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USA: in attesa della Fed coi fondi specializzati in difficoltà


Fed e direzioni dei tassi (e di conseguenza anche delle valute) sono i driver principali del mese, come sottolineavano da Intermonte SIM  pochi giorni fa. La cosiddetta settimana delle banche centrali è arrivata: oggi la Federal Reserve si riunisce. Domani arriverà la decisione. I mercati confidano in un rinvio del rialzo dei tassi ma i rumors sono contrastanti.

Nei giorni precedenti i vertici della banca centrale americana hanno dichiarato tutto e il contrario di tutto, gettando nella confusione gli investitori. Nel fronte dei falchi emerge il vicepresidente Stanley Fischer, che vorrebbe archiviare il 2016 con almeno due rialzi (uno la settimana prossima e uno a dicembre), e il presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren. Il fronte delle colombe appare invece guidato da Lael Brainard, tra i membri più influenti del board, che pare propenso all’attesa.

D’altronde, come spiegava ad agosto Matteo Germano, global head of multiasset investments di Pioneer Investments, “i grandi sforzi di QE in corso da parte della Banca Centrale Europea e della BoJ, che hanno spinto i rendimenti di gran parte dei rispettivi titoli di Stato in territorio negativo, ostacolano in modo significativo la capacità della Fed di alzare i tassi di interesse per il futuro”.

Se le mosse della Fed dipendono dai dati economici c’è da dire che ad agosto l’economia americana non ha fatto granché. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile a 4,9%, mentre settori come auto, linee aeree e produzione di greggio continuano a rallentare. Il peggioramento si è riscontrato anche nei fondi d’investimento. Come spiegano gli analisti di Morningstar i fondi che appartengono alle diverse categorie EMEA dedicate agli Usa nell’ultimo mese hanno perso circa il 2%. “Per quanto riguarda l’andamento dei singoli prodotti venduti in Italia, fra gli azionari Usa large cap blend si è distinto UBI SICAV USA Eq R Acc che, nel periodo ha contenuto la perdita allo 0,40%. Fra i Large cap Growth il premio per la resilienza va a Ubi Pramerica Azioni Usa (-0,67%). Tra i value ha tenuto bene Amundi Funds Equity US Relative Value FU-C Class (-0,28%)”. Chi comunque ha avuto perfomance positive si trova tra gli small cap.

Sul versante orientale arriva anche la decisione della Bank of Japan, che si pronuncerà pure mercoledì. A Tokyo il costo del denaro è sottozero (-0,1%) e c'è chi non esclude che in questa settimana la BoJ possa tagliarlo ulteriormente come mossa disperata per provare a risollevare un'inflazione che non riesce proprio a ripartire.

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