Un buon inizio d’anno per i fondi europei


Un buon inizio d’anno per l’industria europei di fondi. Stando ai dati pubblicati nell’ultimo Morningstar asset flow report a gennaio i fondi a lungo termine hanno registrato entrate pari a 33,2 miliardi, una cifra che non si raggiungeva dal luglio del 2015. A fare da traino i comparti obbligazionari (+16,86 miliardi) seguiti dai bilanciati (+7,29 mld) e dagli alternativi (+3,14 mld), in netto recupero rispetto a dicembre quando la raccolta si attestava a 404 milioni.

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Ma la novità più interessante riguarda i prodotti azionari la cui raccolta netta è passata dagli 1,2 miliardi di dicembre ai 3,36 miliardi di gennaio. Ad attirare i maggiori afflussi sono stati gli internazionali large cap blend mentre a soffrire di più sono stati i fondi specializzati sulle Borse europee e americana con uno stile growth. Buona performance anche per gli alternativi multi-strategy che con una raccolta di quasi 1,7 miliardi netti presentano il tasso organico di crescita più alto tra le categorie Morningstar (21,6%). Per quanto riguarda le categorie che hanno registrato maggiori deflussi, invece, troviamo gli obbligazionari corporate e diversificati in euro. Negativa anche la raccolta degli azionari emergenti dopo un buon 2016.

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Il ranking delle SGR per flussi netti vede al primo posto Amundi con +2,4 miliardi (complice la raccolta sui prodotti obbligazionari a breve termine e protetti in Francia). Seguono PIMCO (+2,1 mld) e Credit Suisse (+1,7 mld). Quinto posto nel ranking per Eurizon Capital che ha chiuso il 2016 al primo posto per raccolta in Europa e che, restringendo il campo ai soli fondi di diritto italiano, conquista la prima posizione per flussi netti a gennaio (+519 mln), seguita da Banco Posta (+82 mln). Medaglia di bronzo per Etica SGR con 72 milioni di entrate nei suoi prodotti socialmente responsabili.

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