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Strategie smart beta, in crescita nei portafogli europei (ed italiani)


“Conoscere i prodotti smart beta e capire in che modo possono essere integrati in un portafoglio aumenta la convinzione che queste strategie diventeranno molto popolari”. Lo sostiene la nuova ricerca "Smart Beta, strumento di precisione e di controllo", condotta dalla società indipendente CoreData per conto di Invesco PowerShares su un campione di 380 investitori (utenti e non utenti di prodotti smart beta) in Italia, Regno Unito, Francia, Svizzera e Germania. La ricerca che ha preso in esame gli elementi propulsori, le sfide e l'implementazione di strategie smart beta, così come il potenziale per una loro futura adozione.

Atteggiamento sempre più favorevole verso le strategie smart beta 

Tra gli utenti intervistati, il 71% si è dichiarato d'accordo con l'affermazione secondo cui gli strumenti smart beta diventeranno un investimento molto popolare nei prossimi anni. Tale percentuale era solamente del 60% nel 2015. Per quanto riguarda i diversi Paesi, la convinzione che le strategie smart beta diventeranno sempre più popolari è forte in Francia (79%) e nel Regno Unito (78%), ma è solida anche in Italia (58%). Partendo da tale dato, il 73% degli utenti di strumenti smart beta ora li consiglia ai colleghi e ai professionisti degli investimenti.

"Le strategie smart beta sempre più spesso vengono prese in considerazione per centrare gli obiettivi d'investimento e stanno quindi assumendo un ruolo crescente nei portafogli d'investimento in tutta Europa", ha detto Sergio Trezzi, head of retail distribution – Europe (ex UK), Middle East and LatAm. "Nonostante molti utenti abbiano implementato le strategie smart beta in vari modi, sottolineandone la flessibilità, c'è grande consenso sull'efficacia con cui le strategie smart beta possono potenzialmente soddisfare gli obiettivi d'investimento".

Si prevede che le allocazioni degli utenti alle strategie smart beta aumenteranno.

Non soltanto gli utenti dimostrano un atteggiamento sempre più positivo verso le strategie smart beta, ma anche di grande fiducia, e quindi aumentano la loro allocazione: il 71% degli utenti dichiara che aumenterà l'allocazione alle strategie smart beta nel corso del tempo. I trend sono simili tra i Paesi europei, ma il Regno Unito si distingue perché ben il 78% degli investitori intervistati dichiara di essere propenso ad aumentare l'allocazione. Nessuno degli intervistati in Italia, Francia o Svizzera ha intenzione di diminuire l'allocazione alle strategie smart beta.

Dalla ricerca è emerso altresì che gli attuali utenti di smart beta hanno rivisto al rialzo le loro stime riguardo all'implementazione futura di queste strategie. Lo scorso anno, gli utenti del Regno Unito si attendevano che l'allocazione salisse al 20%, mentre la crescita nel 2016 ha raggiunto il 25%. Anche gli investitori in Italia prevedono di aumentare in modo significativo la loro allocazione nei prossimi tre anni (17% nel 2016 contro il 14% nel 2015). Gli utenti francesi sono allineati con quelli degli altri Paesi europei, con un'allocazione media pari all'11% del portafoglio complessivo che dovrebbe salire al 19% nei prossimi tre anni.

"I fondamenti teorici alla base delle strategie smart beta sono nati in università, ma ora sono patrimonio del pubblico degli investitori", ha aggiunto Sergio Trezzi. "Vista la loro varietà, comprendono diversi fattori, esposizioni a titoli azionari regionali e mondiali e, più recentemente, diverse classi di attivi, con opportunità crescenti nel comparto obbligazionario". 

La diversificazione è un obiettivo chiave di chi investe nelle strategie smart beta.

In base alle ricerche effettuate, un obiettivo comune di chi investe in strategie smart beta è la diversificazione, che può migliorare il rendimento aggiustato per il rischio di un portafoglio. L'esigenza di controllo è un altro dei temi che inducono gli investitori a puntare sulle strategie smart beta. Per gli utenti in Italia, il desiderio di controllare i fattori di rischio è il secondo motivo più importante per scegliere questa soluzione d'investimento.

In generale, gli utenti hanno menzionato diversi fattori legati al controllo, il primo dei quali è la trasparenza e il secondo la natura di queste strategie basata su norme sistematiche. A domanda diretta, il 63% degli utenti ha convenuto nel dire che le strategie smart beta offrono un controllo superiore a quello degli altri investimenti.

Inoltre, vista la loro natura sistemica, le strategie smart beta tendono a funzionare come previsto e quindi hanno il potenziale per fornire i risultati desiderati. Il 96% degli utenti intervistati ritiene che gli investimenti smart beta abbiano soddisfatto le loro attese, con un incremento del 5% rispetto al 2015.

Ora è più facile far fronte alle sfide legate agli investimenti negli strumenti smart beta.

Infine, la crescita degli ETF smart beta fornisce soluzioni già pronte che possono essere facilmente inserite nei portafogli. Nonostante gli investimenti negli strumenti smart beta comportino alcune sfide particolari, queste ultime sono ritenute relativamente contenute e più facili da affrontare rispetto all'anno precedente. Ė aumentato nettamente il numero di investitori concordi nel dire che è facile inserire le strategie smart beta nel loro portafoglio (67% nel 2016 rispetto al 52% nel 2015). Inoltre, quasi due terzi di essi sostengono che le strategie smart beta possono essere complementari alle strategie attive e passive, e ciò significa che non è necessario riesaminare il portafoglio quando si decide di includerle.

"Il messaggio più forte che emerge da questa ricerca è che la fiducia degli utenti e l'utilizzo di queste strategie sono destinati a crescere nel tempo", ha concluso Trezzi. "Nonostante gli investitori utilizzino le strategie smart beta in modo diverso - prova ulteriore della loro flessibilità – concordano nell'affermare che esse sono dotate del potenziale per realizzare gli obiettivi d'investimento stabiliti. Ci troviamo ora in una fase in cui è diventato più semplice investire in strumenti smart beta e in cui ci sono meno barriere”. 

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