Trassinelli (DNCA): "Oggi il vero bene rifugio è l’azionario europeo"


Nella nuova sede di via Dante a Milano si leggono enunciati come questo: “una gestione basata su convinzioni a rischio contenuto”.  Una delle prime convizioni della società di gestione, nata a Parigi nel 2000, è l’importanza del mercato italiano. DNCA  è cresciuta nel tempo e adesso conta, nel Bel Paese, un team di sette professionisti guidati da Enrico Trassinelli, sei miliardi di euro in gestione e una gamma composta da dodici prodotti. Anzi quindici, per la precisione.

Come spiega Trassinelli sarà collocato, infatti a breve, il fondo Sérénité Plus, “un prodotto molto richiesto dal mercato”. Una strategia obbligazionaria a brevissimo termine con duration massima 1 che può muoversi all’interno del mercato obbligazionario investendo in corporate, high yield o titoli governativi, senza alcun vincolo”. Insomma un fondo che risponde pienamente alle necessità degli investitori di disporre di prodotti con un livello di rischio contenuto in un contesto di mercato incerto.

Gli altri due nuovi fondi che amplieranno la gamma dei prodotti in Italia, invece, sono azionari. Il primo si chiama DNCA Invest Archer Mid-Cap Europe ed investe in azioni europee a media capitalizzazione. Il secondo, invece, è il DNCA Invest Norden e si concentrerà solo ed esclusivamente sui mercati del Nord Europa (Scandinavia, Germani, Benelux, UK). “Abbiamo già un fondo specializzato che investe nei Paesi del Sud Europa, si tratta quindi di un completamento della gamma", specifica Trassinelli.

Il lancio di tre prodotti nel giro di poche settimane conferma l'attenzione della società verso una clientela sempre più esigente e l’impegno di DNCA nel mantenere alto il livello di servizio offerto. “Siamo ottimisti sul futuro del mercato italiano al di là dei cicli che sta vivendo. C’è molto risparmio che non è gestito in maniera ottimale. E anche se i numeri dell’industria in architettura aperta sono rilevanti, si tratta ancora di una cifra che rappresenta la minoranza del mercato. Il grosso dell’opportunità si schiuderà quando il risparmio retail bancario aprirà le porte ai fondi di terzi”, spiega Trassinelli. Che poi aggiunge come il grosso del business per DNCA arrivi proprio dalla clientela retail (85%), anche se la società si sta posizionando con decisione anche su quella istituzionale. Per questo a giorni sarà ufficializzato l’ingresso di una nuova figura dedicata a questo tipo di clientela.

Un buon portafoglio tipo

Tra Brexit, elezioni americane, referendum costituzionale e politiche monetarie che a breve cambieranno rotta, la società di gestione preferisce non distrarsi e concentrarsi sulle opportunità in grado di generare stabilmente valore. “Oggi il vero bene rifugio continua ad essere l’azionario europeo”, continua Trassinelli. DNCA punta su società europee di qualità a buon prezzo. “Ce ne sono davvero tante soprattutto in settori specifici come l’outsourcing, il low cost, le biotecnologie, la sicurezza informatica; all’interno di questi settori è possibile trovare aziende con una crescita organica del 5% annuo (che è anche il nostro filtro di selezione)". Società che coniugano l’appeal del tema con la liquidità dell’investimento.

In un ipotetico portafoglio serve in ogni caso equilibrio e diversificazione, aggiunge Trassinelli. Per questo “bisogna saper accettare il fatto che oggi i bond rendono poco. Se non si accetta questo fatto si possono correre rischi anche grossi”, continua Trassinelli. “Quest’anno abbiamo assistito a una bulimia di acquisti su high yield, bond di paesi emergenti o all’utilizzo di strategie complesse sui mercati obbligazionari. Questo comporta dei rischi non facilmente controllabili. Posto che in un portafoglio la componente obbligazionaria deve necessariamente esserci, bisogna salvarsi con l’umilità: avere un rendimento positivo anche se basso evitando strategie aggressive o complesse”, afferma il responsabile in Italia che poi conclude: “da sempre DNCA fa della semplicità un vero principio dell’ investimento”.

Professionisti
Società

Altre notizie correlate


L'Europa è ancora smart

Contrordine: l'equity europeo è un buon affare e i flussi su questa asset class crescono. Secondo gli ultimi dati (e dopo lo spauracchio Le Pen) l'Europa torna alla ribalta e le borse mietono buoni risultati.

Prossimi eventi