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Verrà un giorno... previsioni e predizioni


Rubrica di opinione a cura del prof. Paolo Legrenzi, professore emerito di psicologia cognitiva presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove coordina il Laboratorio di Economia Sperimentale nato dalla partnership con GAM.

Riprendiamo le questioni legate alle Brexit. Un altro punto che è stato discusso in occasione dell’esito, per molti sorprendente, della Brexit, è quello della differenza tra previsioni e predizioni. Quando si intervistano operatori e esperti finanziari, spesso queste persone fanno delle predizioni su quello che accadrà sui mercati. Ma non è detto che queste siano vere e proprie previsioni. La precisazione è cruciale. Un buon esempio lo ritroviamo all’inizio del capitolo VI dei Promessi Sposi, quando fra Cristoforo minaccia don Rodrigo: “Verrà un giorno … don Rodrigo era fin allora rimasto tra la rabbia e la maraviglia … ma, quando sentì intonare una predizione, s’aggiunse alla rabbia un lontano e misterioso spavento … alzando la voce, per troncar quella dell’infausto profeta, gridò: - escimi di tra’ piedi, villano temerario, poltrone incappucciato”. Rodrigo non sa se la profezia si avvererà. Però attribuisce alla minaccia una vaga probabilità, altrimenti non si sarebbe spaventato.

Il caso opposto della predizione di fra’ Cristoforo è quello delle previsioni meteorologiche o finanziarie. Queste vengono fatte sistematicamente da esperti e consistono in stime probabilistiche alla luce di modelli che incorporano misure sulle diverse possibilità e ricalibrano le previsioni precedenti. L’esempio classico in finanza delle operazioni consistenti nel ri-vedere e nel ri-calibrare le previsioni, come in meteorologia, è dato dal continuo aggiornamento della previsione sulle probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed. Consideriamo, a questo proposito, la figura seguente.

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Le previsioni della figura, come nel caso di quelle meteorologiche, vengono corrette e ricalibrate quando si hanno nuovi dati, in questo caso quelli di maggio e quelli di giugno. Sono dati che annunciano “bel tempo” e quindi si rialza la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed. Oggi si è dimenticato l’italiano di Manzoni e spesso si confondono previsioni e predizioni. Questa confusione, fatale in finanza, è forse anche alimentata dal fatto che c’è un terreno intermedio tra lo studio scientifico dell’evoluzione di un sistema fisico, per esempio tempo e clima, e la profezia di un singolo frate. Il film pluripremiato di Kathryn Bigelow, Zero Dark Thirty, è stato ritrasmesso in TV il 2 maggio, a un quinquennio esatto dalla cattura di Osama Bin Laden. Il titolo del film allude a “mezzanotte e mezza”, nel gergo dei militari il momento della giornata in cui è scattata l’operazione di cattura. Il capo della CIA chiede: “È lì o non è lì? Tra mezz’ora incontro il presidente”. Il portavoce degli esperti risponde: “non abbiamo certezze … pensiamo che ci siano 60% di probabilità che sia lì”. Maya Lambert, tenace eroina del film, replica: “100%, beh diciamo 95% …”. La previsione di Maya Lambert è basata su quel che hanno detto persone, intercettate o corrotte, e non sulla misura di variabili fisiche, ma si tratta di indizi convergenti e provenienti da più fonti. Molto spesso le previsioni nel campo della finanza sono di questo tipo. Sono cioè basate su correlazioni, come nel caso di Brexit: cfr. figura.

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Oppure le previsioni sono basate sull’analogia della crisi Brexit con altre crisi analoghe del passato, che hanno avuto a che fare con il mercato tedesco, dopo la svalutazione dello yuan. Infine abbiamo gli eventi singoli, come la Brexit, che non permettono revisione di stime precedenti per il semplice fatto che non c’erano stime da rivedere, essendo l’evento inatteso e imprevisto. Un buon esempio è dato dal prezzo della sterlina, che è divenuta, almeno temporaneamente, la moneta più debole del 2016, più del peso argentino! Immaginate che, all’inizio del 2016, aveste potuto sapere in anticipo che sarebbero capitati, nel corso del 2106, quattro eventi: l’attentato di Brussels, Trump candidato alla Presidenza degli US, Brexit, Tentativo di colpo di stato in Turchia. Avreste previsto che alla fine di luglio lo S&P500 avrebbe raggiunto nuovi record malgrado questi quattro eventi imprevedibili? Ecco, ancora una volta, la differenza tra predizioni e previsioni. Probabilmente avrete fatto una predizione sbagliata.

 Abbiamo dedicato questa lezione alla questione delle predizioni/ previsioni, più volte sollevata in relazione a Brexit. Ora la previsione delle azioni umane collettive è altrettanto importante, sia in politica che in finanza. Per sapere quel che farà una popolazione sono stati inventati i sondaggi. Interrogando un campione, si stima come si comporterà tutta la popolazione da cui è tratto il campione. In tal caso, agli errori che accompagnano tutte le misurazioni, si aggiunge la possibilità che le persone interrogate non dicano il vero o che cambino opinione. Il ribaltamento rispetto alle previsioni dei sondaggisti sul voto Brexit è stato sorprendente. Ma il sondaggio era arduo. Per la prima volta i britannici dovevano decidere se uscire dalla comunità europea, e pesavano pregiudizi spesso inconfessabili (per fortuna). Di conseguenza un errore di misura del 3%, come quello dichiarato dai sondaggisti seri, voleva dire che la differenza del 2%, rilevata nelle ultime ore, era casuale. E tuttavia quasi tutti si sono sorpresi. Stupirsi della sorpresa? Un canale televisivo presenta un sondaggio periodico sulle scelte politiche degli italiani. Il margine di errore, correttamente e chiaramente dichiarato, è del 2% (in un senso e nell’altro). Questo non impedisce che, il 22 maggio 2016, venga commentato un calo del PD di 0,4%. Ripetendo il sondaggio, questa differenza avrebbe potuto verificarsi in senso opposto!

Predizioni spacciate per previsioni, pur di intrattenere il pubblico. Qualcosa del genere avviene con le partite di calcio del campionato europeo. Come nel caso della Brexit sono incontri singoli, senza precedenti. Inoltre nel calcio, a differenza della pallacanestro, si segnano pochi punti e quindi il caso gioca un ruolo rilevante in una singola partita (non in un campionato con le stesse squadre).

Più difficile ancora dei sondaggi politici sono i sondaggi su quello che faranno gli altri operatori presenti sul mercato. Il compito di un hedge fund, che ha totale libertà di movimento, sarebbe appunto quello di anticipare tali movimenti e riuscire così a battere gli indici. Come più volte ho ricordato, questa “anticipazione” in questi anni è stata difficile, se non impossibile, come mostra la figura seguente.

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Non è un fenomeno temporaneo. E’ ormai dal 2012 che l’indice degli hedge non riesce a battere l’indice S&P500, indice che peraltro si può comprare e tenere a un quarto di costo (o meno) rispetto a quello che costa in media acquistare e tenere un hedge! Questo punto è approfondito in Economia nella mente, che uscirà per Raffaello Cortina Editore a settembre 2016 (questo è certo!).

In conclusione, si è cercato di mostrare che le forze che stanno dietro alla finanza comportamentale e ne determinano gli effetti non agiscono soltanto nel campo della finanza e dei risparmi ma caratterizzano molti altri aspetti della vita quotidiana, dei nostri modi di pensare e di agire.

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