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Strategie di portafoglio, investimenti settoriali per cavalcare l'onda


Nell'attuale contesto economico, gli investimenti settoriali possono rappresentare una strategia efficace per bilanciare il rischio e il rendimento. Parola di Antoine Lesné, Head of ETF Sales Strategy EMEA, State Street Global Advisors, che poi aggiunge che, all'interno di questa metodologia, è fondamentale adottare una strategia di rotazione settoriale. “Una valida strategia di rotazione potrebbe, infatti, incidere sulla performance del portafoglio più di quanto non accada con gli investimenti di tipo growth o basati sugli stili”, prosegue Lesné. Eppure secondo uno studio effettuato da SPDR ETFs,   in partnership con Kepler Cheuvreux,  le strategie d’investimento settoriale non sono ancora così diffusamente utilizzate come le strategie basate sugli stili.  “Solo il 44% di coloro che hanno risposto alla nostra indagine ha adottato una strategia settoriale in uno dei propri portafogli, contro il 63% che ha invece optato per una strategia incentrata sullo stile d’investimento”, commenta Francesco Lomartire, responsabile SPDR ETFs in Italia, che poi prosegue dicendo che di questo 44% solo il 5% sta seguendo una strategia di rotazione settoriale.  

L’economia si muove per cicli

Settori specifici possono sovraperformare o sottoperformare nel corso di fasi differenti, trainati da fattori di natura ciclica come gli utili aziendali, i tassi d’interesse e l’inflazione. “Una strategia incentrata sugli investimenti settoriali consente agli investitori di trarre vantaggio dai trend economici con implicazioni mirate sulla performance d’industrie specifiche”,  spiega Lesné. La difficoltà però sta nell'individuare in quale fase del ciclo economico ci si trova, se all’inizio, a metà o alla fine del ciclo, e dunque quali siano i settori del mercato che si avvantaggeranno maggiormente nel prossimo futuro. In generale si possono individuare tre step: individuazione della fase del ciclo economico in cui ci si trova, scelta del tipo di approccio (equal weight, top down o bottom up) e infine esposizione ai settori. 

A questo punto, l'investimento in ETF può rappresentare un'interessante opportunità, uno strumento efficace ed economicamente vantaggioso per implementare strategie di investimento e rotazione settoriale, consentendo agli investitori di ottenere esposizione in diversi settori senza dover gestire i rischi di transazione delle posizioni multiple. In una strategia di rotazione settoriale, gli investitori possono utilizzare i prodotti ETF per incrementare l’esposizione ai settori che si prevede sovraperformeranno grazie ai trend ciclici e ridurre l’allocazione in quelli che invece probabilmente sottoperformeranno.


Settori: quando puntare su uno e quando su un altro

Nelle prime fasi della ripresa, quando l’aumento della fiducia dei consumatori provoca una maggiore richiesta di finanziamenti per l’acquisto di auto e case, mentre i tassi d’interesse sono bassi, si avvantaggeranno i beni di consumo ciclici, la tecnologia e i finanziari; settori che invece tenderanno a performare meno bene nel momento di contrazione dell’attività, verso la fine del ciclo, a causa del rialzo dei tassi d’interesse e della ridotta capacità di ricorso al prestito da parte dei consumatori. Verso la metà del ciclo, a mano a mano che la crescita matura per poi rallentare, saranno generalmente i comparti dei materiali e degli industriali a ottenere dei guadagni grazie all’aumento delle vendite. Quando il ciclo economico si contrae ed entra in recessione, le pressioni inflazionistiche possono comportare la sovraperformance del settore dell’energia, mentre le attività con entrate stabili, come la sanità, i beni al consumo non ciclici e le utility, tendono a performare bene.

Su cosa investire ora?

Secondo gli investitori interpellati, i settori principali che si presume sovraperformeranno il mercato nei prossimi tre mesi (dal giugno 2015) dovrebbero essere gli stessi sia in Europa sia negli Stati Uniti. In pole position c'è la tecnologia, seguita da salute e servizi finanziari. Di contro, i mercati che dovrebbero sottoperformare nei prossimi tre mesi sono rappresentati da: immobiliare, utility, risorse di base, alimentari e bevande. Controverso il tema delle banche, per alcuni investitori inserite tra i settori attesi in crescita, mentre per altri tra quelli che dovrebbero sottoperformare.

“SPDR ETFs è il pioniere dell'industria degli ETF avendo creato nel 1993 il primo prodotto quotato su un indice al mondo, lo S&P 500 che è tuttora lo strumento più scambiato sul mercato con circa 180 miliardi di masse e un tournover giornaliero che supera i 20 miliardi”, spiega  Lomartire, che poi aggiunge: “Vogliamo essere anche i pionieri nell'investimento settoriale, visto che in USA contiamo su una massa di circa 85 miliardi indicizzati ai 9 settori che compongono lo S&P 500”. La società è infatti presente in Europa da diversi anni con prodotti settoriali sull'Msci Europe e da luglio ha rafforzato la presenza sul Vecchio Continente quotando sullo Xetra di Deutsche Börse nove ETF sui settori americani. I fondi coprono i settori consumer discretionary, consumer staples, energy, financials, healthcare, industrials, materials, technology e utilities dell’S&P 500.

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