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Un modello standard per Solvency II


Anche se sembra incredibile, siamo di nuovo sul punto di applicare una nuova Direttiva, un'ulteriore modifica legislativa all'interno dello tsunami normativo nel quale siamo immersi. Parliamo di Solvency II, il cambiamento più importante che registrerà (e già sta registrando) il settore delle assicurazioni negli ultimi tempi.

Come tutte le modifiche,  implica un costo e produce effetti diretti e indiretti in diversi settori, tra i quali il nostro, l’asset management. Solvency II cambia l’attuale relazione fra la società di gestione e la compagnia assicurativa, partendo dal presupposto che queste rappresentano più della quarta parte dei clienti delle società di asset management in Europa. La società che saprà adattarsi a queste nuove condizioni avrà un’opportunità, ma quelle che non lo fanno corrono il serio rischio di perdere uno dei loro migliori clienti, considerata la dimensione e l’importanza di questa nuova legislazione.

Partendo dal fatto che Solvency II modifica la gestione della struttura del capitale delle società assicurative, possiamo definire due effetti chiari e diretti sul mondo dell’asset management:

  •  Nascono nuovi bisogni relativi agli investimenti nei bilanci di queste società; ci sono tipi di asset e soluzioni di investimento che diventano più interessanti, perché penalizzano meno o premiano di più il calcolo dei requisiti patrimoniali delle assicurazioni. Detto in altra maniera, sistematicamente alcuni tipi di asset cominciano a ricevere una domanda crescente e improvvisa (per esempio, le soluzioni di ALM). Le società di gestione devono adattarsi a questa nuova realtà, promovendo soluzioni e strumenti di investimento che si adattino a questi nuovi bisogni. Tutto ciò implica una maggior mole di lavoro per i direttori di prodotto delle società di gestione, qualcosa a cui già siamo abituati.
     
  • Inoltre, i requisiti di informazione delle società assicuratrici diventano la loro principale priorità, addirittura più dei requisiti di investimento. Per come si posiziona Solvency II, con la volontà di stimolare la trasparenza ed il calcolo omogeneo del rischio, si richiede un nuovo ed elevatissimo livello di informazione di tutti gli investimenti della società assicurativa, di qualsiasi tipo essi siano. Le regole del gioco su come condividere e dettagliare l’informazione degli investimenti sottostanti cambiano radicalmente.     

Questo secondo effetto è il più dirompente perché, fino ad ora, le assicurazioni hanno mantenuto sempre una politica di pubblicità dell’informazione molto conservatrice, una politica per la quale il gestore ha sempre cercato di preservare il suo know how. Adesso, con Solvency II, il regolatore esige da queste società un livello di informazione e di dettagli molto più elevato, sia nel tempo, abbreviando i termini di presentazione, sia nella forma, richiedendo il massimo livello di precisazione delle informazioni.

Perché arriviamo tardi?

Fondamentalmente, perché si sono sommati due fattori nel tempo. Da un lato, per le compagnie assicurative Solvency II rappresenta un cambiamento così radicale che investe pienamente il core del loro business, per cui la preoccupazione per gli effetti sulla loro esposizione ai fondi di investimento, per quanto importante, non è certamente la maggiore priorità. Dall’altro lato, le società di gestione non promuoveranno un cambio dei modelli di reporting dell’informazione ai partecipanti, a meno che ciò non venga veramente imposto e la domanda cominci a materializzarsi. 

CONSIDERAZIONI ERRATE SU SOLVENCY II FRA LE SOCIETÀ DI GESTIONE

Mito Realtà
Solvency II è un problema delle assicurazioni; non ha niente a che fare con me. Le assicurazioni hanno bisogno delle informazioni per completare i loro report periodici, per realizzare la corretta allocazione degli asset e questa informazione solo può venire dalla società di gestione.
Ho controllato e non ho investitori del mondo assicurativo. …e nemmeno li avrai! Stai rinunciando ad una parte importante del mercato per non adattare i tuoi standard di informazione.
Non gestisco mandati per le assicurazioni, quindi non mi riguarda. Solvency II non solo riguarda i mandati, ma anche il momento in cui investono le assicurazioni, nonostante il formato sia un fondo.
Nessuna assicurazione mi ha chiesto qualcosa di nuovo. Il focus delle assicurazioni si è concentrato nel costruire i loro modelli generali, la domanda è lì ed arriverà.
Le assicurazioni devono adattarsi alle informazioni che già condivido con il supervisore ogni 90 giorni. Non è sufficiente e non copre le loro necessità. Solvency II è molto più esigente e i tempi molto più ristretti. Non basta.
Se indico alle assicurazioni il rischio che assumono con il mio prodotto, è già sufficiente. No lo è. Solvency II include concetti come Rischio di Mercato che implicano che le assicurazioni debbano fare un calcolo bottom-up, aggregando gli imputs di diverse partite.
Le unit linked non sono incluse in Solvency II. Grande errore!  Sì che sono incluse, sebbene l'effetto sul capitale possa sembrare minore. Le unit linked generano un cash flow che deve essere contemplato anche nel calcolo delle provvigioni.

 

Questi due fattori ci obbligano a pensare che il cammino che resta fino a gennaio del 2016, momento in cui inizierà ad applicarsi la nuova normativa, sarà pieno di incertezze e di molta, molta fretta. 

Esiste uno standard?

Purtroppo il regolatore, in questo caso l’europeo, è più efficiente nella definizione di nuovi riferimenti legislativi che nello stabilire o concordare meccanismi pratici per applicarli. La conseguenza è che i diretti interessati debbono associarsi per cercare soluzioni che soddisfino i loro bisogni. In questo caso ci piacerebbe dare risalto all’unica soluzione reale e tangibile, nata appunto dallo spirito pratico e dal bisogno comune: il formato Tri-Partito.

A questa iniziativa si sono uniti importanti agenti del mercato, dalle società assicurative, alle piattaforme (come, per esempio, Allfunds Bank), alle associazioni dei differenti Paesi (come la tedesca BVI, la francese AFG, la britannica IA o la spagnola Inverco) e le principali società di gestione di fondi di investimento. In questo modo, si è trovato un accordo su un formato complesso, per le caratteristiche proprie della regolazione, ma anche unico e standardizzato, valido attualmente per coprire tutti i bisogni derivati da Solvency II. Ad oggi, questo sistema è probabilmente la forma più rapida ed efficace per recuperare il tempo perso ed allinearsi alle scadenze imposte dal regolatore.

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