste misure la porteranno in un territorio inesplorato e che periodi prolungati di tassi negativi potrebbero avere effetti collaterali indesiderati”. Per questo motivo, ricorda Zorzi, Draghi ha anche invitato i Paesi che possono farlo a intervenire con una politica fiscale espansiva per sostenere un ciclo che fatica a prendere vigore. “Tra le grandi economie che potrebbero fare da traino vi è la Germania, riluttante però a rivedere il proprio modello di crescita. È, quindi, verosimile che la politica fiscale darà un sostegno solo marginale alla crescita e ancora una volta toccherà alle Banche centrali insistere con uno strumento la cui efficacia è controversa”.

Implicazioni

Nei mesi a venire i mercati continueranno ad essere sostenuti da abbondante liquidità in un contesto ricco di incognite nel quale “non è possibile giocare in difesa perché vorrebbe dire pagare tassi negativi”, spiega il VDG di Arca SGR. “In questo mare di liquidità sarà opportuno muoversi ragionando non tanto in termini di asset allocation ma affidandosi in misura sempre maggiore alle strategie che hanno un obiettivo esplicito di rendimento o controllo del rischio o, ancora, a quelle soluzioni d’investimento che ci traghettano su un orizzonte temporale predefinito, cercando opportunità su un complesso eterogeneo di strumenti e strategie gestionali e ai servizi studiati per farci entrare nei mercati con disciplina senza farci condizionare dalle emozioni”, commenta Zorzi.

Tra gli strumenti individuati dall’esperto vi sono anche i PIR la cui popolarità, sottolinea, ha risentito della confusione introdotta dal nuovo quadro normativo. “Per chi ha sottoscritto un PIR nel 2018 o prima rimangono intatti sia il razionale dell’investimento che il vantaggio fiscale”.

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