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A 30 anni dalla nascita dei fondi comuni la sfida è il lungo termine


I Nell’almanacco del risparmio gestito, il 2013 passerà alla storia come il miglior anno del terzo millennio e come l’anno del patrimonio record. Gli undici mesi di raccolta netta positiva hanno portato il bilancio del 2013 a +65,5 miliardi di euro, flussi che cancellano definitivamente il saldo negativo degli ultimi due anni e che permettono al 2013 di aggiudicarsi, appunto, la palma di miglior anno del nuovo millennio: bisogna risalire al 1999 per poter registrare un saldo di raccolta netta annuale superiore: +88 miliardi di euro con i soli fondi comuni.

Raccolta record e buon andamento delle performance hanno spinto così il patrimonio complessivo gestito dall’industria del risparmio gestito oltre i 1.333 miliardi di euro, una nuova vetta mai toccata prima.

Numeri che dimostrano come gli italiani abbiano deciso di riallocare le proprie risorse in questi mesi indirizzandole in maniera importante verso strumenti che consentono una pianificazione di lungo periodo come i fondi comuni, che da soli hanno raccolto in undici mesi oltre 45 miliardi di euro. Bilancio che supera abbondantemente i 50 miliardi di euro se si considera l’andamento dei fondi comuni da marzo 2012 a oggi: dati alla mano questi strumenti vantano un saldo di raccolta netta positivo ormai da 6 trimestri consecutivi.

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Cifre che sorprendono i profani dell’industria del risparmio gestito ma non chi segue questo settore da anni e ben ricorda come i fondi comuni abbiano dimostrato fin da subito la loro forza come strumento in grado di attirare l’attenzione dei risparmiatori e di soddisfarne le esigenze. Nati in Italia nel 1984, infatti, i fondi aperti raccolsero in tre mesi di vita ben 557 milioni, che si trasformarono nel giro di tre anni in 28 miliardi di euro.  

Oggi, a trent’anni dalla nascita del primo fondo comune aperto italiano, questi strumenti vantano un bilancio di raccolta netta totale superiore ai 301 miliardi di euro, con una media annua di oltre 10 miliardi di euro che, associati alle performance, hanno portato il patrimonio complessivo gestito dai fondi aperti distribuiti in Italia oltre i 555 miliardi di euro. Una dimostrazione statistica della capacità di crescita di un’industria che basa da sempre la sua forza sull’approccio di lungo termine, un approccio più attento alle esigenze del cliente che oggi riconosce i fondi comuni come strumenti più adatti di altri a soddisfare le necessità di risparmio.Ma la vera sfida per il prossimo futuro non è continuare il trend di raccolta che, come dimostra la statistica, tra alti e bassi ha comunque una media positiva nell’arco di trent’anni. La vera sfida è diffondere ulteriormente tra i risparmiatori, gli operatori e le autorità di vigilanza il valore dell’investimento di lungo periodo. 

Guardando all'Europa

Forte dei numeri degli ultimi sei trimestri l’industria del risparmio gestito italiano guarda quindi con interesse alla nuova direttiva europea su fondi che investono a lungo termine (Eltif) che sarà presto approvata e che richiederà una maggiore consapevolezza e volontà di pianificazione ultra decennale da parte delle famiglie. 

Va in questa direzione anche un altro progetto di firma europea, quello sulle personal pensions, ovvero conti di investimento dove sarà possibile inserire fondi comuni per risparmiare in vista della pensione. In pratica strumenti con passaporto valido in tutti i Paesi dell’Unione monetaria e dotati di vantaggi fiscali paragonabili ai 401k americani, piani di investimento in fondi offerti da molte aziende USA ai propri dipendenti.

download Raccolta netta degli ultimi quattro trimestrie

Una battaglia che in Italia si dovrebbe tradurre nell’introduzione di nuovi vantaggi fiscali per strumenti di risparmio che troppo spesso vengono penalizzati o comunque non agevolati. Anche se ormai sembra un traguardo lontano l’industria del risparmio gestito spera ancora nella nascita dei piani di risparmio e di fondi a lungo termine che possano diventare finalmente un meccanismo di trasferimento del risparmio delle famiglie verso le infrastrutture e le piccole medie imprese. Magari accompagnati da incentivi fiscali.

Tutte sfide che l’industria del risparmio gestito dovrà e vorrà affrontare nel corso del 2014 e che riportano l’attenzione sull’importanza che le famiglie investano nel lungo periodo, tema che sarà al centro della quinta edizione del Salone del Risparmio, previsto dal 26 al 28 marzo prossimo presso l’Università Bocconi. L’evento italiano dedicato al risparmio gestito ed organizzato da Assogestioni avrà come titolo:  “Investire nel lungo termine. Risparmio gestito, un ponte per il futuro” e presenta quest’anno numerose novità, su tutte le sue dimensioni: per l’edizione 2014 la manifestazione si espande anche nella struttura del Velodromo, l’edificio attiguo al Grafton della Bocconi. Il Velodromo ospiterà focus sui temi caldi del risparmio gestito e momenti di formazione e approfondimento sulle attività dei promotori finanziari e dei professionisti del settore.

 

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