Quattro temi di investimento per gli investitori istituzionali


I temi di investimento che gli investitori istituzionali dovrebbero considerare secondo Mercer hanno a che fare con le turbolenze che caratterizzano le fasi finali del ciclo del credito; i risvolti sulla struttura dei mercati finanziari generati da Banche centrali meno accomodanti; il processo di de-globalizzazione e le tensioni politiche; e la sempre maggiore attenzione agli investimenti sostenibili.

Il possibile emergere di turbolenze improvvise

Il contesto macroeconomico continua ad essere positivo; le politiche pro-business e il sentiment positivo continuano a sostenere il mercato azionario nel breve termine. Tuttavia, riscontriamo crescenti evidenze relative al sovraindebitamento, non solo nel segmento governativo ma anche in quello del credito societario. Il debito è in aumento e ciò si accompagna al deterioramento delle clausole a protezione dei creditori (“obbligazioni covenant-lite”). L’uso speculativo del debito sta diventando più evidente, con molte aziende che sono sopravvissute negli ultimi anni solo grazie ai bassi tassi di rifinanziamento e alla ricerca di rendimenti da parte degli investitori. Le pressioni sui tassi d’interesse derivanti da politiche monetarie meno accomodanti pongono a questo punto un rischio sistemico sul mercato del credito, con particolare enfasi sul segmento High Yield.

“Non devono essere in ogni caso ignorati l’attuale contesto dei tassi d’interesse, il processo di normalizzazione delle politiche monetarie e il quadro delle valutazioni dei mercati azionari e del credito. Prepariamoci quindi a periodi di volatilità elevata che metteranno ancora a dura prova la capacità di ricercare diversificazione e la resilienza dei portafogli”, spiega Luca De Biasi, wealth business leader per Mercer Italia. “Si riveleranno quindi necessari approcci non tradizionali alla gestione di portafoglio, con mirata attenzione alla protezione dai rischi”. 

“Venti di cambiamento” sui mercati: le banche centrali in ritirata 

In un contesto in cui le Banche centrali normalizzano le politiche monetarie, non c’è chiarezza rispetto alle implicazioni per la liquidità nel sistema, con il crescente interesse degli investitori istituzionali per i mercati privati che influenzerà gli investimenti sia pubblici che privati.  Un aumento del numero di strategie di investimento che si collocano tra le tradizionali gestioni attive e passive (“alternative risk premia” e “smart beta”) può rappresentare una possibilità interessante per gli investitori, in un momento in cui la gestione attiva è messa in discussione. 

La frammentazione politica e le tensioni sul tema del commercio internazionale minacciano la globalizzazione

Così come nel 2018, il tema della frammentazione politica continuerà ad essere rilevante nel 2019 e, probabilmente, per tutto il prossimo decennio. È possibile che che si vada incontro a un vero e proprio processo di de-globalizzazione

Sempre maggiore attenzione alla sostenibilità
I Governi, gli enti regolatori e gli investitori richiedono sempre più un’attenzione agli aspetti della sostenibilità da parte di chi è chiamato a gestire capitali. I fattori ESG devono essere inquadrati all’interno di una più ampia analisi dell’esposizione al rischio e delle fonti di rendimento dei portafogli finanziari. Integrare considerazioni di sostenibilità nella costruzione di portafoglio presuppone l’adozione di un orizzonte temporale più lungo: gli investitori che scelgono una prospettiva di lungo termine potrebbero scoprire opportunità attualmente inaspettate.

“Nel 2018, l'economia globale ha performato bene a dispetto dell’andamento dei mercati finanziari. Ottenere vantaggi da diversificazione nella gestione di portafoglio è stata un’impresa ardua nell’ultimo anno. Andando verso il 2019, prevediamo che i consumi, a livello globale, continuino a crescere, così come i livelli di occupazione e i salari, e questo potrebbe supportare il sentiment di fiducia di consumatori e imprese. Tuttavia, ipotizziamo che la crescita economica globale possa rallentare nel corso dell'anno e consideriamo una seria minaccia le ancora vive tensioni commerciali”, conclude Marco Valerio Morelli, amministratore delegato Mercer Italia. 

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