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Symphonia SGR punta su 'Futuro Sostenibile'


Si chiamano 'Azionaria Futuro Sostenibile' e 'Obbligazionaria Futuro Sostenibile'. E sono le due linee di gestione SRI (Social responsable investments), che Symphonia  SGR  ha lanciato nel gennaio 2014. Funds People ha chiesto ad Alessandro Negri, direttore commerciale della società di gestione, che fa capo al gruppo Banca Intermobiliare, di tracciare il bilancio del primo anno.

Potrebbe farci un bilancio dell'andamento del primo anno delle due linee di gestione SRI?

Siamo molto soddisfatti del lancio delle due gestioni, dato che abbiamo centrato il duplice obiettivo: realizzare risultati importanti in termini di performance e trovare un riscontro concreto presso la nostra clientela per un prodotto che presentava innovative caratteristiche gestionali. La performance della gestione è stata, infatti, premiante sia in termini assoluti sia relativi, in un anno che è stato di particolare soddisfazione. Dall'altra parte, la risposta della nostra clientela è stata positiva e la raccolta realizzata testimonia un segno di fiducia tangibile verso questo nuovo approccio di investimento.

Perché avete deciso di entrare in questo mercato? 

L’ingresso nel mercato della finanza sostenibile e responsabile affonda le sue radici, qui in Symphonia, nel lancio che abbiamo fatto  sette anni fa dei prodotti contraddistinti dall’approccio tematico. Abbiamo subito compreso come questi aspetti fossero fortemente connessi  e correlati tra loro, dato che l’evoluzione del mondo moderno è talmente veloce che determinate sfide e tendenze diventano sempre più evidenti per le società che devono comprenderle, gestirle e controllarle.  L’approccio sostenibile degli investimenti ci è apparso allora come uno strumento fondamentale di controllo del rischio dei portafogli e di analisi dei comportamenti aziendali, aspetti insostituibili nell’approccio evoluto ai mercati finanziari.

Siete soddisfatti dei risultati ottenuti?

Questo mondo è costantemente in evoluzione; pertanto pur essendo soddisfatti di quanto realizzato sino ad ora, siamo coscienti della necessità di non fermarci e di continuare a progredire e affinare l’analisi. Dopo essere entrati come soci,  all’inizio del 2014, nel Forum per la Finanza Sostenibile e esserci dotati di alcuni preziosi strumenti di analisi, abbiamo in cantiere altre collaborazioni per evolvere continuamente  il nostro sforzo in questo campo.

Quali sono le principali caratteristiche di questi prodotti e in quali settori/società investono?

Le linee di gestione Symphonia Futuro Sostenibile sono dei portafogli multimanager globali, uno azionario e l’altro obbligazionario. La scelta di due prodotti gestiti separatamente anziché un unico prodotto bilanciato permette di costruire un portafoglio sostenibile di asset allocation in base al profilo di rischio di ciascun cliente.  I fondi azionari e obbligazionari che compongono i due portafogli hanno l’obiettivo dichiarato di integrare in maniera determinante criteri extra-finanziari nella scelta degli attivi da inserire in portafoglio. Il team multimanager di Symphonia SGR, nel selezionare le case e i prodotti con strategia di investimento ESG (Environmental, Social e Governance), considera principalmente l’aspetto qualitativo nella gestione dei fondi. In particolare risultano fondamentali  le  competenze degli individui coinvolti nell’analisi dei fattori extra-finanziari delle società oggetto di investimento.  

Il portafoglio della linea Azionaria Futuro Sostenibile è costruito con un approccio core-satellite, dove la componente core - che pesa circa il 70/80% del portafoglio - è costituita da fondi con focus geografico sia globale sia specializzato su singole aree (Nord America, Europa ed Emergenti) senza specifici obiettivi tematici o settoriali.  In aggiunta effettuiamo un processo di analisi che integra il profilo finanziario di ciascuna società al suo profilo ESG in relazione al settore in cui la società opera.  La componente satellite comprende, invece, fondi che si focalizzano su specifici temi di investimento: per esempio abbiamo inserito  un fondo che seleziona le aziende in base a specifici principi di corporate governance e attenzione verso il capitale umano e due che investono sul tema dell’ambiente e dell’efficienza delle risorse.

