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Dieci anni di Madoff


(Tratto dal numero di gennaio di Funds People Italia)

L'11 dicembre 2008, molti telefoni cellulari nel mondo hanno iniziato a ricevere messaggi di allerta. Bernard Madoff, che mesi dopo sarebbe stato condannato a 150 anni di prigione come autore di uno dei più grandi schemi piramidali della storia, era stato arrestato a New York. Madoff aveva iniziato la sua carriera nel 1960 e la sua attività era caratterizzata da due rami. Quello legale era dedicato al brokerage. L'illegale invece, Madoff Investment Advisory, si dedicava agli investimenti alternativi, fornendo servizi di gestione a vari hedge fund (Fairfield, Tremont, Optimal, tra gli altri) e direttamente ai clienti.

Non è ancora chiaro quando la frode mutò in uno ‘schema Ponzi’ vero e proprio, lo stesso Madoff ha dato spiegazioni contraddittorie su questo punto, ma sembra che la data possa essere tra il 1987 e il 1992. Gli schemi piramidali funzionano sempre finché il denaro continua ad entrare senza che si verifichino rimborsi allo stesso tempo. Nel dicembre 2008, tre mesi dopo la caduta di Lehman, la situazione divenne insostenibile perché tali condizioni stavano per fallire. L'alluvione di rimborsi ha coinciso con la siccità di nuove sottoscrizioni.

Data la situazione, Madoff confessò le sue attività ai suoi figli Mark e Andrew, che lavoravano nel brokerage, i quali lo segnalarono alla giustizia statunitense. Dopo un periodo di arresti domiciliari, fu condannato il 29 giugno 2009 e tuttora sconta la sua pena in un centro correzionale federale nel North Carolina.

Truffati

La cifra totale della frode ammontava a circa 65 miliardi di dollari, anche se questa non è strictu sensu la cifra che Madoff ha truffato. Si stima che gli investitori gli abbiano affidato circa 20 miliardi di dollari, la cui valutazione si gonfiò fino ai 65 miliardi, di cui due terzi erano pura finzione. La cifra degli investitori colpiti, secondo le denunce presentate, si aggira sui 50 miliardi, distribuiti tra banche e assicuratori, banche private, fondi di investimento e pensione, fondazioni e privati. Ma potrebbe essere certamente superiore, dal momento che i calcoli sono basati sulle denunce, e molti non ne fecero.

In Italia, tra i truffati figuravano UniCredit, con un’esposizione diretta di 75 milioni e una indiretta di 805 milioni attraverso la Pioneer Alternative Investment Managment (specializzata nei fondi hedge), Banco Popolare (con 8 milioni di esposizione diretta e 60 milioni sui fondi distribuiti dal Gruppo), Ubi Banca (che accusò perdite per 60 milioni) e Mediobanca (la cui esposizione si aggirava intorno ai 670.000 dollari). Alle banche si aggiungono inoltre i fondi hedge e gli investitori privati. All’epoca, il Wall Street Journal affermava che le società ad aver registrato maggiori perdite furono Fairfield Greenwich Group (7,5 miliardi di dollari), Tremont Capital Management (3,3), Banco Santander (2,87) e Bank Medici (2,1).

Recupero

I lavori di recupero iniziarono presto, con la nomina dell'amministratore fiduciario Irving Picard, che secondo i dati del 2016 sarebbe riuscito a raccogliere circa 11 miliardi di dollari che sarebbero stati distribuiti tra 2.500 investitori colpiti. Sempre nel novembre 2013, il Dipartimento di Giustizia lanciò un'iniziativa denominata "Madoff Victim Fund", e secondo la sua pagina web, www.madoffvictimfund.com, nella primavera del 2018 avevano distribuito più di 2 miliardi di dollari tra circa 25.000 investitori in 120 Paesi e 49 Stati americani, con un tasso medio di recupero del 40%. Questa iniziativa era rivolta principalmente agli investitori che non erano stati in grado di denunciare attraverso altri mezzi.

Conseguenze

"È stato un cataclisma, c'è un prima e un dopo Madoff", riflette un esperto di gestione alternativa sul cambiamento dell’industria negli anni successivi allo scoppio della frode. A suo avviso, le conseguenze sono state avvertite più in Europa che negli Stati Uniti, perché anche se l'Europa perse meno denaro, quella perdita fu comunque molto più concentrata. "Gli americani si spaventano meno e la meritocrazia gli pesa di più, perciò continuano a cercare ‘il talento’ nel settore degli hedge fund e la flessibilità del veicolo", aggiunge l'esperto.

Una delle risposte europee è stata la Direttiva sui Gestori di Fondi di Investimento Alternativi, meglio conosciuta con il suo acronimo inglese AIFMD (Alternative Investment Fund Managers Directive) che stabilisce i requisiti per la commercializzazione e la gestione transfrontaliera dei fondi di investimento alternativi, consentendo di differenziare chiaramente i fondi armonizzati (disciplinati dalla direttiva UCITS) dai fondi alternativi. Il passaporto europeo per gli investimenti alternativi è una regolamentazione molto rigida, tanto che per gli esperti del settore "ora è molto più sicuro investire in un hedge fund che segue questa regolamentazione europea, visto il grado di domanda a depositari e asset manager".

Ma i cambiamenti normativi non sono stati gli unici. Per quanto riguarda gli investitori, anche la due diligence è cambiata. Molta attenzione viene dedicata alla parte operativa e si richiede una maggiore trasparenza, si vuole conoscere cosa e come viene fatto. In aggiunta, c'è un rifiuto inconscio di ciò che sembra ‘troppo bello per essere vero’. Un prodotto con risultati costantemente molto buoni suscita ogni tipo di sospetto. C'è anche un certo premio di complessità: è più difficile decidere di investire in strategie molto complicate e difficili da capire. Per quanto riguarda le tecniche di vendita, anch’esse sono cambiate. La tentazione di ‘appartenere ad un club molto esclusivo’ ha smesso di funzionare. La promessa del glamour non funziona più.

Dieci anni dopo, Madoff comincia la sua giornata in prigione alle 4:30 del mattino, fondamentalmente per mancanza di sonno. Oltre a rovinare parenti, amici e soci, nel 2010, suo figlio Mark si è suicidato, e nel 2014, l'altro figlio, Andrew, è morto a causa di una forma di cancro molto aggressiva. L'ambizione e l'avidità, a volte, hanno un prezzo per il quale non ne vale davvero la pena.

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