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Venesio (Banca del Piemonte): "Il valore aggiunto di una buona gestione"


Consulenza evoluta, robotizzazione e sviluppo del digitale. Nonostante l’età (105 anni di storia) la Banca del Piemonte è più giovane che mai. O meglio tenta di svecchiarsi, come spiega Carla Venesio, coordinatrice aree wealth management e private banking. “Il business della gestione del risparmio è in grande evoluzione e cambiamento. Sta ad ogni operatore capire quali sono i trend e soprattutto come cavalcarli”, esordisce la manager che, insieme al fratello Camillo Venesio, è alla guida della banca di famiglia. Nata a Torino nel 1912 e prettamente regionale - seppur la presenza dal 2015 di una filiale di private e corporate banking a Milano con eccellenti risultati - la banca privata è una boutique che ha circa 3,8 miliardi di attività finanziarie, di cui circa 1,5 di raccolta diretta e il resto di asset under management, diviso tra risparmio amministrato e risparmio gestito. “Il nostro risparmio gestito e il nostro servizio di consulenza sono in netta crescita e continueremo ad investire in questo senso”, afferma Venesio.

Che poi aggiunge come la banca stia seguendo e monitorando da vicino tre grandi movimenti: “Il primo riguarda la consulenza evoluta. Sempre più clienti chiedono e chiederanno una vera consulenza a valore aggiunto, che va oltre dunque il collocamento del singolo titolo o del singolo fondo e guarda più ad una vera gestione del portafoglio. Il nostro servizio di advisory va proprio in questa direzione”, spiega. Il secondo trend invece ha a che fare con la robotizzazione: “spesso ormai si sente parlare di algoritmi alla base della gestione o artificial intelligence. In banca da noi la discussione sul giusto mix fra algoritmo quantitativo e discrezionalità del gestore è ormai quotidiana”. Il terzo trend riguarda il grande sviluppo del digitale “che deve servire per rendere l’esperienza del cliente più snella, più bella, più immediata e lavoriamo con il nostro outsourcer informatico Cedacri sempre di più in questa direzione”, dice.

La rete di distribuzione

Innovazioni che fanno il paio con la diversità della clientela sia retail e premium, sia di private banking. “Le varie tipologie di clienti vengono servite da reti dedicate e formate per rispondere in maniera puntuale alle esigenze e caratteristiche dei vari individui”, aggiunge l’esperta. Che poi si sofferma sulla propria rete di distribuzione. “Abbiamo una rete di premium bankers, che servono clientela con disponibilità fino a 500 mila euro, di 20 persone ed una reta di private bankers, che seguono clientela con disponibilità da 500 mila euro, di 15 persone”. I consulenti distribuiscono solo fondi terzi. E per un preciso motivo. “Abbiamo fatto la scelta strategica di non costituire la nostra sgr interna ma di focalizzarci e dunque sviluppare competenze sulla selezione di fondi e di gestori terzi. Questa scelta strategica è stata ispirata dalla volontà di minimizzare qualsiasi potenziale conflitto di interesse ed è totalmente coerente con l’approccio con cui in generale viene gestita l’intera banca, approccio basato sui principi di sana e prudente gestione con un orizzonte di medio lungo periodo. In questo senso siamo distributori unicamente di prodotti di terzi ma non ci consideriamo dei puri collocatori di fondi. Offriamo ai nostri clienti un vero servizio di consulenza a valore aggiunto e quindi partiamo sempre da concetti di asset allocation di portafoglio, rischio complessivo, orizzonte temporale e poi solo una volta chiariti e condivisi questi concetti passiamo a parlare di singolo prodotto”, chiarisce Carla Venesio.

La banca torinese ha infatti un team specializzato per la selezioni di fondi di terzi, in contatto continuo con sales e gestori delle società che propongono i loro prodotti. “Aggiorniamo di continuo le nostre schede di valutazione e i nostri criteri di selezione”. Nel prossimo futuro l’idea è quella di consolidare il business raggiunto, ma anche aumentare la clientela e crescere in termini di masse. “Novità ce ne saranno molte ma la sfida più bella sarà proprio quella di contribuire a far comprendere al mercato che una buona gestione del patrimonio può portare grandissimo valore aggiunto a livello di singolo e per il risparmio in generale”, conclude la manager di Banca del Piemonte.
 

Articolo estratto dal numero 14 di Funds People Italia.

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