Il portafoglio della linea Obbligazionaria Futuro Sostenibile, coerentemente con l’allocazione del benchmark di riferimento, è stato costruito tramite una selezione di fondi che investono in emittenti corporate e governativi con un focus su area Emu e profilo di rischio investment grade.  Nella selezione è fondamentale, per quanto riguarda i fondi governativi, l’analisi dei criteri ESG utilizzati sui singoli Paesi; per quanto riguarda i fondi corporate, l'analisi sulle singole società.
Viene poi anche inclusa, con peso residuale, una strategia che applica filtri di sostenibilità ai Paesi emergenti.  Quanto alla gestione, questa è di natura attiva, con possibilità di significativi scostamenti rispetto al benchmark della linea, pur mantenendo un obiettivo di preservazione del capitale ed un profilo di rischio complessivo coerente con quest’ultimo.

Come sono quindi posizionati i due portafogli?

In questo, rispetto ai benchmark, il portafoglio obbligazionario sovrappesa, tendenzialmente, i titoli corporate; mentre il portafoglio azionario ha un lieve sovrappeso geografico sull’Europa.

A chi si rivolgono?

Non riteniamo che vi sia un investitore privilegiato per questo tipo di approccio che reputiamo essere assolutamente trasversale e premiante per tutte le categorie di investitori. Così,  anche se oggi è il mondo degli investitori istituzionali quello che ha evidenziato una maggiore sensibilità  e propensione all’investimento SRI,  riteniamo che un ruolo importante possa e debba essere ricoperto dall’investitore privato. Questo mondo, peraltro, è già sensibile a questo tipo di approccio e pertanto può costituire un importante motore di crescita.

Avete intenzione di lanciare nuovi prodotti sempre all'interno del  mondo della finanza sostenibile?

Senza dubbio la nostra intenzione è quella  di proseguire con lo sviluppo dell’offerta dedicata a questo particolare segmento, con un focus particolare su strumenti collettivi destinati alla clientela istituzionale, che uniscano le nostre competenze gestionali con approccio tematico e ESG. 
Non di meno un lavoro significativo, a livello di SGR, sarà quello di dotare l’intera struttura di offerta della casa di questo approccio, che è un indispensabile strumento di lavoro anche a servizio dell’analisi tradizionale.

Che tipo di mercato è quello SRI?

Si tratta di un mercato multiforme e per molti versi molto difficile da classificare. Vi è un primo livello di intervento che è rappresentato da quello che viene definito un “approccio di esclusione”, dove determinati titoli, se non interi settori, vengono esclusi dall’universo investibile perchè ritenuti nel complesso non sostenibili. Vi è poi un secondo  livello, più sofisticato, dove si svolge un lavoro per certi versi opposto a quello precedente, ovvero si cerca di selezionare la società che abbia sviluppato l’approccio migliore in termini di sostenibilità nel proprio business, l’approccio vincente in relazione alle sfide ambientali, sociali e di governance, cercando così di identificare quello che viene denominato il “best in class”. Tra questi due estremi  vi è poi una serie di operatività intermedie tra cui anche l’impegno attivo da parte dell’investitore nel far sentire la sua voce.  
In Italia il mondo della finanza sostenibile appare meno sviluppato rispetto ai paesi europei , dove in alcuni casi hanno goduto di una spinta dall’alto con precisi interventi governativi.  Mentre si sta sviluppando con una certa facilità l’approccio per esclusione riteniamo che molta strada si debba e si possa ancora fare con riguardo all’approccio del “best in class”.

Soffermandoci proprio sull'Italia, quali sono le dimensioni di questo mercato e quali le attese per i prossimi anni?

Le dimensioni del mercato italiano sono ancora contenute se raffrontate con i mercati europei a noi più prossimi, in particolar modo il mercato Nord europeo e anglosassone, dove l’approccio ESG è una realtà da diversi anni.  E ciò colpisce molto, soprattutto in funzione del fatto che il nostro mercato, in termini di risparmio, è invece uno dei più sviluppati. Disponiamo di un’analisi molto recente ed esaustiva con lo studio condotto da Eurosif nel 2014, dove  emerge che l’Italia, ancorchè meno significativo in termini dimensionali, è un mercato in forte sviluppo; la sua crescita di circa il 10% nell’ultimo biennio lascia quindi ben sperare che il  ‘gap’ attualmente esistente si possa colmare nei prossimi anni. Il motore di crescita può essere rappresentato proprio dagli investitori privati, dato che attualmente il mercato SRI in Italia è a quasi totale appannaggio degli investitori istituzionali. Siamo confidenti che con il crescere della consapevolezza dell’importanza di questo approccio, che è già in atto come molte statistiche dimostrano (tra le più famose l’indagine Doxametrics del 2013, ndr) anche questa parte del mercato inizi a recitare un ruolo da protagonista.

 

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