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Sofia SGR, nel 2016 più tecnologia e servizi tailor made


Ha già annunciato un'importante crescita delle masse in gestione (oltre 1,1 miliardi di euro) e continua a espandersi con nuove sedi (Genova) e nuovi advisor in arrivo. Sofia SGRrilevata a fine 2009 da un gruppo di manager, ha portato in Italia un private banking ritagliato sulle esigenza di pianificazione, quindi non solo di investimento, di ogni singolo cliente. Ne parliamo con Alberto Crespi, direttore generale della società.

Come sono andate le gestioni negli anni?
Le gestioni sono progressivamente incrementate in questi quattro anni con un tasso medio di crescita superiore al 50%. Il 2015 non solo ha confermato questo trend, ma è stato un anno particolarmente buono: le masse hanno, infatti, già ampiamente superato il miliardo di euro e si prevede di chiudere l’esercizio a 1,2 miliardi, per una crescita prossima al 70% rispetto al 2014. Il 66% degli asset in gestione è rappresentato da gestioni patrimoniali e il resto è quasi totalmente consulenza fee only. 

La commercializzazione di fondi e sicav quindi è poco importante, dato che siete una realtà specializzata nell’offrire servizi di private banking. Anche il numero di clienti ha avuto una crescita?
Sofia sta diventando una realtà sempre più appetibile per la clientela di fascia alta, interessata a soluzioni di investimento personalizzate e a servizi che sempre più riguardano le sfere del wealth management e del family office. A oggi il numero di clienti si attesta a circa 1.500 per un portafoglio medio di quasi un milione di euro. 

Com’è composta la struttura?
A oggi la struttura degli advisor è composta da 40 professionisti concentrati nel Nord e nel Centro Italia. Solo nel 2015, sono entrati in Sofia 15 advisor e sono stati aperti uffici a Genova, Varazze, Arenzano, Modena e Bologna. 

Quali sono le aspettative per il 2016?
Rimangono molto positive. Per il prossimo anno, puntiamo sullo sviluppo di piattaforme tecnologiche e servizi innovativi che renderanno la struttura sempre più efficiente nell’erogazione di servizi di family office.

Come sta andando il settore del private banking?
Evolverà sempre più verso un servizio costruito su misura. Conterà sempre meno l’offerta di servizi intesa come supermercato di prodotti, mentre diventerà più rilevante ascoltare le esigenze del cliente (che sappiamo bene essere spesso variegate e complesse) per costruire una proposta personalizzata. Questo tipo di sevizio non si dovrà limitare pertanto alla proposizione di veicoli di gestione dell’attivo (come le gestioni patrimoniali personalizzate o la consulenza) ma che dovrà coprire anche esigenze di carattere fiscale, successorio, immobiliare e di corporate finance. In un mondo così articolato la tecnologia non potrà che avere un ruolo cruciale, non per gestire il cliente finale, ma come supporto a disposizione del financial advisor, sempre più elemento insostituibile nella gestione della relazione con il cliente. 

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