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Vince lo stile Bottom Up nella gestione locale


L'analisi dei fondamentali e quantitativa della singola scelta è la priorità al momento di investire. Questa una prima conclusione emersa dalla tavola rotonda organizzata da Funds People, dove hanno partecipato quattro professionisti di diverse realtà locali, tutti con profili diversi. Su alcune strategie però si mettono in risalto l'importanza di saper scegliere la zona geografica con accuratezza perché, come detto nel dibattito, "il cliente ti perdona meno se si sbaglia la scelta macro".

 

 

A seconda la misura della società, le specialità cambiano. La cosa curiosa è che tutto il gruppo partecipante coincide su un argomento: bisogna essere specialisti su quello che si segue e conoscere al dettaglio ogni singola scelta all'interno del portafoglio. 

Aprendo il dibattito, Carlo Sturlese, responsabile selezione di Fondi Terzi di Kairos Julius Baer SIM, ci diceva "noi diffidiamo da quelle strategie basate sui analisi puramente quantitative e/o statistiche. Al contrario, ci piace investire in gestori che fanno un lavoro di analisi fondamentale molto accurata snocciolando il bilancio e andando di frequente a visitare le società. Ciò secondo noi contribuisce a dare ai gestori dei fondi in cui investiamo una prospettiva strategica a 360 gradi delle società in portafoglio. Il nostro processo di investimento si basa inoltre su un approccio cosiddetto “Glocal”, nel senso che in ciascuna delle principali aree geografiche globali in cui investiamo, lavoriamo esclusivamente con quei gestori locali che presentano i vantaggi competitivi più evidenti e che secondo noi sono quelli meglio in grado di comprendere la cultura locale e le dinamiche non solo macro ma anche micro dei propri mercati di riferimento. Crediamo ciò sia la scelta migliore per garantire una profonda conoscenza del mercato".

Seguendo uno stile più contrarian, Giordano Martinelli, vicepresidente di AcomeA, aggiungeva "AcomeA non utilizza fondi di investimento e le analisi di ogni società vengono fatte a livello globale. Non abbiamo analisti buy side, quindi sono i nostri gestori a valutare le diverse fonti di analisi esterne per riuscire a capire meglio ogni realtà. Per noi non è rilevante il consiglio degli analisti, e quindi la ricerca esterna viene presa como un punto di riferimento in più non determinante".

Il fatto di non affidarsi completamente alle analisi esterne rimane come un punto in comune dei professionisti. In questa linea, Marco Seveso, responsabile delle gestioni collettive di Soprarno SGR, aggiunge che "essendo la nostra una realtà più contenuta, seguiamo una logica razionale. Siamo convinti che dobbiamo concentrare gli sforzi su un numero ridotto di mercati. I nostri portafogli non utilizzano fondi di fondi, sono tutti investimenti diretti. A livello di asset allocation, contiamo su due portafogli modello: uno obbligazionario ed un altro equity, per poi stabilire il profilo di rischio a seconda delle esigenze dei nostri clienti. Lo stile bottom up lo centriamo più sull'Europa, dovuto all'accesso e possibilità che abbiamo dal punto di vista di analisi della singola società".

Concludendo e sottolineando l'importanza del tipo di prodotto nella scelta dello stile, Andrea Dolsa, responsabile investimenti Fondi Hedge Single manager di Symphonia SGR, ci racconta, "le nostre scelte di stile dipendono molto dal tipo di prodotto, ad esempio sui prodotti di asset allocation applichiamo uno stile nettamente top down, invece per i prodotti value lo stile si basa sul bottom up dovuto all'importanza dell'analisi fondamentale sulla singola società".

 

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