Sei indizi per cui il peggio potrebbe essere alle spalle


"Una ripresa ci sarà, ma la domanda è quando", dice Ludovic Colin, head del Global Flexible Investment team di Vontobel Asset Management. L'aumento della volatilità ha causato forti perturbazioni sui mercati, perdita di fiducia degli investitori, mancanza di liquidità e differenze sostanziali di prezzo per la poca offerta. Alcuni tra gli investitori più esperti hanno già sperimentato turbolenze simili nel 2008 e nel 1987. In entrambe le occasioni si è attraversata una prima fase in cui sembrava fosse giunto l'Armageddon finanziario, ma alla fine i mercati si sono ripresi. Quello che gli investitori stanno cercando di capire in questi giorni è dove sta il punto di più basso prima della risalita.

1. La novità positiva al di là delle nuvole di incertezza sono i grandi programmi fiscali e monetari lanciati sul mercato con una potenza di fuoco più forte che mai. "Lo si sta facendo presto e in modo completo e coordinato. I pacchetti monetari delle banche centrali stanno già iniziando a funzionare e stiamo vedendo i primi segni di stabilizzazione", segnala l'esperto. La Federal Reserve ha appena annunciato che sta utilizzando tutto il suo arsenale: ha ampliato l'acquisto di titoli "per la quantità necessaria", acquisirà debiti ipotecari e aprirà una linea di liquidità i 300 miliardi di dollari per le PMI. In Germania, dopo sei anni di deficit zero, il governo di Angela Merkel si indebiterà e non rispetterà le regole sul deficit dettate da Bruxelles per far fronte agli effetti economici del virus.

2. La Cina, l'epicentro della pandemia, è il Paese più vicino a uscire dall'emergenza sanitaria. Secondo Cary Yeung, head of Greater China debt di Pictet AM, “anche se è facile immaginare che il suo PIL rallenterà significativamente questo primo trimestre dell'anno con il calo forzato della produzione manifatturiera e dei consumi, una volta passata la tempesta, la ripresa dovrebbe essere abbastanza rapida, più graduale negli investimenti privati in costruzioni e produzione e negli investimenti pubblici in infrastrutture. Tuttavia, le autorità stanno attuando politiche microeconomiche efficaci per sostenere le imprese private, soprattutto le piccole e medie imprese, come i sussidi per il pagamento degli interessi, gli sgravi fiscali e i costi della previdenza sociale”, osserva.

3. Una delle migliori notizie è che le banche sono in condizioni di salute migliori oggi rispetto al 2008. Per l'analista di Schroders Justin Bisseker, "le banche hanno forti livelli di capitalizzazione, forti riserve di liquidità, stanno ora vedendo un rilassamento piuttosto che un inasprimento dei requisiti normativi, e sono il canale per il sostegno governativo per le imprese e i privati interessati. Il rischio di un ulteriore crollo dei prezzi delle azioni, con la ricapitalizzazione forzata imposta agli azionisti, sembra basso. Il rischio maggiore è un calo prolungato, in cui la situazione attuale persiste nel medio termine. Ciò significherebbe probabilmente che molte banche sarebbero in perdita. Tuttavia, agli attuali livelli di valutazione il mercato sta già ipotizzando una ragionevole probabilità che ciò accada", sottolinea.

4. Dal punto di vista dei mercati, David Lafferty, chief market strategist at Natixis Investment Managers, ritiene che ci siano alcuni segnali che suggeriscono che il peggio potrebbe essere passato. "Per quanto riguarda il mercato del reddito fisso, il prezzo dei treasuries è eccessivamente pessimista. Stanno scontando la recessione da diversi anni. I prezzi che le obbligazioni globali stanno attualmente indicando implicano rendimenti compresi tra l'1,5% e il 2% per i prossimi quattro o cinque anni, cosa che semplicemente non è sufficiente per la maggior parte degli investitori istituzionali e piani pensionistici. La carneficina nel mercato del credito è stata severa e con poco criterio, date le esigenze di liquidità, quindi è un mercato che permette ancora la selezione degli attivi", osserva.

5. Per quanto riguarda l’azionario, l'indice VIX è sceso dai livelli di sangue visti di recente, il che, secondo Lafferty, dà qualche indicazione che, sebbene si sentiranno certamente ancora dei dolori sui mercati, il peggio del crollo azionario potrebbe essere passato. “Indovinare il giusto timing di mercato per la ripresa è impossibile, ma stiamo vedendo alcune valutazioni che sembrano interessanti. Ad ogni modo, tutto questo è soggetto a revisione. Se la pandemia non sarà sotto controllo entro maggio o giugno, le nostre previsioni potrebbero essere troppo ottimistiche", afferma.

6. La flessione potrebbe non essere più diffusa e i mercati potrebbero iniziare a differenziarsi. Gli investitori potrebbero iniziare a discriminare tra aziende e settori. Secondo David Polak, investment director di Capital Group, “nell’ambiente attuale, c'è interesse per le aziende di qualità che traggono vantaggio dal fatto che le persone abbiano meno interazioni faccia a faccia e da quelle quotate che sono state meno affette dal Coronavirus.  

All'interno di ogni settore, ci sarebbero dei sotto settori in grado di recuperare prima. Ad esempio, nel campo della tecnologia, Hyunho Sohn, portfolio manager di Fidelity International, riconosce che l'hardware, i semiconduttori, i segmenti discrezionali dei consumatori e i viaggi d'affari e le conferenze saranno tutti colpiti duramente. “Tuttavia, per le aziende di videogiochi, l'impatto sul fatturato sarà positivo, così come per o i media digitali, dove i consumi aumenteranno (servizi come Netflix registreranno un aumento degli abbonamenti e saranno anche dei chiari beneficiari), sono aree che potrebbero essere prese di mira dagli investitori”, conclude.

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