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Si allarga la copertura per la voluntary disclosure


Al via una mega sanatoria in materia di voluntary disclosure, ovvero di rientro dei capitali detenuti all’estero attraverso una collaborazione volontaria. In altre parole, non si dovranno pagare quegli anni su cui c’era il punto interrogativo del raddoppio dei termini che avrebbe potuto rendere molto onerosa la procedura. Quindi la presentazione della richiesta per il rientro dei capitali permetterà di accedere alla non punibilità anche per i periodi d’imposta per i quali sono già decaduti i termini di accertamento. A dirlo è la seconda versione dello schema di decreto legislativo sulla certezza del diritto esaminato dal Consiglio dei ministri della scorsa settimana e il cui testo, insieme a quelli su internazionalizzazione delle imprese e fattura elettronica, è stato assegnato giovedì scorso alle commissioni di Camera e Senato. Il testo consegnato al Parlamento per un nuovo parere prevede, infatti, che per la causa di non punibilità (articolo 5-quinqies, comma 2 del Dl 167/2000) "si considerano oggetto della procedura di collaborazione volontaria anche gli imponibili, le imposte e le ritenute correlati alle attività dichiarate nell’ambito di tale procedura per i quali è scaduto il termine per l’accertamento".

La nuova disposizione punta a superare l’incertezza interpretativa sul disallineamento temporale tra termine di prescrizione dell’azione penale e termine di decadenza dell’accertamento tributario. Il motivo? Il tentativo di far decollare l’emersione dei patrimoni detenuti all’estero che stentano ad arrivare. A oggi, infatti, si contano nemmeno 3mila istanze di voluntary presentate. Ce ne sono altre pronte ma sono ancora tenute ferme dai titolari ma se ne attendono tra 40 e 60 mila tra agosto e settembre. Ora però si tratterà di capire i reali effetti di questa ampia sanatoria anche sul passato. Intanto, nel corso delle ultime settimane, si sono alzate da più parti richieste pressanti affinché il Governo approvasse una proroga dei termini di scadenza delle domande di adesione prevista per il 30 settembre prossimo. Termine che impone anche la consegna di tutti i documenti necessari all’Agenzia delle Entrate per verificare la correttezza dell’adempimento. Solo in Lombardia sono previste oltre 60 mila  istanze. Inoltre, proprio in scia alle adesioni che dovrebbero arrivare da Lombardia, Triveneto, Piemonte, Emilia e Lazio, si stima che la base imponibile da recuperare sia superiore a quanto fin qui ipotizzato da Banca d’Italia (220 miliardi di euro).

Proprio l’ampiezza dell’imponibile recuperabile renderebbe superflua la ventilata misura di aumento di accise della benzina (600/700 milioni di euro di incassi) prevista dal Governo per il rispetto del tetto del 3% del 2015. Secondo Massimiliano Sironi, presidente della Commissione Diritto Tributario Nazionale ODCEC: “nonostante l’Agenzia delle Entrate abbia fornito già alcuni significativi chiarimenti, restano aperte alcune questioni la cui rilevanza è significativa, non solo per la corretta adesione della voluntary disclosure ma anche alla luce del decreto sulla certezza del diritto approvato venerdì scorso dal Governo e ora al vaglio delle commissioni competenti di Camera e Senato, di cui si attende l’approvazione definitiva entro la fine di luglio”. Il Consiglio nazionale dei commercialisti si è molto impegnato per il successo di questa operazione. “Eppure non possiamo nasconderci che a tutt’oggi, a tanti mesi ormai dalla sua entrata in vigore, la disciplina presenta ancora molti aspetti controversi. Motivo che ci induce a chiedere una sua proroga “piena” al 31 dicembre. C’è bisogno di più tempo per chiarire punti specifici della normativa. Così com’è oggi, la disciplina sul rientro dei capitali rischia di trasformarsi in un’incompiuta e di non centrare gli obiettivi di gettito prefissati” ha ricordato Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

Tra le semplificazioni richieste dai professionisti ci sono l’esonero della compilazione del quadro RW fino al 31 dicembre 2015 per chi presenta l’istanza di adesione alla voluntary e l’estensione del metodo di calcolo forfettario anche oltre i 2 milioni di euro. Dall’Ordine dei dottori commercialisti e esperti contabili di Milano, è stata avanzata la proposta di prevedere la costituzione all’interno della giurisdizione tributaria di sezioni specializzate in materia di voluntary. Un’ipotesi, questa, che permetterebbe di specializzare magistrati in modo da rendere più certa e omogenea sul territorio l’interpretazione e l’applicazione della disciplina.

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