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Vita dura per i gestori attivi


Èpossibile trasformare il dibattito tra gestione attiva e passiva in numeri? Morningstar lo ha fatto con un Barometro che misura le performance dei gestori attivi rispetto ai fondi indicizzati comparabili (ossia appartenenti alla stessa categoria) e che per ora è disponibile solo per i prodotti americani. Lo scopo è aiutare gli investitori a valutare il successo nella scelta degli active manager per diverse classi di attività, orizzonti temporali e livelli di costi.

L’indicatore mette a confronto i rendimenti dei gestori attivi con un insieme coerente di fondi passivi (inclusi gli ETF), calcolando sia i ritorni ponderati per il patrimonio (asset weighted) sia quelli in forma equi-ponderata (equal weighted). L’analisi tiene conto anche del tasso di sopravvivenza dei prodotti e dei costi.

TASSO DI SUCCESSO DEI FONDI ATTIVI PER CATEGORIA (%)
Fonte: Morningstar. Dati e calcoli a fine Dicembre 2014.

  1 -anno 3 -anni 5 -anni 10 -anni  10 -anni (LOWEST COST)  10 - anni (HIGHEST COST)
U.S. LARGE BLEND 32,7 35,6 25,1 21,6 29,7 9,9
U.S. LARGE VALUE 21,3 49 25,4 38,2 66,3 18,6
U.S. LARGE GROWTH 42,3 26 12,2 16,9 28,9 14,2
U.S. MID - BLEND 36,5 34,5 23,8 13,7 21,7 4,6
U.S. MID-VALUE 20,9 34,8 13,5 54,4 68,2 27,3
U.S. MID - GROWTH 48 37 31,1 26,8 41,1 13,4
U.S. SMALL BLEND 40,7 35,5 37,1 38,9 35,7 34,2
U.S. SMALL VALUE 25,2 22 47,7 48,4 52,2 34,8
U.S. SMALL GROWTH 51,4 40,8 30,2 24,4 33,8 17,9
FOREIGN LARGE BLEND 47 44,8 52,8 40,2 58,5 34,2
DIVERSIFIED EMERGING MARKETS 58,2 70,4 65,8 36,6 47,4 22,2
INTERMEDIATE - TERM BOND 47,9 73 69,7 42,4 54,9 30,5

 

“Il barometro mostra che i gestori attivi hanno generalmente fatto peggio di quelli passivi, soprattutto nel lungo periodo e hanno tassi di chiusura superiori (intesi come fusioni o liquidazioni)”, spiega Ben Johnson, direttore della ricerca globale sugli ETF di Morningstar. “Lo studio rivela anche che tende a esserci una correlazione positiva tra le chiusure e gli elevati costi. Infine, i dati mostrano che gli investitori hanno preferito i comparti con le migliori performance dal momento che i rendimenti asset weighted sono mediamente superiori a quelli equal weighted”.

Morningstar ha calcolato il tasso di successo dei fondi attivi, inteso come la percentuale di fondi che nel periodo di analisi ha generato un ritorno in eccesso rispetto ai concorrenti passivi della stessa categoria (vedi la tabella, dove le ultime due colonne mostrano i risultati per il quartile più e meno costoso della categoria).

RENDIMENTI MEDI ANNUALIZZATI (GENNAIO 2005 -DICEMBRE 2014) (%)
Fonte: Morningstar Direct.

  ASSET - PERFORMANCE PONDERATA EQUAL - PERFORMANCE PONDERATA
U.S. LARGE BLEND ATTIVO PASSIVO ATTIVO  PASSIVO
U.S. LARGE BLEND 6,74 7,68 6,42 7,24
U.S. LARGE VALUE 6,76 7,31 6,24 6,52
U.S. LARGE GROWTH 8,05 9,27 7,12 8,27
U.S. MID - BLEND 7,78 9,28 7,1 8,82
U.S. MID-VALUE 8,38 7,82 7,99 7,49
U.S. MID - GROWTH 8,7 9,34 7,76 8,54
U.S. SMALL BLEND 7,63 8,52 6,93 7,72
U.S. SMALL VALUE 7,86 7,93 7,04 7,01
U.S. SMALL GROWTH 8,14 9,13 6,92 8,33
FOREIGN LARGE BLEND 5,48 4,32 4 3,79
DIVERSIFIED EMERGING MARKETS 8,32 7,7 7,33 7,97
INTERMEDIATE - TERM BOND 4,96 4,56 4,04 4,16

 

L’analisi mostra che il “tasso di successo” dei fondi attivi meno costosi è superiore a quello dei più cari. I gestori value hanno un success rate maggiore nel lungo termine di qualsiasi altra categoria di manager. La probabilità di ottenere un ritorno in eccesso rispetto ai comparti passivi tende a diminuire su orizzonti temporali lunghi, con l’eccezione dei prodotti orientati al valore. 

