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UniCredit, l’accordo tra Pioneer e Santander dovrebbe essere siglato tra novembre e dicembre


Procedono a ritmo serrato le negoziazioni tra Unicredit e Santander per la creazione di una piattaforma comune sul fronte dell’asset management, tanto che la sigla di un accordo è attesa tra novembre e dicembre mentre il closing dovrebbe concludersi in primavera. A dirlo è stato il ceo Federico Ghizzoni nella conferenza stampa sui conti trimestrali. Questa è, in altre parole, la fase in cui si devono sistemare gli aspetti regolamentari e si deve fare una due diligence. Ma andiamo con ordine. Durante lo scorso mese di settembre Unicredit e Santander hanno annunciato l’avvio di colloqui con l'obiettivo di creare una società comune nell’asset management tramite l’aggregazione di Pioneer e di Santander Asset Management. Nei giorni di attesa dell’esito di stress test e AQR c’era stata una battuta d’arresto ma ora i motori sono di nuovo caldi.

Si tratta di confrontarsi anche con le disposizioni normative e authority di quattro Paesi e di arrivare a una linea comune tra i diversi protagonisti coinvolti nell’operazione. Unicredit, che prima della fusione punterebbe a incassare dal proprio asset un dividendo straordinario, Santander e i due fondi soci al 50%, l’anglo-americano Warburg-Pincus e l’americana General Atlantic. L’obiettivo è la creazione di un gruppo da 350 miliardi di masse gestite. C’è poi da capire il valore dell’asset che le incorpora, decisivo per fissare le compensazioni necessarie ad approdare a un assetto finale che dovrebbe vedere Unicredit, Santander e i due fondi con quote presumibilmente del 33-34%. In particolare, il gruppo guidato da Federico Ghizzoni si attende di vedersi liquidata una parte cash e un’altra sotto forma di azioni della newco: di qui, appunto, l’importanza della due diligence.

“Continuiamo ad andare avanti. È un deal complesso anche perché sono coinvolti diversi paesi, quasi 40. La due diligence richiede quindi un certo tempo ma siamo in linea con le aspettative”, ha spiegato Ghizzoni. Il ceo ha confermato che si può chiudere “tra fine novembre e inizio dicembre con il closing qualche mese dopo”. Sulla cessione di Uccmb, per la quale sono state avviate negoziazioni esclusive con la cordata Prelios-Fortress , “le discussioni vanno avanti e ci saranno altri incontri a breve. I due team stanno lavorando intensamente per arrivare a un accordo”, ha concluso. A tendere, secondo fonti vicine al dossier, le due banche sarebbero pronte a mettere sul mercato la quota dei fondi, destinati a uscire nel giro di 2 o 3 anni. Mentre sul fronte della governance, sembra che la parte del senior management sarà rappresentata in misura maggiore da figure rilevanti in Pioneer e tra le ipotesi c’è una sede a Londra e due uffici a Milano e Madrid. 

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