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Voluntary disclosure: L’Odcec di Milano ribadisce la necessità di una proroga della scadenza


In tema di voluntary disclosure molti temi restano ancora aperti. Rispetto a quelli sollevati dai documenti di studio dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano, con la Fondazione Nazionale dei Commercialisti, in altre parole, ci sarebbe ancora molto da fare. Da qui deriva la richiesta ancora una volta della proroga della scadenza. È questo il commento di Alessandro Solidoro al documento esplicativo messo a punto dall’agenzia delle entrate sulla voluntary disclosure. A livello generale, la circolare (strutturata a domande/risposte), secondo l’Odcec Milano “non risolve alcuni dei temi generali che avevamo evidenziato (o riproposto) con il secondo documento di studio predisposto”.

Nello specifico, non appare soddisfacente la soluzione proposta per il trattamento degli immobili, per i quali di fatto (e ad eccezione dei Paesi che scambiano informazioni) viene prospettata come unica soluzione quella del rimpatrio giuridico‎ per godere della riduzione delle sanzioni e degli altri benefici della voluntary disclosure. C'è invece una interessante "apertura" per coloro i quali, per motivi oggettivi e documentabili, non sono in grado di presentare la documentazione in tempo utile. “Sarebbe tuttavia stato preferibile garantire a tutti (indipendentemente dalla oggettiva impossibilità documentata) questa opzione”, fa sapere Solidoro. C’è, infine, una timida apertura sulla possibilità di sanzioni ridotte anche per imposte di successione o donazione (che sono al di fuori della voluntary disclosure). Secondo l’Odcec di Milano sarebbe stato più opportuno se, anziché lasciare la valutazione di riduzione delle sanzioni per queste imposte a ogni singolo ufficio, si fosse stabilito un principio generale in caso di evidenziazione di tale violazione, magari con una quantificazione dell'imposta evasa a suo tempo. “Questo avrebbe permesso agli uffici di applicare la riduzione delle sanzioni riportata nella circolare, evitando cosi una pericolosa disomogeneità di quantificazione”.

Secondo l’Odcec di Milano, per quanto attiene alle imposte di donazione e successione che non sono ricomprese nella voluntary disclosure, sarebbe auspicabile che venisse riconosciuto automaticamente il beneficio di sanzioni ridotte, qualora il contribuente indichi nella relazione accompagnatoria alla procedura tali violazioni, descrivendo anche l’operazione o le operazioni effettuate. “Ciò consentirebbe all’agenzia di ricostruire quanto accaduto e risulterebbe altresì rispetto del principio-cardine di "completezza" richiesto per l’accesso alla collaborazione volontaria”, concludono. 

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