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Verdecanna (SSGA): "viviamo un golden period dell'asset management "


"Il nostro beta di mercato non è la distribuzione retail" ripete più volte Danilo Verdecanna, managing director di State Street Global Advisors per l’Italia. Come a ribadire che, benché il mercato italiano abbia un orientamento più retail, la società di gestione statunitense, quando fa bene, lo fa indipendentemente dall'andamento dell’industria. "Siamo un gestore istituzionale internazionale, se i nostri prodotti sono apprezzati è per la qualità, dato che il nostro modello di business è diverso" afferma Verdecanna, dalla sede della casa di gestione di Milano. D'altronde basta guardare i dati: secondo la mappa del risparmio gestito redatta da Assogestioni nel 2015 la SGR americana ha continuato a scalare la classifica, piazzandosi, nel IV trimestre, al terzo posto per sottoscrizioni raccolte nel mercato locale: qualcosa come 550 milioni di euro.

"È stato un ottimo anno, la raccolta è cresciuta, così come il mercato dei fondi pensione sul quale abbiamo una presenza sempre più importante". Poi ci sono gli SPDR ETF e la gamma lussemburghese di fondi d'investimento, venduti principalmente agli intermediari e ai funds buyer.
Che le condizioni siano favorevoli non c'è dubbio. Secondo Verdecanna viviamo un "golden period" dell'asset management almeno per cinque buoni motivi: l'andamento positivo dei mercati azionari che creano fiducia ("focalizzarci su quello che è successo a gennaio e febbraio sarebbe una view di corto respiro"), l'orientamento delle banche verso l'industria del risparmio gestito, il fatto che le stesse abbiano trovato un modo per ottenere dei margini con la distribuzione dei fondi, la qualità del prodotto e la quantità di liquidità che abbonda sul mercato europeo. 


"L'asset management è l'industria del futuro. Dopo il boom degli anni scorsi, la crescita sarà molto più sostenibile e selezionata. C'è un rallentamento direi quasi sano, verso cui andiamo incontro. È necessario rifasarci su risultati adeguati e sostenibili, perché non è possibile crescere ad un ritmo di 100 miliardi di euro in fondi l'anno", sottolinea il manager. Che sulle prossime sfide del settore chiama in causa la MiFID II. "L'obiettivo è di rendere più virtuoso e trasparente il rapporto a tre, tra investitore, distributore e produttore. Principi molto apprezzabili, ma la declinazione pratica è complicata, quella è la criticità che scopriremo nei prossimi mesi. Al momento si cerca di comprenderne gli impatti e qualche preoccupazione a livello di industry è fisiologica". E per il futuro della casa? Tre linee di business: continuare ad essere il principale gestore estero sul mercato dei fondi pensioni in Italia, con partnership istituzionali; spingere il trend degli ETF (circa 60 già lanciati su Borsa Italiana) e consolidare la gamma di fondi attivi, soprattutto azionari e flessibili.

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