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Solvency II arriva in Italia


Dopo essere stata approvata in via definitiva dal consiglio dei ministri un mese fa (precisamente lo scorso 8 maggio 2015), Solvency II prende forma anche in Italia. È infatti arrivata la notizia della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2015 (supplemento ordinario n. 29) del decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 74 di attuazione della direttiva 2009/138/CE in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e riassicurazione (cd. Solvibilità II o Solvency II). La direttiva, che ha lo scopo di estendere la normativa di Basilea II settore assicurativo, introduce in particolare un nuovo regime di vigilanza prudenziale con l’obiettivo di fornire un quadro regolamentare finalizzato non solo alla massima tutela degli utenti del servizio assicurativo ma anche alla creazione di elementi di supporto ad hoc che forniscano alle autorità di vigilanza strumenti adatti nella valutazione della solvibilità globale delle imprese.

Più in dettaglio Solvency II, oltre a semplificare la normativa comunitaria vigente attraverso una ricodificazione delle precedenti direttive ‘vita e danni’, ridisegna i requisiti patrimoniali delle imprese in base ai rischi effettivamente subiti, introducendo tanto nuovi criteri di valutazione quanto nuove modalità per la misurazione e mitigazione dei rischi. Tutto questo con il fine preciso di creare un sistema di vigilanza armonizzato in tutta Europa. Il comparto assicurativo si sta preparando infatti all’appuntamento del 1° gennaio 2016. È in quella data che entrerà in vigore Solvency II, la direttiva europea che estende alle compagnie assicurative la normativa di Basilea II, già adottata dal sistema bancario. Nonostante manchino circa sei mesi alla revisione delle regole contabili, alcuni punti di Solvency II restano però da chiarire. Quello più complesso riguarda senza dubbio la valutazione dei titoli governativi, lo strumento finanziario maggiormente usato dalle assicurazioni, soprattutto nelle scadenze più lunghe.

Basti pensare che le compagnie italiane hanno in pancia 250 miliardi di titoli di Stato: anche una piccola differenza nei criteri di valutazione di un portafoglio così ampio potrebbe aprire grossi buchi nei bilanci oppure chiuderli, nel caso in cui la nuova normativa fosse favorevole. Se fino allo scoppio della crisi i titoli governativi erano considerati privi di rischio (e le discussioni e trattative su Solvency sono iniziate prima del 2008) la grave crisi finanziaria arrivata a fine 2007 e proseguita per un lungo tempo ha mostrato che anche il debito di Paesi importanti come l’Italia e la Spagna possono essere soggetti a una fortissima volatilità. Sta di fatto che comunque per conoscere la regolamentazione prudenziale a cui le assicurazioni dovranno attenersi bisognerà aspettare ancora un po’ ma nemmeno troppo. Infatti, tra non molto l’Eiopa (European insurance and occupational pensions authority), l’autorità europea per le assicurazioni e le pensioni da lavoro renderà note le linee guida. A sentire l’Ivass, istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, “i grandi gruppi italiani dovrebbero essere piuttosto al riparo da eventuali problemi dato che, in base ai parametri patrimoniali di Solvency I, sono in salute e potrebbero rivelarsi ben capitalizzate e solide anche nel passaggio a Solvency II”. 

 

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