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UE, norme più severe per i benchmark finanziari


Lo scorso 17 maggio il Consiglio EU ha adottato nuove norme intese a garantire una maggiore accuratezza e integrità dei benchmark di riferimento usati negli strumenti finanziari. Il regolamento intende ristabilire la fiducia negli indici utilizzati come valori di riferimento finanziari, a seguito degli scandali legati alla manipolazione finanziaria degli ultimi anni, per la determinazione dei tassi di interesse, quali il LIBOR e l'EURIBOR. L'obiettivo è triplice: migliorare la governance e i controlli sul processo di produzione del valore di riferimento e anche la qualità dei dati, evitare conflitti d'interesse e tutelare i consumatori e gli investitori attraverso una maggiore trasparenza.

La regolazione introdurrà un codice di condotta giuridicamente vincolante per i fornitori di dati che prevede l'uso di metodologie solide e dati sufficienti e affidabili. In particolare richiede l'uso, ove possibile, di dati effettivi basati sulle operazioni, ma consente di utilizzare altri dati qualora i dati basati sulle operazioni siano insufficienti. Sebbene il campo di applicazione del regolamento sia ampio, i valori di riferimento ritenuti critici saranno soggetti a norme più rigorose, tra cui il potere per l'autorità competente pertinente di rendere obbligatoria la fornitura di dati. Il regolamento non si applicherà alla fornitura di valori di riferimento da parte delle banche centrali e, in talune circostanze, delle controparti centrali e delle autorità pubbliche. Sarà ESMA, l'Autorita europea dei mercati finanziari a coordinare la supervisione degli amministratori che verra' esercitata dalle autorita' nazionali.

Tre categorie di valori di riferimento

Ci sono i benchmark critici: quelli utilizzati come riferimento per strumenti finanziari o contratti finanziari o per la determinazione della performance di fondi di investimento aventi un valore totale di almeno 500 miliardi di euro sulla base di tutta la gamma di scadenze del valore di riferimento. Possono considerarsi critici anche i valori di riferimento di almeno 400 miliardi di euro che non hanno nessuno o hanno pochissimi sostituti appropriati orientati al mercato e la cui assenza avrebbe ripercussioni negative e rilevanti sull'integrità dei mercati, sulla stabilità finanziaria, sui consumatori, sull'economia reale o sul finanziamento delle famiglie e delle imprese. Esistono poi i benchmark significativi: utilizzati come riferimento per strumenti finanziari o contratti finanziari o per la determinazione della performance di fondi di investimento aventi un valore medio totale di almeno 50 miliardi di euro, sulla base di tutta la gamma di scadenze o termini del valore di riferimento su un periodo di sei mesi. Infine ci sono i benchmark non significativi, ovvero soggetti a una regolamentazione leggera basata su un meccanismo di "conformità o spiegazione", vale a dire dei principi generali in linea con i principi della IOSCO concordati a livello internazionale.

 

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