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Selezione dei fondi, vademecum per risparmiatori e promotori


In un mondo di interessi zero, quale quello attuale, dove i fondi obbligazionari long only rischiano di dover fronteggiare forti perdite in caso di rialzo dei tassi d'interesse  nel prossimo futuro, inserire in portafoglio un fondo piuttosto che un altro fa la differenza. Ecco che è fondamentale la fund selection. Ma in cosa consiste questa pratica e come si possono selezionare i migliori prodotti all'interno di un'offerta sempre più ampia e sofisticata?  “Ritengo che i fondi market neutral possano essere un ottimo sostituto dei bonds”, ha risposto Michele De Michelis, fondatore di Frame Asset Management, che venerdì 22 maggio, durante l'ITForum di Rimini, presenterà il suo nuovo libro: “Il fondo che non affonda. Guida pratica per imparare a selezionare fondi e gestori”.  Funds People ha chiesto a De Michelis di fornirne una breve anticipazione.

Perché ha deciso di scrivere questo libro e perché proprio ora?

Perchè stiamo vivendo una fase di grande mutamento del mercato e volevo mettere a disposizione di risparmiatori e promotori il contributo della mia esperienza cumulata in tutti questi anni.

In cosa consiste la cosiddetta la pratica della fund selection?

La selezione dei fondi - o, ancora meglio, dei gestori ai quali affidare il proprio denaro - è un'attività che ricorda moltissimo quella del commissario tecnico della Nazionale. Infatti, si deve non solo selezionare i talenti, ma anche saperli 'far giocare assieme' senza smettere di fare scouting e soprattutto non limitarsi a monitorare solo le grandi case, ma anzi porre molta attenzione alle boutique d'investimento.

Quali sono i principali aspetti che si devono prendere in considerazione nella selezione di un fondo?
Oltre ovviamente alla performance passata, è molto importante capire la qualità dell'alpha generato (ossia l’extrarendimento ottenuto attraverso una gestione attiva) e, in particolare, in quali condizioni di mercato è maturato e quali sono state le fonti (ad esempio, stock picking, market timing o asset allocation). Inoltre, a me piace molto la coerenza nella strategia o nel modello d'investimento: non mi piacciono particolarmente i gestori che cambiano approccio quando le cose non vanno nel verso giusto.

Nella pianificazione finanziaria, il fai-da-te potrebbe essere pericoloso. Meglio fare da soli o affidarsi a un consulente? 
A meno che non si parli di esperti del settore, è sempre consigliabile farsi aiutare da un buon consulente finanziario. E ovviamente vale la regola che si applica quando scegliamo un professionista cui affidarci nei diversi momenti della nostra vita (medico, avvocato, commercialista, architetto etc), ovvero è fondamentale operare una scelta ponderata.

Come lavorano e qual è l'approccio dei fund selector?

Spesso l'approccio dipende moltissimo da‎lle indicazioni della società per la quale lavorano. Più questa è grande meno rischi tendono a sobbarcarsi, scegliendo spesso e volentieri solo grandi nomi e con minimo 36 mesi di track record. Questo modo di lavorare, a mio avviso, impedisce loro di cogliere le buone opportunità che si creano nei primi due anni di vita del fondo, quando il gestore ha particolare  'fame' di rendimento, spesso aiutato da masse in gestione non particolarmente ingenti. Le case di fund selection più piccole tendono, invece, a investire anche in gestori di nicchia.

Perché solo pochi fund selector riescono a battere il mercato?

Il fund selector generalmente ha come obiettivo il rendimento assoluto e quindi per definizione non ha un benchmark di mercato, perché deve poter offrire al suo investitore duecento o trecento punti base annui sopra l'Euribor con una determinata volatilità per ciclo economico (3-5 anni). Questo vuol dire che coloro che avessero investito nel dicembre 2007 in queste strategie avrebbero dovuto ritrovarsi un rendimento positivo al dicembre 2010 (nonostante la grande crisi del 2008) o nel 2012 (nonostante la crisi europea dell'estate 2011).

La maggior parte dei fondi sottoperforma il mercato di riferimento, perché quindi un risparmiatore dovrebbe scegliere questi prodotti e non altri?  Detto in altre parole, quali sono i vantaggi del ricorso ai fondi rispetto all'uso di altri strumenti finanziari?

È vero che la maggior parte dei fondi d'investimento sottoperforma il mercato, ma il nostro lavoro è proprio quello di andare alla ricerca di coloro che sanno offrire un extrarendimento. Se fosse tutto così semplice allora a cosa servirebbero i professionisti? Viviamo in un mondo dove ancora oggi arrivano newsletter per email che ti promettono di farti guadagnare in Borsa il 300% in un anno, oppure di procurarti i numeri giusti per giocare al lotto. Eppure c'è sempre qualcuno che ci casca, nonostante ormai lo sappia anche mio figlio (che ha 12 anni) che si tratta di truffe. Dire a un cliente, invece, che cercherai di fargli avere il 3% all'anno sopra l'Euribor non vuol dire che lo farai arricchire, ma che stai investendo il denaro seriamente. Peccato che questo approccio non tocchi le corde del sogno. È un po’ come la differenza che c'è tra il medico e il guaritore.

Quali sono le regole di condotta dell'investment manager?

L'investment manager deve essere soprattutto coerente con la sua strategia, oltre ad avere una grande onestà intellettuale. Nel mondo anglosassone non è poi così raro vedere grandi gestori lasciare la società, 'abdicando' a favore di qualcuno più giovane proprio perchè ormai appagati del successo raggiunto.

Qual è la qualità dei gestori italiani rispetto al resto del mondo? Ci sono dei tratti caratteristici nella gestione e nell'approccio degli uni e degli altri?

Ci sono molti gestori italiani di altissimo livello, ma lavorano quasi tutti all'estero. Non è sicuramente un problema di nazionalità del gestore, quanto di scuola nazionale. Ovviamente anche in Italia ci sono delle ottime case di gestione, ma la media è molto più bassa rispetto all'Inghilterra e alla Francia. Come dicevo, secondo me è proprio la scuola ad essere differente. Recandomi spesso a Londra e Parigi a parlare con i gestori, quando incontro gli italiani sono loro stessi che mi dicono che hanno a che fare con dei bravissimi maestri, che gli possono insegnare il mestiere nella maniera corretta. Essere costantemente in contatto con le migliori menti in circolazione, in un ambiente molto competitivo, ma anche estremamente meritocratico, fa sì che ci sia sempre una corretta selezione naturale. Vi sembra che in Italia si ragioni così? 

Cosa rappresenta la quotazione dei fondi in Borsa, dal punto di vista del risparmiatore e dell'industria del risparmio gestito? 

La possibilità finalmente di bypassare il monopolio della grandi banche-sim distributrici, che creano un 'tappo di bottiglia' all'entrata delle boutique di gestione nel mercato italiano. O meglio, finora sono entrati solo quando lo hanno deciso loro.

Suggerimento di asset allocation: ora che i Titoli di Stato hanno perso il loro status di porto sicuro e offrono rendimenti negativi, cosa fare? 
Certamente consiglio un'asset allocation su fondi Absolute, che diano risultati in tutti i contesti di mercato. Diversificati per strategia e con un monitoraggio costante.

 

 

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