Tosato (Anima SGR): "I PIR? Una piccola rivoluzione per il risparmio gestito italiano"


Nell’anno in cui in Italia debuttano i PIR, i piani individuali di risparmio a lungo termine, che sembrano avere tutta l’intenzione di rivoluzionare l’industria del risparmio gestito, il primo è già sbarcato sul mercato lo scorso 9 gennaio. È il fondo Anima Crescita Italia, un bilanciato proposto da Anima SGR. Ma tra fine gennaio e febbraio ci sono già altri prodotti in fase di lancio, come conferma a Funds People Claudio Tosato, direttore prodotti di Anima. “Stiamo lavorando per rendere 'PIR compliant' anche Anima iniziativa Italia, un fondo focalizzato proprio sulle small-mid cap italiane lanciato a inizio 2015 e con un ottimo track record”, precisa l’esperto della società di gestione milanese. Insieme ad Anima altre SGR hanno già anticipato di lavorare alacremente per confezionare nuovi prodotti. Per molti esperti infatti i PIR rappresenteranno una sorta di big bang nel 2017. “Ad oggi possiamo dire che hanno le carte in regola per produrre una piccola rivoluzione, per il risparmio gestito italiano”, concorda Tosato.

Siete stati i primi a lanciare un PIR. Perché?
Riteniamo che i PIR siano una novità importante e interessante per gli investitori italiani e, come leader di mercato, volevamo essere fra i primi a offrire una soluzione PIR compliant ai nostri clienti. Anima Crescita Italia è in effetti il primo fondo 'PIR compliant autorizzato.

Quale riscontro avete avuto in questi primi giorni?
Abbiamo riscontrato un forte interesse sul tema da parte dei nostri partner distributivi.

Com’è composto il portafoglio?
Il fondo è appena partito e il portafoglio è in fase di costruzione. Il fondo investirà almeno il 70% in titoli azionari e obbligazionari, emessi o stipulati con imprese che svolgono attività diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Stato italiano o in Stati europei con stabile organizzazione nel territorio italiano. I titoli saranno selezionati in misura almeno pari al 21% tra quelli di imprese non presenti nell’indice FTSE MIB o in indici equivalenti. In termini di asset allocation, il portafoglio tendenziale sarà costituito per il 65% da investimenti obbligazionari, per il 30% da investimenti azionari e per un 5% da liquidità. Anima Crescita Italia si presenta dunque come un fondo bilanciato obbligazionario. Per mitigare la concentrazione dell'investimento in titoli italiani, la rimanente parte del portafoglio (circa il 25%) sarà diversificata su investimenti globali.

Il 30% dovrà essere investito in società non presenti nel FTSE-MIB. Avete creato un team ad hoc per la selezione di aziende medio piccole o vi affiderete a team di ricerca e investimento già collaudati? Come funzionerà la selezione?
Il team di gestione è di grande esperienza. È composto da Gianluca Ferretti, responsabile fondi bilanciati e corporate di Anima, e da tre portfolio manager azionari: Samuele Chiodetto, Luigi Dompé e Manuela Novati.

E sulla distribuzione? Ci saranno canali differenti?
Come per gli altri fondi Anima ci affideremo ai nostri partner distributivi. Stiamo già lavorando con più di 10 distributori per i setup operativi.

Quali sono i punti di forza di Anima Crescita Italia? E quali (se ci sono) i punti deboli?
Oltre al vantaggio fiscale degli investimenti in fondi “PIR compliant”, nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa, Anima Crescita Italia può contare, come detto, su un team di gestione di lunga esperienza e con una profonda conoscenza del mercato di riferimento. Guardando all’universo investibile del fondo, le small cap italiane hanno negli ultimi anni generato rendimenti interessanti e superiori a quelli dell’indice generale della Borsa italiana. Un punto di attenzione - non necessariamente un punto debole - è la focalizzazione del fondo sul mercato domestico. È un fondo mattoncino, che trova la sua collocazione ideale all’interno di un portafoglio più ampio.

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