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Si aprono le danze del Salone del Risparmio 2017


Un inizio in grande per l’ottava edizione del Salone del Risparmio, l’evento annuale organizzato da Assogestioni che ha visto nella conferenza plenaria di apertura avvicendarsi sul parco dell’auditorium silver di Via Gattamelata il presidente Tommaso Corcos, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e la firma del Financial Times, Martin Wolf. Ad aprire le danze è stato Corcos che ha subito illustrato alla folta platea i numeri e i risultati dell’industria. “Il 2016 è stato un anno ricco di volatilità, durante il quale abbiamo assistito a tornate elettorali le cui previsioni sono state spesso smentite e alla fine del trend quasi trentennale di discesa dei tassi”.

In questo scenario Assogestioni ha saputo mantenere la rotta raggiungendo traguardi importanti. Lo dimostrano la raccolta pari a 56 miliardi e un patrimonio netto gestito di 1.943 miliardi”. Sono numeri che testimoniano la vitalità dell’industria ma, come ha continuato dicendo Corcos, “non dobbiamo abbassare la guardia perché il settore è in una fase di consolidazione”. I buoni risultati devono essere “uno sprone a portare avanti altri progetti e ad allargare il nostro orizzonte di azione, nella consapevolezza del ruolo che l’industria del risparmio gestito riveste a sostegno di una crescita sostenibile e una economia reale”.

Tra i grandi protagonisti della plenaria che ha dato inizio al Salone del Risparmio non potevano mancare i PIR, i Piani individuali di risparmio, spina dorsale dell’economia del nostro Paese, che veicolano i risparmi delle famiglie nelle piccole e medie imprese italiane. A tal proposito Corcos ha riconosciuto il grande lavoro di squadra messo in atto dal governo per la loro implementazione e ha sottolineato: “Vogliamo continuare su questa direzione monitorando l’efficienza di questi strumenti e analizzando i flussi finanziari che arriveranno alle PMI”.

Nel suo discorso, il presidente di Assogestioni ha ricordato l’importanza della corporate governance definendola “il crinale che separa un mercato dei capitali sviluppato da un mercato dei capitali emergente. Ma la tutela del risparmiatore passa anche per la regolamentazione. Dall’anno prossimo, infatti, MiFID II e tutta una serie di normative ad essa correlata ridisegneranno il profilo di responsabilità tra produttori e distributori e renderanno sempre più integrato il triangolo produttore - distributore - investitore. “Siamo consapevoli del ruolo che dobbiamo svolgere in qualità di SGR con i distributori per migliorare il livello del servizio e rafforzare la fiducia che ci lega al cliente perché a questo dobbiamo la crescita della nostra industria”.

Corcos si è poi soffermato sull’elemento chiave del titolo dell’edizione di quest’anno del Salone del Risparmio, la ‘crescita’. Qual è il contributo che l’industria può darvi e, soprattutto, che tipo di crescita bisogna perseguire? Come ha spiegato subito dopo, siamo in un momento di passaggio molto particolare, tra la politica monetaria ha esaurito la sua corsa e quella fiscale, la grande assente di questo ciclo economico, ritornata nell’agenda politica americana. Secondo Corcos è importante ipotizzare una politica fiscale espansiva anche in Europa, anzi dovrebbe essere “una priorità per rilanciare un progetto comune e un sogno europeo”. Una soluzione, per il presidente di Assogestioni, potrebbe arrivare dagli European Safe Bonds, “il primo esempio di obbligazionari governativi dell’area euro”.

La crescita, ha ricordato Corcos poco prima di lasciare la parola al ministro dell’economia, “deve guardare alla produttività ma essere soprattutto inclusiva, cioè comprendere il maggior numero di persone”. Padoan ha proseguito sulla stessa linea sottolineando che “crescita e inclusione sociale sono fenomeni di cui si parla sempre di più”. Il ministro ha ricordato che dal 2014 l’economia italiana ha intrapreso un percorso di graduale ma importante ripresa e che, contrariamente a quando si dice, "il sostegno strutturale all’economia non ha perso slancio".

Stiamo inseguendo la crescita ma siamo in una fase di transizione”. “Il governo”, ha continuato Padoan, “intende proseguire nel rafforzamento della capacità competitiva delle imprese e, nell’ambito del programma di finanza per la crescita, abbiamo introdotto strumenti nuovi con lo scopo di diversificare le fonti di finanziamento delle imprese”. I PIR, infatti, “stanno già manifestando in maniera chiara i primi effetti positivi: incremento della liquidità e del numero degli investitori attivi, una significativa sovraperformance delle mid e small cap verso le large cap, la realizzazione di operazioni di finanza straordinaria come la valorizzazione e la vendita al mercato della maggioranza assoluta di una mid cap di successo tramite due soli ricollocamenti, primo caso in Italia in un arco temporale inferiore ai 18 mesi”.

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