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Stigliano (Arca Fondi): "Pensiamo che il reflection trade continuerà anche nel 2018"


Quest’anno, per il mercato azionario italiano è senz'altro in atto un trend positivo. Piazza Affari finora ha segnato un massimo annuo, superando la soglia dei 22mila punti. Il FTSE MIB risulta il migliore fra i listini europei, frenati dall’improvviso calo della produzione industriale tedesca, registratasi prima dell’estate. Per Settimio Stigliano, head of italian equities di Arca Fondi SGR, si tratta di un risultato dovuto a vari fattori. “In primis citerei la risoluzione della recente crisi bancaria che ha riportato molti investitori esteri ad investire sul mercato italiano, riteniamo che con l’ingresso dello Stato in Mps e con l’acquisto da parte di Intesa delle due banche venete i principali problemi del mercato bancario italiano siano finalmente risolti”, dice l’esperto. “Le banche italiane rimangono comunque a sconto rispetto alle banche europee, pensiamo che il re rating del settore potrà continuare in futuro con una ripresa dei tassi d’interesse”. Poi c’è l’aspetto politico. “Qui siamo un pò più cauti perché riteniamo che ci potrà essere pressione sull’avvicinarsi della tornata elettorale della prossima primavera. In ogni caso, se dobbiamo analizzare la performance del mercato di quest’anno è innegabile che la stabilità e la continuità di questo governo abbiano influito positivamente”, aggiunge il gestore. “Ci aspettiamo sul mercato italiano una fase positiva trainata delle revisioni al rialzo delle aspettative di crescita da quì a fine anno. Pensiamo che il reflection trade possa continuare fino ai primi mesi del prossimo anno quando l’attenzione sul mercato azionario italiano si sposterà di più sul tema politico”, prevede.

Stigliano, d’altronde, da gennaio ha raggiunto ottimi risultati: l’Arca Economia Reale Equity Italia, il fondo che segue dal 2015, ha segnato performance superiori al 33%, duplicando praticamente il rendimento del proprio indice. “Crediamo che il nostro successo sia dato dalla profonda conoscenza delle piccole e medie imprese del nostro Paese, derivata dall’analisi dei fondamentali delle società. La forza del nostro team è proprio quella di conoscere profondamente le società grazie ai frequenti incontri che facciamo con il management (circa 60 da inizio settembre), questo ci consente di sfruttare i momenti di pressione sul mercato per accumulare posizioni dove abbiamo una profonda conoscenza dell’equity story”, spiega il manager. “In questa fase, dopo la forte crescita del mercato, la nostra strategia d’investimento sul fondo è per una posizione di neutralità rispetto al benchmark di riferimento e di generare alfa grazie allo stock picking tenendo un portafoglio abbastanza concentrato”.

Il prodotto, infatti, che si concentra su circa 80 titoli, dedica ai primi dieci in portafoglio quasi il 50% del patrimonio, preferendo soprattutto settori come quello industriale, dei consumi interni e tecnologico. “Investiamo in società che rappresentano la struttura portante del tessuto produttivo italiano, le PMI, più dinamiche e agili rispetto alle grandi aziende, leader nei rispettivi segmenti di mercato e spesso molto orientate all’esportazione. Società su cui puntare soprattutto in uno scenario, come l’attuale, di tassi a zero, elevata volatilità e bassa crescita”, precisa Stigliano. “Queste società possono cogliere le opportunità offerte da nicchie specifiche, hanno bassa correlazione con il ciclo economico mondiale, incarnano storie di eccellenza e operano in situazioni di non elevatissima concorrenza a livello globale”.

Italia e non solo 

Non c'è però solo Piazza Affari a far bene: le Borse dei Paesi periferici registrano le migliori performance in Europa. Basti pensare alla categoria azionaria della Grecia che da inizio anno segna oltre il 16%, e in un anno guadagna un +30%. La momentanea stabilizzazione dell’area euro e in particolare degli ex Pigs, ha dunque portato gli investitori a guardare nuovamente alle aree perferiche, in quanto mercati a più alto beta. Un clima di fiducia che però bisogna monitorare da vicino, come spiega l’head of italian equities di Arca Fondi SGR.

Se i mecati periferici sono infatti quelli che hanno performato meglio, “secondo noi sarà importante capire come risponderanno gli spread governativi quando la BCE darà il via alle iniziative di tapering”, dice l’esperto. “Se gli spread reggeranno, e non ci saranno particolari scossoni dal punto di vista politico, pensiamo che sarà proprio in questi Paesi che si potrà vedere un recupero più forte dell’economia e dei consumi, visto che sono stati quelli più danneggiati nel periodo della crisi”. Più in generale, in merito ai prossimi mesi, per l’esperto non ci sono motivi per cui i mercati azionari debbano correggere. “Sarà molto importante capire come si comporteranno le banche centrali sul tema dei tassi poiché questo potrebbe portare a differenti scelte di asset allocation tra gli investitori”. 

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