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USA, gli utili cresceranno nel 2015. Segno più per beni strumentali e edilizia residenziale


Mentre il Nasdaq ha raggiunto gli stessi livelli del 2000, è ora scambiato a 32x per utili rispetto a un livello molto più elevato nel 2000. 

È una buona metafora per il mercato nel suo complesso. Mentre i livelli dei prezzi sono quasi da record, le valutazioni sono ragionevoli per gli standard storici.

L’anno scorso c’è stata crescita economica relativamente vigorosa negli USA ma rallentamento in altre regioni. I prezzi petroliferi si sono ormai dimezzati e il dollaro ha registrato un’impennata. Quanto è sostenibile la ripresa statunitense? 

Riteniamo che la ripresa economica USA abbia una base ampia e prevediamo una crescita del PIL di circa il 3% nel 2015, il che dovrebbe creare un contesto molto favorevole alle azioni. A nostro avvio i consumi rappresenteranno circa i due terzi di tale espansione (circa due punti percentuali) in rialzo dall'1,6% del 2014. I consumatori statunitensi stanno traendo enormi vantaggi dal tonfo delle quotazioni petrolifere. A gennaio un gallone di benzina costava in media 2,14 dollari e addirittura solo 1,80 dollari in alcuni stati, a fronte dei 3,50 dollari pagati prima del deprezzamento del greggio. Questa liquidità aggiuntiva disponibile rappresenta un aiuto considerevole per i lavoratori a basso reddito, che evidenziano una forte propensione alla spesa. Di conseguenza, il calo della benzina ha un impatto molto stimolante sull'economia. Secondo le nostre aspettative, gli investimenti incideranno sulla crescita complessiva per circa un punto percentuale, un livello più elevato rispetto al 2014. 

Ma non è l’investimento in gas e petrolio ad aver contribuito alla ripresa?

Di certo molti investitori si chiedono se il calo dell’oro nero penalizzerà gli investimenti e quindi anche la crescita. Ma se è possibile che quello del gas e petrolio sia stato il segmento di investimento a crescita più sostenuta, va detto che solo l’8% degli investimenti complessivi è collegato a questo settore. Inoltre, prevediamo un rapido incremento degli investimenti in beni strumentali, dato che l’utilizzo della capacità produttiva è pari al 79%, un livello che in genere fa scattare un’accelerazione consistente della spesa per investimenti. L’edilizia residenziale, altra componente di rilievo degli investimenti, registrerà una vigorosa ripresa, evidenziando un ritmo di espansione a due cifre, dopo aver esercitato un effetto particolarmente negativo nei primi anni della ripresa economica statunitense. Il nostro ottimismo si basa sulla crescente disponibilità di mutui, grazie al risanamento dei bilanci da parte delle banche che ora appaiono molto più disponibili a erogare prestiti, avendo anche allentato gli standard di credito, in precedenza molto rigidi. Infine, riteniamo che il contributo del governo alla crescita non sarà negativo, come è invece accaduto negli ultimi anni.

Negli Stati Uniti i tassi d'interesse non aumentano da quasi nove anni, ma la Federal Reserve ha indotto gli investitori ad attendersi un loro rialzo nel corso del 2015. Gli investitori in azioni USA dovrebbero preoccuparsi?

No, non crediamo che gli investitori debbano preoccuparsi. Le indicazioni della FED riflettono il fatto che i tassi d’interesse sono eccezionalmente bassi in termini storici e, soprattutto, che gli Stati Uniti sono avviati su un percorso di ripresa sostenibile e quindi verso la normalizzazione dei tassi. Un innalzamento offrirebbe una prova tangibile della fiducia della Fed nella ripresa, il che dovrebbe offrire ulteriore sostegno alle azioni. Storicamente, i mercati tendono a scontare il primo rialzo dei tassi con circa sei mesi di anticipo e a mostrare una volatilità decisamente maggiore durante questo periodo. Tuttavia, i dati storici indicano che i tassi in ascesa non esercitano un impatto rilevante sul mercato nei sei-dodici mesi successivi al primo rialzo.

Nel 2014 le valutazioni del mercato azionario USA erano al centro dell’attenzione degli investitori. La nostra opinione era che le valutazioni fossero molto ragionevoli e che la crescita degli utili avrebbe trainato i guadagni del mercato, come poi in effetti è sostanzialmente accaduto. Qual è la vostra visione sulle valutazioni attuali?

Il mercato non ha subito una rivalutazione, ma è semplicemente cresciuto in linea con gli utili, e continuerà nel 2015. Secondo le stime di consenso, le azioni quoteranno a circa 15 volte il PE entro fine anno, un livello in linea con la media storica di lungo termine del mercato. Riteniamo quindi che le azioni statunitensi non siano né costose né convenienti. Dato che gli Stati Uniti sono l’unico motore di crescita globale e che la ripresa appare solida, le azioni statunitensi presentano secondo noi valutazioni interessanti rispetto ad altri mercati. Inoltre, l’inflazione contenuta implica che è basso anche il tasso al quale viene scontato il flusso di cassa delle azioni e questo storicamente è stato molto positivo per il mercato. I fondamentali economici e la crescita degli utili dovrebbero supportare le aspettative per il 2015. Come già accennato, prevediamo una crescita del PIL del 3%, che si traduce in un aumento dei ricavi, una certa espansione del margine di profitto e operazioni di riacquisto per circa l’1%. Di conseguenza, si prospetta una crescita sostenuta degli utili nel 2015, un livello elevato in termini storici.

 


 

 


Come state posizionando l'American Fund? Potrebbe fornirci alcuni esempi di titoli su cui nutrite molte aspettative?

 


Ci concentriamo su società che godono di un posizionamento unico in termini di driver di crescita strutturale e potere di prezzo. Di conseguenza, nell'ambito dell'American Fund abbiamo un sovrappeso sui settori della tecnologia e della salute, che comprendono società dotate di nuove tecnologie rivoluzionarie e di potere di determinazione dei prezzi. Per contro, il fondo è sottoesposto a energia e telecomunicazioni. I prezzi energetici non hanno ancora trovato un limite minimo, ma il corso azionario delle società del settore non riflette il calo subito dal prezzo del petrolio, mentre il comparto delle telecomunicazioni è soggetto a un'accesa concorrenza ed erosione dei prezzi, in altre parole, l'esatto opposto di quello che cerchiamo.

 


Con riferimento ai singoli titoli, nel settore tecnologico vediamo con favore Electronic Arts, una società di giochi con fattori di crescita strutturali. Beneficia del ciclo delle console, con il lancio di quelle nuove che traina la domanda dei suoi videogame, mentre i ricavi dai dispositivi mobili, inclusi smartphone e tablet, stanno aumentando rapidamente. I margini di profitto sono molto più alti sui download digitali su dispositivi mobili che non sulle vendite tradizionali. Troviamo interessante anche Vertex Pharmaceuticals, nel settore della salute. La società sta sviluppando un farmaco per il trattamento della fibrosi cistica che ha superato una fase cruciale di testi clinici lo scorso anno. Il farmaco ha inoltre ottenuto lo status di "farmaco orfano", il che comporta una serie di incentivi finanziari; gode inoltre di un forte potere sui prezzi.

 

 

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