Vincono il no e il piano di Tsipras


Nel referendum greco sulla proposta di accordo fatto dai creditori internazionali ad Atene, che ha visto un’affluenza intorno al 65%, il fronte del ‘no’ ha vinto con il quasi il 62% contro il ‘sì’ al 38%. E ora è già pronta una delegazione del governo per volare a Bruxelles. Obiettivo: rilanciare i negoziati con i creditori internazionali. Ha fatto sapere il portavoce dell’esecutivo ellenico Gavriil Sakellaridis all’emittente Ant1, invitando i greci all’unità nazionale: “con questo risultato il primo ministro ha un mandato chiaro dal popolo greco”. Ha esultato il premier greco Alexis Tsipras: “oggi la democrazia batte la paura”. Le banche greche, che sono rimaste chiuse per tutta la settimana e hanno razionato i prelievi al bancomat, dovrebbero finire la liquidità se la Banca centrale europea non fornirà linee di credito di emergenza. Il portavoce della banca centrale greca ha reso noto che l’istituto presenterà una richiesta alla BCE per chiedere di aumentare il programma Ela.

Al momento oggi, le banche greche hanno liquidità solamente di un miliardo di euro ma, da oggi, i fondi dipendono dalla Banca centrale europea, secondo quanto dichiarato dal numero uno dell’associazione bancaria ellenica. La scorsa settimana da Bruxelles non si faceva altro che dire che la vittoria del ‘no’ significherebbe tagliare i ponti con l’Europa e portare il sistema finanziario greco verso la bancarotta. Ora è tutto da vedere. L’auspicio è che si riapra il negoziato e si ridisegni il memorandum della Trojka. Viceversa, il risultato sarebbe un colpo per il grande progetto della moneta unica per la zona euro. Intanto il premier francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel si incontrano oggi a Parigi per discutere i risultati del voto. Adesso la parola passa ai mercati, a Draghi e alla BCE. E non saranno giornate facili.

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