Il confronto tra i ritorni medi annualizzati asset e equal weighted dei fondi attivi e passivi americani mette in luce come i secondi abbiano generalmente ottenuto risultati migliori nelle categorie azionarie large-blend, large-value, large-growth, mid-blend, mid-growth, small-blend, e small-growth, mentre gli active hanno battuto gli indicizzati nelle categorie mid-value e foreign large-blend. In termini di performance asset weighted sono andati meglio anche in quelle diversified emerging-markets e intermediate-term bond.

Come usare il barometro

“I dati possono cambiare nel tempo”, afferma Johnson, “Tuttavia, il barometro permette agli investitori di vedere i risultati delle proprie scelte di investimento e di valutare meglio il comportamento delle strategie attive e passive. Il focus sui fondi indicizzati, invece del benchmark, è importante perché esprime meglio l’esperienza di un risparmiatore. Infine, questa ricerca conferma l’importanza dei costi: i sottoscrittori possono aumentare le loro probabilità di successo scegliendo comparti economici; quelli costosi diminuiscono le possibilità di ottenere performance superiori”.

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Il rating degli ETF europei

In Europa, il barometro non è ancora arrivato, ma è stata recentemente realizzata un’analisi sugli ETF con Morningstar rating, prendendo solo la classe primaria (si tratta di circa 900 strumenti, di cui i tre quarti sono azionari, che hanno intorno a 500 miliardi di euro in gestione). La distribuzione dei giudizi mostra che quasi la metà riceve almeno quattro stelle, superando circa i due terzi dei fondi attivi (è bene ricordare che ETF e fondi attivi vengono classificati insieme per categorie omogenee)

La ricerca è stata poi affinata per eliminare i prodotti con un bias specifico, ad esempio l’investimento in un segmento specifico della curva o in un singolo paese per i Governativi euro, che rende il confronto con i fondi attivi poco significativo. 

Gli ETF obbligazionari

“In determinati casi il numero degli ETF con un track record sufficientemente lungo è ancora basso”, spiega Francesco Paganelli, analista sui fondi di Morningstar. “Nella categoria Obbligazionari Diversificati EUR, per esempio, soltanto due replicanti ricevono il rating. Entrambi hanno quattro stelle, ma solo uno dei due (iShares Euro Aggregate Bond) ha almeno cinque anni di storia. Eppure, in tale periodo questo ETF ha battuto quasi il 90% dei fondi attivi in termini di Morningstar Risk-Adjusted Return (MRAR, indicatore alla base del calcolo del rating)”. 

Un discorso simile vale per la categoria Obbligazionari Paesi Emergenti in valuta locale. Malgrado il track record di questi prodotti non superi nel migliore di casi i quattro anni di storia, tutti e tre gli ETF presi in esame hanno almeno quattro stelle di rating; il peggiore si colloca al 27esimo percentile in termini di MRAR, mentre il migliore batte oltre il 90% dei concorrenti.

“Altre due categorie molto amate dagli investitori mostrano invece una concorrenza maggiore. Un fatto positivo per gli investitori, dal momento che la competizione si gioca molto sui costi”, continua Paganelli. “Nella categoria Obbligazionari Governativi EUR contiamo otto ETF che replicano benchmark mainstream: tutti con quattro stelle”.

…e quelli azionari

Per quanto riguarda gli azionari globali e specializzati su Stati Uniti ed Europa, i fondi attivi hanno vita dura. Una volta dedotti i costi, infatti, in pochi riescono a far meglio di un ETF: tra gli Azionari Internazionali, ad esempio, i prodotti che replicano l’Msci World hanno fatto meglio di oltre il 90% dei fondi negli ultimi cinque anni. In altre categorie, il meccanismo si inceppa. Tra gli Azionari Mercati Emergenti, le performance corrette per il rischio sono mediamente in linea con i fondi attivi (dati a fine maggio 2015). 

Va peggio per i sette ETF sulle azioni italiane: qui il posizionamento medio a cinque anni è inferiore a quasi il 90% dei fondi attivi. “La spiegazione è probabilmente relativa all’indice replicato e alla composizione del mercato”, dice Paganelli. “I gestori italiani sovrappesano in maniera strutturale le azioni a capitalizzazione medio-bassa, che negli ultimi anni hanno prodotto performance relativamente migliori”

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